Assenze in Senato: Renzi ha saltato il 40,83% delle votazioni. Salvini (in missione) il 94,47%
di Silvio Buzzanca , di Silvio BuzzancaROMA - L'assenza di Matteo Renzi alla votazione in Senato nel giorno in cui è stato affossato il ddl Zan - era in Arabia - è stata oggetto di polemiche. Il senatore, leader di Iv, ha il 58,63 per cento di assenze alle votazioni. Ma arriva solo quarto in classifica.
La senatrice forzista Fiammetta Modena ha il primato a Palazzo Madama: ha partecipato al 99,38 per cento delle votazioni. Chiude invece la classifica il senatore Tomaso Antonio Merlo (gruppo misto) con appena il 5,63 di presenze nei tabulati delle votazioni. Il quadro di insieme di Palazzo Madama sfata l'mmagine di un'assemblea di fannulloni. Perché i dati sul sito rivelano che ben 300 senatori su 320 hanno un tasso di assenteismo al voto compreso fra lo 0 e il 25 per cento. Nel gruppo dei venti si trovano i senatori a vita, che come nel caso di Giorgio Napolitano hanno problemi di salute, o Giuliana Segre che ha una certa età e non partecipa a tutte le sedute.
Rimangono altri…
ROMA - L'assenza di Matteo Renzi alla votazione in Senato nel giorno in cui è stato affossato il ddl Zan - era in Arabia - è stata oggetto di polemiche. Il senatore, leader di Iv, ha il 58,63 per cento di assenze alle votazioni. Ma arriva solo quarto in classifica.
La senatrice forzista Fiammetta Modena ha il primato a Palazzo Madama: ha partecipato al 99,38 per cento delle votazioni. Chiude invece la classifica il senatore Tomaso Antonio Merlo (gruppo misto) con appena il 5,63 di presenze nei tabulati delle votazioni. Il quadro di insieme di Palazzo Madama sfata l'mmagine di un'assemblea di fannulloni. Perché i dati sul sito rivelano che ben 300 senatori su 320 hanno un tasso di assenteismo al voto compreso fra lo 0 e il 25 per cento. Nel gruppo dei venti si trovano i senatori a vita, che come nel caso di Giorgio Napolitano hanno problemi di salute, o Giuliana Segre che ha una certa età e non partecipa a tutte le sedute.
Rimangono altri 16 senatori, dove però non appare Merlo. Nel calcolo di presenti e assenti, infatti bisogna tenere conto dei senatori in missione o in congedo. E Merlo da questo punto di vista risulta giustificato nel 99,95 per cento dei casi. Dunque la palma di assenteista passa nelle mani di Tommaso Cerno, eletto nel Pd, con il 5,80 di presenze e il 28 per cento di missioni. Ma bisogna tenere conto che il senatore Cerno ha avuto problemi di salute.
L'aria del Senato sembra non piacere, invece ad un famoso avvocato: Niccolò Ghedini, legale di Silvio Berlusconi in molti dei processi che hanno coinvolto il leader di Forza Italia. L'avvocato Ghedini ha partecipato solo al 25,75 per cento delle votazioni e tocca quota 30.56 per cento se si contano le missioni. Nel restante 70 per cento dei voti Ghedini era a casa sua o nel suo studio legale.
Dopo Ghedini si colloca il senatore Adriano Cario (Movimento Associativo italiano all'estero), con il 45 per cento di assenze. E così arriviamo al quarto posto occupato da Matteo Renzi (leader di Iv) al centro di molte polemiche perché viaggia molto per curare gli interessi di arabi e società russe. Con l'effetto di essere più assente che presente alle votazioni del Senato. I tabulati dicono che non ha partecipato al 40,83 per cento delle votazioni, ha partecipato al 39,19 per cento ed era in missione per il restante 19,98 per cento. Missione o congedo per incarico ricevuto dal Senato significa che non sei presente in aula, ma è come se lo fossi e per questo ricevi la diaria prevista dai regolamenti di Palazzo Madama. La somma di missioni e assenze dell'ex premier fa 58,63 per cento.
Seguono poi Stefania Craxi (FI), 35,9 per cento di assenze. Gregorio De Falco (Centro democratico) 34 per cento di assenze. Nella lista c'è anche Emma Bonino (+Europa), 32,50 di assenze. Ma bisogna ricordare che la storica leader radicale ha avuto seri problemi di salute. Nella lista c'è anche Daniela Santanchè (FdI) con il 28 per cento di assenze, il vulcanico senatore Mario Michele Giarrusso (Italexit), 28,2 di assenze. Chiudono Alfonso Ciampolillo (ex 5S, ora gruppo misto), 28 per cento e Sandro Biasotti (Fi) con il 27,10 di assenze. Tutti gli altri, come detto, hanno assenze inferiori al 25 per cento. Fino allo zero per cento.
L'altro Matteo, Matteo Salvini, leader della Lega, invece fa registrare apparentemente un dato molto peggiore. Si è presentato nell'aula di Palazzo Madama per votare solo nel 18,03 dei casi. Ma il suo tasso di assenze è bassissimo: solo il 7,51 per cento. Un'apparente incongruenza che si spiega perché Salvini ha ricoperto l'incarico di ministro dell'Interno e dunque in quel periodo risultava in missione. Come probabilmente risulta anche oggi quando va in giro per l'Italia per esercitare il suo ruolo di leader della Lega. Questo vuol dire che Salvini è assente giustificato nel 94,47 per cento delle votazioni.
Appaiono speculari a quelli di Salvini i dati delle presenze di Giulia Bongiorno, l'avvocato del leader della Lega. La senatrice ha partecipato solo al 15,97 per cento delle votazioni, ma risulta in missione o congedo nel 91,27 per cento dei casi. Dunque l'avvocato Bongiorno in aula si vede molto poco, ma risulta assente giustificata. La si vede invece molto nei tribunali dove difende il suo cliente Salvini nei vari processi che lo vedono imputato per la sua gestione dell'immigrazione quando ricopriva il ruolo di ministro dell'Interno.