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Quirinale, Clementi: "Serve un presidente all'altezza di Draghi. Mandato a termine? Solo con un patto politico"

Per il costituzionalista occorre "un Capo dello Stato che non vada in contrasto con il premier voluto da Mattarella"
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Professor Francesco Clementi, perché questa elezione del Presidente della Repubblica è dibattuta come non mai?
"Per una serie di difficoltà. La principale è che non si può eleggere un Presidente che non sia all'altezza di Mario Draghi e della maggioranza che lo sostiene. Un Capo dello Stato, cioè, che vada in contrasto con il governo del presidente voluto da Sergio Mattarella per combattere la pandemia e il corretto utilizzo dei fondi europei del Pnrr. Questo è il non detto nel dibattito in corso".

Francesco Clementi, professore di diritto pubblico comparato a Perugia 


Quindi il nuovo Presidente non potrà non essere espressione dell'attuale maggioranza?
"Inevitabilmente. L'anomalia è che per la prima volta non siamo in presenza di un governo politico. E quindi serve un inquilino al Quirinale che possa…

Professor Francesco Clementi, perché questa elezione del Presidente della Repubblica è dibattuta come non mai?
"Per una serie di difficoltà. La principale è che non si può eleggere un Presidente che non sia all'altezza di Mario Draghi e della maggioranza che lo sostiene. Un Capo dello Stato, cioè, che vada in contrasto con il governo del presidente voluto da Sergio Mattarella per combattere la pandemia e il corretto utilizzo dei fondi europei del Pnrr. Questo è il non detto nel dibattito in corso".

Francesco Clementi, professore di diritto pubblico comparato a Perugia 


Quindi il nuovo Presidente non potrà non essere espressione dell'attuale maggioranza?
"Inevitabilmente. L'anomalia è che per la prima volta non siamo in presenza di un governo politico. E quindi serve un inquilino al Quirinale che possa proteggere Draghi, come ha fatto finora Mattarella. La difficoltà è tutta qui".

E se questo Capo dello Stato fosse inferiore per caratura Draghi si dimetterebbe, come paventano in tanti?
"Il governo entrerebbe in fibrillazione, non reggerebbe. I partiti si sentirebbero autorizzati a un implicito liberi tutti".

Si andrebbe a votare. Non saremmo nella fisiologia?
"Sì, ma come la prenderebbe la pubblica opinione con una pandemia ancora in corso e il rischio di bruciare i fondi europei?".

E se invece il Presidente fosse Draghi?
"Avremmo un ulteriore problema. Perché il non detto è che lo si manderebbe al Colle per continuare in realtà a fare il premier. Ma il Presidente della Repubblica è un garante, non un governante. Ai Consigli europei Draghi quindi non potrebbe andarci più".

Teme che con Draghi al Colle avremmo un premier troppo debole?
"Sì, nelle sedi dove si decidono le cose ci andrebbe evidentemente la persona sbagliata. S'imporrebbe pertanto un premier all'altezza di un Capo dello Stato come Draghi, che possa portare avanti appunto il programma del governo del presidente Draghi".

Sta dicendo che il Paese regge se si mantiene in vita l'equilibrio garantito da Mattarella-Draghi?
"Esattamente. Non possiamo permetterci di rompere quello che Mattarella è stato costretto a creare ".

Si è fatto notare che il prossimo Presidente sarà in qualche misura a termine, perché poi si troverà di fronte a un Parlamento eletto col taglio con tutte le questioni costituzionali che ne derivano.
"Sì può immaginare di eleggere un Presidente a termine, ma nel caso sarebbe un patto politico. Di certo non giuridico".



E non si pone un problema comunque politico e costituzionale?
"A mio avviso sarebbe un errore eleggere il Presidente della Repubblica che verrà alla luce del nuovo Parlamento. Perché ciò delegittimerebbe entrambe le istituzioni".

Giorgetti punta a Draghi come Presidente alla De Gaulle.
"Il ministro Giorgetti è stato trasparente. Se si elegge il presidente Draghi al Colle lo si fa con l'intento che di fatto continui a fare il premier, ma a quel punto bisogna inevitabilmente cambiare le regole della Costituzione. Senza ipocrisie: non si può essere incinti a metà".

Si rischiano votazioni lunghissime senza un accordo.
"Il mandato del presidente Mattarella scade il 3 febbraio. Il 4 gennaio partiranno le convocazioni da parte del presidente Fico agli elettori presidenziali. Da metà mese si potrà votare. Ci sono stati Presidenti eletti dopo 23 votazioni, come Leone nel 1971. Quindi serve un tempo che ci garantisca di arrivare a una fumata bianca entro il 3 febbraio".

Come finirà?
"È la partita più complessa degli ultimi quarant'anni. Siamo come nel Dopoguerra. Serve la sapiente sensibilità isituzionale che ebbero i politici di allora".