G20, il Viminale teme i nuovi no-global. Pronti droni e cecchini
ROMA - È la settimana più lunga al Viminale. A far paura adesso non sono tanto i No Green Pass ma la galassia no global, con le sue frange più estreme, che difficilmente si farà scappare la vetrina di Roma, un appuntamento fortemente simbolico per il premier Mario Draghi e per tutto il governo. Movimenti di destra e di sinistra, anarchici, centri sociali e black bloc in arrivo da diversi Paesi europei che potrebbero saldarsi in occasione del G20 che sabato e domenica porterà a Roma i Grandi del mondo.
Ma l'allerta dell'intelligence non è solo per quei due giorni: si temono possibili proteste anche nei giorni precedenti. E non solo a Roma: da Milano a Trieste a Genova questa volta i movimenti No Green Pass potrebbero contemporaneamente alzare il tiro e la tensione. A fare da detonatore potrebbe essere ancora una volta il Comitato 15 ottobre di Trieste che attende giovedì dal governo una risposta ( che sarà negativ…
ROMA - È la settimana più lunga al Viminale. A far paura adesso non sono tanto i No Green Pass ma la galassia no global, con le sue frange più estreme, che difficilmente si farà scappare la vetrina di Roma, un appuntamento fortemente simbolico per il premier Mario Draghi e per tutto il governo. Movimenti di destra e di sinistra, anarchici, centri sociali e black bloc in arrivo da diversi Paesi europei che potrebbero saldarsi in occasione del G20 che sabato e domenica porterà a Roma i Grandi del mondo.
Ma l'allerta dell'intelligence non è solo per quei due giorni: si temono possibili proteste anche nei giorni precedenti. E non solo a Roma: da Milano a Trieste a Genova questa volta i movimenti No Green Pass potrebbero contemporaneamente alzare il tiro e la tensione. A fare da detonatore potrebbe essere ancora una volta il Comitato 15 ottobre di Trieste che attende giovedì dal governo una risposta ( che sarà negativa) alla sua richiesta di ritirare l'obbligo della certificazione verde sui luoghi di lavoro. E poi c'è l'incognita del movimento studentesco in agitazione.
L'input che arriva da Palazzo Chigi è chiaro: l'Italia tutta deve dare un'immagine di assoluta serenità e sicurezza. La linea del Viminale è quella già enunciata dalla ministra dell'Interno Luciana Lamorgese che seguirà in prima persona, insieme al Comitato nazionale per l'ordine e la sicurezza, la predisposizione dei servizi poi affidata al Capo della polizia e a prefetto e questore di Roma.
L'indicazione resta questa: se possibile verrà garantita la libertà di esprimere pacificamente il dissenso ma è evidente che se eventuali richieste di manifestazioni venissero giudicate anche solo minimamente pericolose non saranno autorizzate o verranno relegate, e sempre in forma statica, in zone lontane da quelle nevralgiche. Che, per altro, saranno molto estese, ben oltre l'area di massima sicurezza che si estenderà per oltre 10 chilometri quadrati all'Eur. Al momento l'unica richiesta è per una manifestazione contro il governo a piazza San Giovanni.
I lavori del summit si svolgeranno alla Nuvola e al Palazzo dei Congressi ma ad essere presidiati e cinturati saranno tutti i quartieri delle ambasciate, degli alberghi che ospiteranno le delegazioni e dei palazzi e delle ville dove sono previsti cene e ricevimenti. Il dispositivo di sicurezza è al massimo, con 2.000 uomini delle forze dell'ordine a cui si aggiungono 500 militari dell'esercito a cui sarà affidata soprattutto la vigilanza degli obiettivi sensibili.
Tiratori scelti nei punti strategici e varchi d'accesso presidiati per garantire l'ingresso solo alle autorità del vertice e agli addetti ai lavori. Le bonifiche scatteranno da venerdì con cinofili e artificieri. Ispezioni anche nel sottosuolo, chiuse stazioni della metro e persino siti archeologici e musei.
Nella zona rossa sarà vietata la circolazione di qualsiasi mezzo privato mentre la sorveglianza di tutto lo spazio aereo sarà affidata al sistema anti droni della Difesa e ai nuclei dei vigili del fuoco specializzati contro le minacce batteriologiche.
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Massima allerta anche di servizi segreti e polizia postale che, da settimane, monitorano siti web, chat e social degli ambienti più a rischio per intercettare con grande anticipo obiettivi e movimenti. Particolare attenzione a stazioni, aeroporti e snodi stradali e autostradali per bloccare l'arrivo di soggetti pericolosi. Vietato farsi cogliere impreparati come avvenne il 9 ottobre in occasione della manifestazione No Green Pass poi finita con l'assalto alla sede della Cgil guidato dai leader di Forza Nuova Giuliano Castellino e Roberto Fiore, che compariranno oggi davanti al tribunale del Riesame.