Manovra 2022, il bilancio dei partiti. Dallo scontro sul reddito di cittadinanza alla mancata riconferma di Quota 100
di Gabriele Bartoloni , di Gabriele BartoloniUn iter meno chiassoso del solito, quello che ha portato all'approvazione della legge di bilancio 2022. Le mire barricadere delle forze politiche sono state sedate dal pragmatismo del presidente del consiglio Mario Draghi: deciso a tirare dritto, ma senza scontentare nessuno. Il Movimento 5 stelle ottiene il rifinanziamento del reddito di cittadinanza, seppur con l'introduzione di alcuni paletti. La Lega perde Quota 100, ma incassa un generico impegno a rivedere la legge Fornero. Mentre Pd e Forza Italia giocano di rimessa, consapevoli che la coperta per le misure-bandiera è troppo corta. Non tanto per i trenta miliardi stanziati dalla manovra, quanto per l'eterogeneità delle richieste portate avanti dai partiti che compongono la maggioranza.
Movimento 5 stelle
Il reddito di cittadinanza supera la prova del governo Draghi. La misura era stata messa in discussione da buona parte delle forze politiche: Lega, Forza Ita…
Un iter meno chiassoso del solito, quello che ha portato all'approvazione della legge di bilancio 2022. Le mire barricadere delle forze politiche sono state sedate dal pragmatismo del presidente del consiglio Mario Draghi: deciso a tirare dritto, ma senza scontentare nessuno. Il Movimento 5 stelle ottiene il rifinanziamento del reddito di cittadinanza, seppur con l'introduzione di alcuni paletti. La Lega perde Quota 100, ma incassa un generico impegno a rivedere la legge Fornero. Mentre Pd e Forza Italia giocano di rimessa, consapevoli che la coperta per le misure-bandiera è troppo corta. Non tanto per i trenta miliardi stanziati dalla manovra, quanto per l'eterogeneità delle richieste portate avanti dai partiti che compongono la maggioranza.
Movimento 5 stelle
Il reddito di cittadinanza supera la prova del governo Draghi. La misura era stata messa in discussione da buona parte delle forze politiche: Lega, Forza Italia e Italia Viva. Il premier ha sempre difeso la misura pur ribadendo la necessità di introdurre alcuni aggiustamenti. Detto fatto: nella manovra infatti il Rdc viene riconfermato per il 2022 con una dote di 1 miliardo di euro, ma con alcuni paletti in più rispetto alla versione originaria: assegno in calo per chi rifiuta la prima offerta di lavoro, stop a chi rifiuta la seconda e controlli preventivi per evitare frodi.
Riconfermato anche il superbonus fiscale per i lavori di riqualificazione, approvato l'anno scorso dal governo giallorosso. Il Movimento però perde il cashback di Stato, misura voluta dall'ex premier e presidente del M5s Giuseppe Conte.
Lega
Su Quota 100 il Carroccio è costretto a giocare in difesa, consapevole che il premier non sarebbe stato disposto a prorogarla. Il 2022, infatti, sarà l'anno di Quota 102. Una misura tampone per attenuare lo scalino tra la misura voluta dalla Lega al tempo del governo con i 5 stelle e il ritorno alla legge Fornero. Da Draghi la Lega ottiene la disponibilità a rivederla, ma sull'impianto contributivo del sistema pensionistico il premier non è disposto ad arretrare.
Il partito di Matteo Salvini perde il braccio di ferro sul reddito di cittadinanza, considerata dal Carroccio una misura da abolire. Sul capitolo riduzione tasse, anche questa volta è costretta ad abbandonare l'idea di una tassa piatta in favore del fondo da 8 miliardi istituito dal governo per l'abbassamento delle imposte su lavoro, imprese e persone fisiche. Sarà il Parlamento a decidere dove verranno indirizzate le risorse. La partita è ancora aperta.
Partito democratico
Poche ambizioni e basse aspettative per il partito di Enrico Letta. A Draghi non chiede la luna, consapevole che il premier non è disposto a portare avanti a spada tratta le misure-bandiera dei partiti. Le misure del Pd possono essere sintetizzate con i dossier portati avanti dal ministro della Cultura Dario Franceschini e il titolare del Lavoro Andrea Orlando. Il secondo incassa la riforma degli ammortizzatori sociali, estesi anche alle imprese sotto i 5 dipendenti, e la Naspi allargata anche ai lavoratori discontinui. Sul fronte pensionistico c'è la riconferma dell'Ape sociale - l'anticipo pensionistico approvato dall'allora premier dem Paolo Gentiloni - con l'allargamento della platea dei lavoratori gravosi che ne beneficeranno. Va bene anche per Franceschini che, insieme ad Italia Viva, ottiene lo stop - inizialmente deciso dal governo - all'introduzione del requisito reddituale per accedere al bonus per i diciottenni.
Forza Italia
Fi si presenta da Mario Draghi con i piedi per terra. Ottiene l'ennesimo rinvio di sugar e plastic tax, varate dal governo Conte II in epoca pre pandemia e rimandate all'anno successivo per non penalizzare le imprese colpite dalle chiusure. Forza Italia ottiene un ulteriore rinvio prendendo al balzo il no all'aumento delle tasse deciso da Draghi.
Il ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta è stato protagonista in consiglio dei ministri di un braccio di ferro con Stefano Patuanelli, ministro dell'Agricoltura del M5S. L'oggetto dello scontro è stato il reddito di cittadinanza, con il primo che puntava ad un'ulteriore stretta e il secondo che spingeva per porre un freno alle limitazioni avanzate dal centrodestra di governo. Alla fine la partita si è conclusa con un pareggio: Forza Italia ottiene i paletti supportati anche da Draghi e il M5S incassa il rifinanziamento con l'ok all'impianto generale del provvedimento.
Italia Viva
Il partito di Matteo Renzi chiedeva un abbassamento delle tasse. Lo ottiene con il fondo da 8 miliardi istituito dal governo, ma la partita è rimandata a ciò che decideranno i partiti in Parlamento. Anche Iv, come Forza Italia e Lega, chiedeva l'abolizione del reddito di cittadinanza, ma si è dovuta scontrare con il muro del Movimento 5 stelle e con la disponibilità di Draghi a mantenere il sussidio. Insieme al ministro Franceschini, Italia Viva chiede e ottiene lo stop al limite di reddito per accedere al bonus cultura per i diciottenni.
Liberi e Uguali
La battaglia per la patrimoniale è destinata a giocarsi fuori da Palazzo Chigi, dove è già partita una raccolta firme per l'introduzione di una tassa sulla ricchezza sponsorizzata anche da Sinistra italiana. Da subito Draghi ha specificato che non avrebbe aumentato le tasse, per questo LeU ha deciso di virare sul finanziamento alla Sanità, forti della presenza del ministro Roberto Speranza. La dote stanziata dal governo per il prossimo anno ammonta a 4 miliardi di euro in più: due la lotta alla pandemia e due per finanziare il Fondo sanitario nazionale.