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Processo penale, Cartabia si affida alle “grandi firme” per la riforma della giustizia

Per la Guardasigilli l’obiettivo è garantire il rispetto dei tempi del Pnrr. Cinque commissioni, con 48 componenti tra docenti universitari, magistrati e avvocati, e con i tecnici dell’ufficio legislativo di via Arenula, scriveranno nel dettaglio le norme che hanno già ottenuto il via libera del Parlamento: dalle novità nelle indagini preliminari, dall’improcedibilità alla giustizia riparativa . 
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ROMA - Un ex presidente della Consulta come Giorgio Lattanzi, due ex presidenti della Corte di Cassazione come Gianni Canzio ed Ernesto Lupo, un professore di criminologia come Adolfo Ceretti, e uno di diritto penale come Gian Luigi Gatta. Sono queste le "grandi firme" del diritto italiano che la Guardasigilli Marta Cartabia ha scelto per compiere l'ultimo rush sulla riforma del processo penale. Ognuno presiederà un gruppo di altrettanti colleghi - in tutto sono 48 - che avranno il compito di scrivere materialmente i decreti legislativi. Parliamo dell'ultima tappa della riforma penale che, per gli impegni presi con l'Europa nel Pnrr, deve essere pienamente legge nella primavera del 2022. 

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ROMA - Un ex presidente della Consulta come Giorgio Lattanzi, due ex presidenti della Corte di Cassazione come Gianni Canzio ed Ernesto Lupo, un professore di criminologia come Adolfo Ceretti, e uno di diritto penale come Gian Luigi Gatta. Sono queste le "grandi firme" del diritto italiano che la Guardasigilli Marta Cartabia ha scelto per compiere l'ultimo rush sulla riforma del processo penale. Ognuno presiederà un gruppo di altrettanti colleghi - in tutto sono 48 - che avranno il compito di scrivere materialmente i decreti legislativi. Parliamo dell'ultima tappa della riforma penale che, per gli impegni presi con l'Europa nel Pnrr, deve essere pienamente legge nella primavera del 2022. 

Una tappa che deve essere rispettata, e che la ministra della Giustizia intende assolutamente rispettare. Per questo, seguendo il "metodo" che aveva già utilizzato nella prima stesura degli emendamenti ai disegni di legge del suo predecessore Alfonso Bonafede sul processo penale, sul processo civile, e sul Csm, anche questa volta ha deciso  di usare dei giuristi esterni da affiancare al lavoro dell'ufficio legislativo di via Arenula anche perché la riforma è molto impegnativa e massiccia. Tant'è che sarà proprio la vice capo di quest'ufficio, Concetta Locurto, a coordinare il lavoro con Gian Luigi Gatta, nella veste di consigliere della stessa ministra.

 

A scorrere l'elenco dei nomi, suddivisi in cinque gruppi, colpisce la presenza di un avvocato penalista, nonché docente di diritto penale come Vittorio Manes. E poi magistrati come il procuratore aggiunto di Roma Rodolfo Sabelli, l'ex pm Luigi Orsi, oggi in Cassazione dopo gli anni trascorsi a Milano, Guglielmo Leo, oggi assistente alla Suprema Corte, e prima nel consiglio direttivo della Scuola della magistratura di Scandicci. 

 

I cinque "compiti" da fare sembrano complicati. Il primo gruppo, che avrà al vertice Lattanzi, dovrà occuparsi di tutta la fase preliminare del processo, con le novità sulle indagini preliminari e sul rapporto più stringente tra pm e gip. Il secondo, sotto la direzione di Lupo, lavorerà sul processo di primo grado, sui processi in assenza, e sul sistema delle notifiche. Il terzo gruppo, con Canzio, scriverà sul diritto all'oblio e la deindicizzazione dei dati (tema che fa molto discutere), nonché sul sistema delle impugnazioni, e sulle regole del sequestro e della confisca dei beni. Il quarto, con Gatta come presidente,  lavorerà sul sistema sanzionatorio penale. Il quinto infine, con Ceretti, ha in carico il capitolo tutto nuovo della giustizia riparativa. 

Come si può vedere si tratta di una rivoluzione del processo penale, anche se dal centrodestra, che punta solo sui suoi referendum, arriva una ventata fortemente critica sulla Guardasigilli, con l'accusa di "non essere andata a fondo su nessuna questione". Ci penseranno prima i referendum del Caroccio e dei radicali? Finora  la Cassazione ha accettato le firme, e la Lega si è "sfilata" dalla consegna sostenendo che ormai quelle raccolte nelle singole Regioni già c'erano e quindi non aveva senso consegnarne altre. E questo ha sollevato più di un dubbio sul fatto che effettivamente queste firme siano state raccolte ed esistano degli scatoloni, come quelli dell'Associazione Luca Coscioni sull'eutanasia. 

 

Ma la partita delle riforme deve chiudersi. Il processo civile è già in ritardo perché l'aula della Camera è fissata per il 29 novembre. Si voterà con la fiducia, come al Senato, quindi il testo resta uguale. Ciononostante, la commissione Giustizia ha tenuto le audizioni ed è in attesa degli emendamenti. Per il processo penale i decreti legislativi, dopo il via libera del consiglio dei ministri, dovranno ottenere un voto delle commissioni Giustizia di Camera e Senato, ma il governo non è tenuto ad accettare gli eventuali correttivi. In coda la riforma del Csm per la quale siamo ancora alle primissime battute.