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Legge Zan, nella Gay street di Roma esplodono i cori e la rabbia: “Non riuscirete a fermarci"

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ROMA  - "Non siamo "tombati" siamo incaz... Ma oggi ripartiamo da qua". Si ritrova all'ombra del Colosseo il popolo Lgbtq+, insieme a chi ha sostenuto la sua battaglia, per gridare la rabbia dopo l'affondamento del ddl Zan al Senato. Centinaia di persone, con cartelli, striscioni e bandiere arcobaleno si sono date appuntamento - non autorizzati - in via San Giovanni in Laterano, quella che a Roma è anche conosciuta come la Gay street: passerella spesso di manifestazioni e raduni "fluidi".

 

Ma stavolta non c'è il clima di festa e di giocosa provocazione dei Gay Pride. C'è la rabbia. La rabbia per aver visto ancora una volta affossare i l…

ROMA  - "Non siamo "tombati" siamo incaz... Ma oggi ripartiamo da qua". Si ritrova all'ombra del Colosseo il popolo Lgbtq+, insieme a chi ha sostenuto la sua battaglia, per gridare la rabbia dopo l'affondamento del ddl Zan al Senato. Centinaia di persone, con cartelli, striscioni e bandiere arcobaleno si sono date appuntamento - non autorizzati - in via San Giovanni in Laterano, quella che a Roma è anche conosciuta come la Gay street: passerella spesso di manifestazioni e raduni "fluidi".

 

Ma stavolta non c'è il clima di festa e di giocosa provocazione dei Gay Pride. C'è la rabbia. La rabbia per aver visto ancora una volta affossare i loro diritti. E che sale ancora di più dopo aver visto in tv alcuni senatori esultare come allo stadio, dopo il risultato. Davanti all'Anfiteatro Flavio, per "canalizzare la delusione" come dice Pietro Turano a capo del Gay center, ci sono ragazze e ragazzi, madri e padri, trans e attivisti. E ci sono anche i politici. Pochi: la senatrice del Pd Monica Cirinnà e Benedetto della Vedova di +Europa, schierati sulla linea "la battaglia andrà avanti".

 

Alessandro Zan, promotore della legge, arriva alla manifestazione direttamente dalla Camera, dove ha incassato gli applausi dei colleghi. E anche adesso fa incetta di consensi, pacche sulla spalla e urla di approvazione quando, al microfono, etichetta quello che è successo come "una bruttissima pagina della democrazia. Che non corrisponde al sentire del Paese. La verità - spiega - è che il Senato, nascosto dietro un voto segreto, non ha voluto approvare una legge sui crimini d'odio".

Già, il sentire del Paese. Roberto Cirillo fa l'agente di polizia municipale. "Bisognerebbe ascoltare le persone reali. Dovrebbero vedere quante denunce di aggressioni omofobe ci arrivano ogni giorno", spiega. Raffaele Brusco sta aspettando che alla manifestazione arrivi il marito, sposato qualche tempo fa in Campidoglio. Fa il poliziotto. E indossa la felpa con su scritto "Diversamente uniforme", il logo dell'associazione "Police Aperta".

"Quando ho visto il risultato al Senato a stento ho trattenuto le lacrime - confessa - ma stamattina entrando in commissariato mi sono commosso nel vedere come i colleghi mi sono venuti incontro per darmi la loro solidarietà". Arrivano dall'Università Roma Tre Noemi, Chiara e Lorenzo. Ottant'anni in tre, la mascherina arcobaleno sulla faccia. "Siamo delusi. Ma questi politici in che mondo vivono? Come fanno a non capire che siamo tutti esseri umani, tutti diversi, ospiti di uno stesso Pianeta".