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Ddl Zan, Boccia: “Che parabola Renzi, ormai ammicca alla destra”

Francesco Boccia 
L'ex ministro del Pd: "Noi populisti sui diritti? Non ci crede neanche chi lo dice. La verità è che il leader di Iv ormai si è messo fuori dal centrosinistra"
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ROMA - "Da tempo Renzi ammicca alla destra: è una parabola iniziata da un pezzo. Il voto dei renziani in Senato contro il ddl Zan e l’alleanza con Miccichè in Sicilia ne sono l’ennesima conferma". Francesco Boccia, responsabile enti locali dem, è netto nel rispondere alla lettera con cui il leader Italia Viva ha dato su Repubblica la sua lettura politica sull’affossamento in Senato del ddl Zan.


Boccia, il Pd è accusato da Renzi di essere populista e, proprio per questo, di avere fatto fallire il ddl Zan. Gli riconosce qualche ragione?
"Che il Pd sia un partito populista non ci crede neppure chi lo dice. Il centrosinistra ha vinto le elezioni in tutte le grandi…

ROMA - "Da tempo Renzi ammicca alla destra: è una parabola iniziata da un pezzo. Il voto dei renziani in Senato contro il ddl Zan e l’alleanza con Miccichè in Sicilia ne sono l’ennesima conferma". Francesco Boccia, responsabile enti locali dem, è netto nel rispondere alla lettera con cui il leader Italia Viva ha dato su Repubblica la sua lettura politica sull’affossamento in Senato del ddl Zan.


Boccia, il Pd è accusato da Renzi di essere populista e, proprio per questo, di avere fatto fallire il ddl Zan. Gli riconosce qualche ragione?
"Che il Pd sia un partito populista non ci crede neppure chi lo dice. Il centrosinistra ha vinto le elezioni in tutte le grandi città italiane al voto grazie alla capacità di costruire un campo largo sui valori condivisi. E questo è il lavoro che porteremo avanti anche in vista delle prossime amministrative del 2022 e poi delle politiche. A dicembre inoltre, ci sono le elezioni indirette dei consigli provinciali. Gli amministratori - chiamati a coordinare gli investimenti del Pnrr – devono avere una visione progressista ed europeista, nel tempo della società digitale interconnessa e integrata e della globalizzazione dei diritti. La destra è quella dei muri e dei fili spinati. Il nodo è scegliere con chi si sta. La scena al Senato con applausi e ovazioni sui diritti negati alle persone, fa male a ciascuno di noi".

Lei tra i primi ha detto: “Basta con Renzi”. Ma è così sicuro che i renziani abbiano fatto il doppio gioco? Il leader di Italia Viva mette voi dem sul banco degli imputati.
"Alla Camera il provvedimento era passato con una larga maggioranza e a favore avevano votato anche alcuni deputati del centrodestra. È evidente che il cambio di schema politico sia avvenuto nei mesi successivi: i diritti sono stati presi in ostaggio per logiche politiche. La visione della società di Renzi è arcinota".

A cosa si riferisce?
"Beh, penso alla global minum tax nell’agenda del G20. E ricordo la mia battaglia per la web tax approvata otto anni fa in Parlamento e poi cancellata da Renzi. La destra e il solito Renzi ammiccavano alle multinazionali del web. Oggi Renzi guarda alle destre, ma è una parabola iniziata da molto tempo e il voto dei renziani in Senato contro il ddl Zan così come l’alleanza siciliana con Miccichè, ne sono l’ennesima conferma".

Fuori i renziani, il campo largo o nuovo Ulivo di cui voi Dem parlate si restringe, non crede? Dovrete fare un “tagliando” alla vostra rotta?
"Il nostro tentativo di costruire un campo largo non è l’insieme di sigle e ceti politici, ma l’unità sui valori, sui diritti, sulla sanità, la scuola pubblica, sulla lotta al consumo del suolo, sulla decarbonizzazione, sull’immigrazione, l’integrazione, l’europeismo. Chi non condivide tutto questo, si fa fuori da solo. E intanto le nostre proposte sono un tratto identitario della legge di bilancio".


Su cosa l’avete spuntata in legge di bilancio?
"Sulla forte riduzione delle tasse sul lavoro di 24 miliardi in tre anni e in generale sulla politica espansiva e redistributiva per accompagnare il Paese fuori dalla crisi pandemica".

I vostri avversari di centrodestra sono compatti. Ignazio La Russa, FdI, dopo il voto sul ddl Zan al Senato, ha avvertito: “Ora una maggioranza di centrodestra c’è”. E’ così?
"Il centrodestra è composto da una destra all’opposizione del governo Draghi, quella di Giorgia Meloni, dalla destra di Salvini dentro il governo ma contro. C’è poi la destra liberal di Forza Italia che quando chiama Salvini, obbedisce. Sta insieme per governare, e anche male, come mostrano la Sicilia e la Lombardia".

Non teme un polo di centro che sottragga consensi al centrosinistra?
"Tra chi? Mi pare che Forza Italia stia a destra. Non credo in uno spazio politico centrista, che è figlio di un’altra Italia. Soprattutto non credo che la politica la si faccia ipotizzando spazi tattici. Inoltre la foto di cos’è il centrosinistra è quella dei progressisti americani, dei socialdemocratici tedeschi, dei socialisti spagnoli e di altri, raccolti da Letta al Nazareno".



Il Pd preferisce gli influencer e i like alle mediazioni politiche?
"Detto da chi ne ha fatto la propria politica…".

Sul ddl Zan sono stati fatti giochetti tattici in vista della partita del Quirinale?
"Mi pare evidente. Del resto la 'tagliola', il non passaggio all’esame degli articoli del ddl Zan, voluta da Calderoli per la Lega, cos’altro è stato se non un giochino tattico? Chi l’ha votato, quando si guarderà allo specchio, proverà almeno un senso di vergogna".