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Lega, per Giorgetti esame da leader negli Usa

Giancarlo Giorgetti, ministro dello Sviluppo economico e numero due della Lega (ansa)

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Il numero due del Carroccio incontra esponenti del German Marshall Fund, think tank "non partisan"
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WAshington - L'esame da leader di governo per Giorgetti è arrivato al terzo giorno del viaggio negli Stati Uniti, dopo le visite a Moderna e Harvard, dopo l'incontro con il segretario al Commercio Gina Raimondo. Stavolta niente telecamere e interviste. Ma summit a porte chiuse, con i centri studi di Washington, che riuniscono esponenti del mondo americano che conta, dove spesso figurano rappresentanti di amministrazioni attuali e del passato. Tra loro il German Marshall Fund, think tank "non partisan". Gli americani hanno voluto conoscere da vicino il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, per ascoltare le sue idee su molti temi, dalle pensioni alla riforma elettorale, dall'alleanza atlantica ai piani industriali. Si è parlato anche di "ripresa post pandemia" e sicurezza. Il gruppo ha "espresso curiosità" verso l'Italia e "apprezzamento verso il governo Draghi". In genere, i membri dei "t…

WAshington - L'esame da leader di governo per Giorgetti è arrivato al terzo giorno del viaggio negli Stati Uniti, dopo le visite a Moderna e Harvard, dopo l'incontro con il segretario al Commercio Gina Raimondo. Stavolta niente telecamere e interviste. Ma summit a porte chiuse, con i centri studi di Washington, che riuniscono esponenti del mondo americano che conta, dove spesso figurano rappresentanti di amministrazioni attuali e del passato. Tra loro il German Marshall Fund, think tank "non partisan". Gli americani hanno voluto conoscere da vicino il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, per ascoltare le sue idee su molti temi, dalle pensioni alla riforma elettorale, dall'alleanza atlantica ai piani industriali. Si è parlato anche di "ripresa post pandemia" e sicurezza. Il gruppo ha "espresso curiosità" verso l'Italia e "apprezzamento verso il governo Draghi". In genere, i membri dei "think tank" vogliono misurare il peso di una persona che considerano potenzialmente futuro interlocutore, soppesare la sua dimensione, capire meglio chi sono quelli che lavorano con lui. Giorgetti è il numero due della Lega, ma questo appuntamento è stato da numero uno. Il primo esame di "americano". Se confermata, la presenza di German Marshall Fund sarebbe significativa perché da qui viene Karen Donfried, dall'1 ottobre nuovo sottosegretario per l'Europa del governo Biden. Vorrebbe dire che Giorgetti vuole accreditarsi come interlocutore serio sull'Europa, a differenza di Salvini che, quando era venuto in visita in Usa, aveva deluso l'amministrazione Trump.

Quanto il ministro tenesse all'incontro, lo si era capito dalla strategia che ne aveva accompagnato la presentazione: l'appuntamento era stato inserito nel programma ufficiale, perché si sapesse, ma poi tenuto riservato. Il summit si è svolto ieri, a Washington, a Villa Firenze, nel cuore di Rock Creek Park, nella residenza dell'ambasciatrice d'Italia, Mariangela Zappia. Non è la prima volta che in un viaggio ufficiale viene inserito un incontro con un "think tank". Negli Stati Uniti Matteo Renzi aveva incontrato il gruppo progressista "Center for American Progress". È l'occasione anche per stringere rapporti con personalità.

La giornata di Giorgetti era cominciata con la visita ufficiale al cimitero monumentale di Arlington, dove riposano i caduti americani, e si è conclusa in serata con la partecipazione al galà della Niaf, National Italian American Foundation, la più grande organizzazione di italoamericani.