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Azione e Forza Italia contro la microspia Trojan: deve essere autorizzata da tre giudici e il pm deve indicare luoghi e orari

Oggi alla Camera, nel decreto sui tabulati telefonici e sulla proroga del referendum cannabis, il centrodestra tenta di mettere paletti all’utilizzo del potente virus nei cellulari che funziona anche come telecamera 
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ROMA - Non bastava la nuova regola, imposta addirittura per decreto legge, che ordina ai pm di chiedere l'autorizzazione del gip anche per l'utilizzo dei tabulati telefonici in presenza di un reato di cui scoprire gli autori. Adesso, nel mini decreto legge che contiene anche la proroga per la raccolta delle firme per i referendum presentati dopo il 15 giugno (leggi soprattutto quello sulla cannabis), Azione e Forza Italia vanno anche all'attacco della microspia Trojan, il virus inserito nei cellulari che li trasforma in una centrale di osservazione a distanza. Troppo ghiotta l'occasione che si gioca oggi nella commissione Affari costituzionali. 

Il testo del decreto, di cui sono state già respinte in aula le pregiudiziali di costituzionalità, consiste in una manciata di articoli. Ma il piatto forte sono i primi sui tabulati e a seguire quello sul referendum. Per giunta è stato proprio Enrico Costa di Azione, da marzo, a sollecitare con insist…

ROMA - Non bastava la nuova regola, imposta addirittura per decreto legge, che ordina ai pm di chiedere l'autorizzazione del gip anche per l'utilizzo dei tabulati telefonici in presenza di un reato di cui scoprire gli autori. Adesso, nel mini decreto legge che contiene anche la proroga per la raccolta delle firme per i referendum presentati dopo il 15 giugno (leggi soprattutto quello sulla cannabis), Azione e Forza Italia vanno anche all'attacco della microspia Trojan, il virus inserito nei cellulari che li trasforma in una centrale di osservazione a distanza. Troppo ghiotta l'occasione che si gioca oggi nella commissione Affari costituzionali. 

Il testo del decreto, di cui sono state già respinte in aula le pregiudiziali di costituzionalità, consiste in una manciata di articoli. Ma il piatto forte sono i primi sui tabulati e a seguire quello sul referendum. Per giunta è stato proprio Enrico Costa di Azione, da marzo, a sollecitare con insistenza il governo ad adeguare l'Italia alla sentenza della Corte del Lussemburgo che, trattando un caso dell'Estonia, a marzo aveva imposto di prevedere che sia il gip a dare il via libera all'utilizzo dei tabulati, mentre a tutt'oggi il pm si muove da solo. Inutile dire che i pm hanno preso assai male la notizia perché considerano la necessità della richiesta un forte appesantimento del lavoro dei gip, già allo stremo delle forze, che rischia solo di rallentare i tempi di un'indagine.

Ma adesso Costa s'inventa un altro paletto, questa volta sul Trojan. Subito seguito da Forza Italia con Pierantonio Zanettin. Il Trojan è un vecchio "nemico" di Costa, nonché di tutti gli avvocati. E Zanettin è un avvocato. Mentre Costa ha presentato un solo emendamento, i berlusconiani si sono scatenati, ma alla fine ne è stato ammesso solo uno, e sarà votato oggi in commissione Affari costituzionali. Sicuramente, come ormai avviene sempre più spesso sulla giustizia, giusto una settimana fa sulla presunzione d'innocenza, la maggioranza vive sul filo della crisi, con Lega, Forza Italia e Azione pronti a votare con Fratelli d'Italia. 

I due emendamenti sono una vera "minaccia" sull'uso del Trojan, in particolare quello di Costa. Il quale scrive: "Il pubblico ministero richiede al tribunale in composizione collegiale l'autorizzazione a disporre l'intercettazione di comunicazioni tra presenti mediante l'inserimento di captatore informatico su dispositivo elettronico portatile". Quindi al pm non basterebbe più rivolgersi al solo gip per ottenere l'autorizzazione, ma  dovrebbe presentare una richiesta addirittura "al tribunale in composizione collegiale". Quindi a ben tre giudici. Considerato lo stato dei nostri tribunali una simile procedura quantomeno allungherebbe di molto i tempi. Una contraddizione rispetto alle nuove regole della riforma Cartabia sul processo penale. 

Ma non basta. Perché anche Forza Italia inserisce paletti per la richiesta di un Trojan. Il pm dovrà indicare nella richiesta al gip "le specifiche esigenze istruttorie che rendono necessaria e indispensabile tale modalità per lo svolgimento delle indagini, nonché le ragioni per le quali ritiene sia insufficiente l'utilizzo di altri mezzi di ricerca della prova", per esempio delle intercettazioni di tipo ordinario. E c'è ancora dell'altro, come si può leggere nell'emendamento che ieri ha ottenuto il via libera in commissione Affari costituzionali, mentre molte altre richieste anti-intercettazioni di Forza Italia sono state dichiarate inammissibili. 

Secondo la proposta Zanettin il pm dovrebbe indicare nella richiesta anche "l'elenco puntuale dei luoghi e delle circostanze nelle quali possa operare l'attività di registrazione e l'elenco puntuale dei luoghi in cui escludere l'attivazione della funzione di captazione per ragioni di tutela della vita privata, l'indicazione degli orari e delle circostanze in cui operare l'attivazione e la disattivazione del microfono con comando attivato da remoto". In pratica, quasi fosse un preveggente, il pm dovrebbe sapere e scrivere in anticipo in quali luoghi il suo indagato si reca e dove la microspia deve essere spenta, ma anche gli orari in cui fa funzionare o disattivare il Trojan. 

Un fatto è certo. Sono due emendamenti in cui la battaglia è inevitabile e sui quali la maggioranza rischia di spaccarsi a metà.