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Giorgetti negli Usa: "Credo che Draghi andrà avanti a lavorare come capo del governo"

Giancarlo Giorgetti in visita alla sede di Moderna a Boston (ansa)
Il ministro dello Sviluppo economico e vicesegretario della Lega in visita fra Boston e Washington: "Grazie al premier l'Italia ha guadagnato credibilità internazionale". E conferma i negoziati con Intel e Moderna
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WASHINGTON - "È più facile fare il ministro con Draghi, con lui più che con altri in questo particolare momento storico. Credo che Mario Draghi andrà avanti a lavorare". Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e vicesegretario della Lega non ci pensa due volte a incoronare il premier, il cui 'brand' sembra avere un peso negli Stati Uniti. Questi primi due giorni di visita, tra Boston e Washington, lo hanno confermato. "Ho notato un sentito di credibilità - spiega Giorgetti, rispondendo alle domande all'ambasciata d'Italia - un sentimento di simpatia, di fiducia legata soprattutto alla presenza di Draghi, il cui standing internazionale aiuta". "In un modo o nell'altro", aggiunge il ministro, alludendo all'ipotesi Quirinale, "il nome di Draghi rappresenta una garanzia". Ma l'ipotesi premier resta la più salda.

WASHINGTON - "È più facile fare il ministro con Draghi, con lui più che con altri in questo particolare momento storico. Credo che Mario Draghi andrà avanti a lavorare". Il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti e vicesegretario della Lega non ci pensa due volte a incoronare il premier, il cui 'brand' sembra avere un peso negli Stati Uniti. Questi primi due giorni di visita, tra Boston e Washington, lo hanno confermato. "Ho notato un sentito di credibilità - spiega Giorgetti, rispondendo alle domande all'ambasciata d'Italia - un sentimento di simpatia, di fiducia legata soprattutto alla presenza di Draghi, il cui standing internazionale aiuta". "In un modo o nell'altro", aggiunge il ministro, alludendo all'ipotesi Quirinale, "il nome di Draghi rappresenta una garanzia". Ma l'ipotesi premier resta la più salda.

Giorgetti ha confermato la fedeltà al governo subito dopo, quando gli è stato chiesto come vedesse la posizione della Lega all'interno di un centrodestra diviso. "Noi - taglia corto - abbiamo fatto una scelta di responsabilità quando abbiamo deciso di stare nel governo Draghi. Poi ognuno legittimamente porta avanti le sue istanze, ma alla fine si troverà una mediazione. Sapevamo di perdere in termini di consenso con questa scelta, ma la politica si fa pensando al medio e lungo termine, e parlo della Politica con la 'p' maiuscola". La sensazione, dichiara l'entourage del ministro, è di un'Italia che ha guadagnato considerazione. I due giorni negli Stati Uniti hanno dato un segnale di 'fiducia' anche da parte degli investitori. Giorgetti ha confermato la trattativa con il gruppo Intel per la produzione di microchip in Italia ("ma era meglio che le notizie non fossero emerse, è sempre preferibile procedere con riservatezza"), e di aver parlato con il gruppo farmaceutico Moderna, a Boston, della possibilità di aprire la produzione del vaccino anti-Covid in Italia ("ma non vogliamo limitarci a un vaccino, pensiamo anche a uno sviluppo di ricerca").

Le divisioni in Italia appaiono lontane. "Le condizioni tra Italia e Usa sono favorevoli. Siamo pronti a partire alla massima velocità", aveva detto l'ambasciatrice d'Italia, Mariangela Zappia, incontrando gli imprenditori italiani. Durante l'incontro di "Sistema Italia", in ambasciata, tre ore prima della conferenza del ministro, sono stati mostrati i risultati positivi ottenuti sul fronte economico-commerciale nei rapporti Italia-Usa nei primi sette mesi del 2021, grazie anche alla crescita registrata nei due Paesi. Le esportazioni verso gli Stati Uniti sono cresciute di oltre il 30 per cento rispetto allo stesso periodo del 2020 e di quasi il 4 rispetto al 2019. I flussi degli investimenti sono molto rilevanti e gli stock superano i 30 miliardi di dollari nelle due direzioni.