Omofobia, Zan avverte: "Sul ddl no a mediazioni al ribasso". Le mosse dei partiti alla vigilia del voto
di Giovanna Casadio , di Giovanna Casadio"Non ci saranno mediazioni al ribasso, non possiamo certo trasformare una legge anti discriminatoria in una legge discriminatoria". Alessandro Zan, il deputato dem e attivista Lgbt che dà il nome al disegno di legge contro l'omotransfobia, mette le mani avanti.
Le mosse alla vigilia del voto al Senato
Alla vigilia del voto in Senato, mercoledì, il segretario del Pd Enrico Letta ha affidato a lui il compito di una mediazione. Se sarà possibile. Fonti, infatti, fanno sapere che una delegazione del Pd guidata dallo stesso Zan incontrerà nelle prossime ore - e comunque entro dopo domani - le forze politiche per discutere del disegno di legge. Gli incontri dovrebbero tenersi in Senato partendo dalle forze di maggioranza, per poi coinvolgere tutti gli altri gruppi di palazzo Madama. "Ma chi vuole davvero le legge voti mercoledì contro la richiesta di non passaggio agli articoli", sottolineano le stesse fonti.
La mossa si co…
"Non ci saranno mediazioni al ribasso, non possiamo certo trasformare una legge anti discriminatoria in una legge discriminatoria". Alessandro Zan, il deputato dem e attivista Lgbt che dà il nome al disegno di legge contro l'omotransfobia, mette le mani avanti.
Le mosse alla vigilia del voto al Senato
Alla vigilia del voto in Senato, mercoledì, il segretario del Pd Enrico Letta ha affidato a lui il compito di una mediazione. Se sarà possibile. Fonti, infatti, fanno sapere che una delegazione del Pd guidata dallo stesso Zan incontrerà nelle prossime ore - e comunque entro dopo domani - le forze politiche per discutere del disegno di legge. Gli incontri dovrebbero tenersi in Senato partendo dalle forze di maggioranza, per poi coinvolgere tutti gli altri gruppi di palazzo Madama. "Ma chi vuole davvero le legge voti mercoledì contro la richiesta di non passaggio agli articoli", sottolineano le stesse fonti.
La mossa si configura come una sorta di risposta dei dem al tavolo voluto e convocato per domani pomeriggio alle 17 dal presidente della commissione Giustizia, il leghista Andrea Ostellari, il quale ha chiesto una riunione di maggioranza ad hoc. I renziani (senza i quali non ci sono i numeri per il via libera alla legge) rispondono sì al tavolo: "Domani alle 17 - si legge in una nota - tornerà a riunirsi il tavolo politico per il ddl Zan . Si confronteranno in Senato i capigruppo di maggioranza per cercare l'intesa sulla legge contro l'omotransfobia, continuando il percorso intrapreso alla fine di maggio su iniziativa di Italia viva".
Le parole di Letta sul ddl
"Faccia una esplorazione con le altre forze politiche per capire le condizioni che possano portare a una approvazione del testo rapida, anche con modifiche purché non siano sostanziali. Mi affido a lui", ha detto Letta.
Zan, strada in salita
Dopo lo scontro con la destra, dopo i dubbi anche di una parte delle associazioni femministe e del mondo lgbt e le perplessità dei renziani, tutto si muove. Ma la strada è in salita. Il ddl Zan rischia di cadere nell'agguato del primo voto segreto di mercoledì. Su proposta del leghista Roberto Calderoli infatti, l'aula di Palazzo Madama deve approvare innanzitutto il passaggio all'esame degli articoli. A voto segreto quasi certamente.
Zan, le reazioni dei partiti
Dalla Lega la prima reazione alla mossa del Pd è del presidente della Commissione Giustizia, Andrea Ostellari, che è anche relatore del ddl, e che ne ha chiesto ripetutamente il ritiro dall'aula convocando anche un tavolo di mediazione finito nel nulla prima delle amministrative. Ora rilancia: "Anche Letta si è arreso all'evidenza: il ddl Zan ha bisogno di modifiche migliorative. Serve una mediazione di buonsenso per fare una legge efficace. Senza limitare le libertà e lasciando fuori i bambini. Il percorso di mediazione era già stato avviato... chiedo una convocazione di quel tavolo con i capigrupo a partire già da domani".
Ma il Pd esclude che si ritorni a una discussione fuori dall'aula. Il leit motiv democratico è: dialoghiamo togliendo ogni alibi a chi dice che siamo rigidi e non vogliamo confrontarci. Franco Mirabelli, vice capogruppo del Pd a Palazzo Madama, commenta: "Ha fatto bene il segretario a chiarire che non c'è mai stata una nostra indisponibilità a dialogo. Ci sono piuttosto stati tentativi di affossare la legge. Comunque si vedrà se sono possibili modifiche non sostanziali". Significa che su identità di genere e educazione nelle scuole non si arretra. Per il M5Stelle è Alessandra Maiorino a mettere i paletti: "Attenzione, non andremo certo a svendere il testo. Sull'identità di genere non si discute così come sull'educazione nelle scuole perché non ci sono solo le sanzioni penali contro l'omotransfobia ma anche una sfida culturale". Maiorino fa inoltre un appello alla presidente del Senato, Elisabetta Casellati perché eviti il voto segreto così come fece l'allora presidente Pietro Grasso per le unioni civili. Sui diritti civili è bene votare mettendoci la faccia.
Cantano vittoria i renziani che della mediazione con la Lega e Forza Italia sul ddl Zan avevano fatto un cavallo di battaglia. Twitta Donatella Conzatti: "Quando Italia Viva diceva che al Senato serviva mediare per avere i voti necessari fulmini e saette, poi silenzio totale...bene così". E il coordinatore di Iv, Ettore Rosato attacca: "Dal Pd una perdita di tempo e demagogia". Un ruolo determinante avrà anche Forza Italia, che è divisa tra l'ala liberal e quella più legata al Vaticano. Dal Vaticano infatti è arrivata nei mesi scora una nota diplomatica, sia pure informale, per bloccare il ddl Zan chiedendone modifiche. Adesso è il giro di boa. Da parte di Enrico Letta avere affidato a Zan il compito di verificare il possibile terreno di incontro è una garanzia di non snaturare il testo.