Mentre le trattative tra Draghi e sindacati si fanno sempre più difficili e tese, il fondatore del Movimento 5 Stelle offre la sua ricetta per la riforma del sistema pensionistico. Per superare la legge Fornero il governo punta a quota 102 o 104, con la proroga di un anno di Opzione donna e dell'Ape. I sindacati sono contrari alle ipotesi dell'esecutivo e ieri il premier ha lasciato il tavolo della trattativa con le parti sociali senza arrivare a soluzioni.
Una situazione più che complicata, ma che secondo Beppe Grillo sarebbe di facile soluzione. "Permettiamo ai lavoratori del sistema misto di andare in pensione a 63 anni con la quota contributiva maturata fino ad oggi - propone con un post sul suo blog - e diamo loro al compimento dei 67 anni, l'età ordinaria di vecchiaia, la parte retributiva".
Una proposta che per il fondatore del Movimento sarebbe "semplice, equa e sostenibile che potrebbe mettere d'accordo tutti sul tema pensioni". Per Grillo quindi il "problema del sistema pensionistico oggi è rappresentato dal sistema misto: cioè lavoratori con il modello retributivo e quello contributivo, un problema che avremo fino al 2035". Ma con la sua proposta, sostiene, potrebbe essere superato.
Inoltre, secondo Grillo non si può parlare di pensione senza pensare ai più giovani. A loro "dobbiamo pensare di dare una pensione di garanzia domani - sottolinea - Noi abbiamo provato con la pensione di cittadinanza a buttare giù il primo seme: una soglia, 780 euro, al di sotto della quale, non si considera una pensione dignitosa. Basterebbe rimuovere l'Isee dalla pensione di cittadinanza e avremo la pensione di garanzia individuale". Ma non si tratta dell'unica proposta. Per Grillo in quest'ottica bisogna prevedere anche il riscatto gratuito della laurea, per dare ai giovani "un giusto incentivo, per studiare - conclude - ma allo stesso tempo tutelarli rispetto al fatto che entrano più tardi nel mercato del lavoro".