Il costituzionalista Flick: "Il semipresidenzialismo non può essere una congiunzione astrale, serve una riforma della Costituzione"
di Liana MilellaROMA - Flick, me lo dica subito, lei ha un candidato per il Quirinale?
"Aspetti che guardo in tasca se lo trovo...".
Che fa, mi prende in giro?
"Non l'ho trovato perché mi rifiuto di fare collezione di nomi magari dandogli il voto come di solito fate voi giornalisti".
Noi giornalisti? Ma è la politica che sta facendo questo gioco.
"Invece di pronosticare nomi di possibili presidenti della Repubblica, la politica dovrebbe cercare di farsi un'altra domanda: non quale nome serve, ma quale presidente è necessario all'Italia in questo momento".
E quale sarebbe la figura necessaria?
"Una che sappia far capire la distinzione che ci deve essere tra chi è più vicino alla personalizzazione del potere - il presidente del Consiglio come responsabile del governo - e chi invece è più in grado di assumere la veste di garante della Costituzione, dei diritti, dei d…
ROMA - Flick, me lo dica subito, lei ha un candidato per il Quirinale?
"Aspetti che guardo in tasca se lo trovo...".
Che fa, mi prende in giro?
"Non l'ho trovato perché mi rifiuto di fare collezione di nomi magari dandogli il voto come di solito fate voi giornalisti".
Noi giornalisti? Ma è la politica che sta facendo questo gioco.
"Invece di pronosticare nomi di possibili presidenti della Repubblica, la politica dovrebbe cercare di farsi un'altra domanda: non quale nome serve, ma quale presidente è necessario all'Italia in questo momento".
E quale sarebbe la figura necessaria?
"Una che sappia far capire la distinzione che ci deve essere tra chi è più vicino alla personalizzazione del potere - il presidente del Consiglio come responsabile del governo - e chi invece è più in grado di assumere la veste di garante della Costituzione, dei diritti, dei doveri, dei principi in cui essa si riassume: libertà, uguaglianza, solidarietà. Una figura di stimolo perché il potere persegua effettivamente questi obiettivi al di là delle inevitabili divisioni politiche. Per questo non mi va l'idea di andare con la lanterna di Diogene a cercare l'uomo o il nome giusto tra i tanti che si affacciano nel panorama mediatico".
Lei parla di "figure", ma ce ne sono due che dominano la scena, Mattarella e Draghi. Il primo rieletto presidente, il secondo sempre premier. Soluzione possibile?
"Per rispetto verso le due persone che ha nominato e ai loro ruoli istituzionali non voglio esprimere alcuna preferenza o valutazione: ce ne sono già troppe sui giornali e sulle chat".
Ragioniamo però sulle ipotesi. Draghi va al Quirinale, ma con la formula Giorgetti del semi presidenzialismo. È costituzionalmente possibile? La sua collega Carlassare parla di "attacco" alla Costituzione...
"Molte volte i vecchi costituzionalisti hanno più saggezza di quelli giovani. Mi pare impensabile una presidenza a termine (prefissato o no) che ridurrebbe il presidente - mi si perdoni il paragone - a un tappabuchi. Una simile proposta sarebbe espressione della tentazione tipicamente italiana a non avere il coraggio di proporre le riforme, ma di cercare di introdurle per via tortuosa, anziché in linea retta".
In questo giudizio lei è in buona compagnia, Urbinati definisce l'ipotesi "eversiva", Ceccanti parla di una "sentenza suicida" ...
"Non sono un esperto delle definizioni. L'Unione europea le ha vietate con riferimento alle vicende giudiziarie. Credo sia giusto applicare questo divieto alle vicende costituzionali del nostro Paese".
A Carta vigente il semipresidenzialismo di Giorgetti è possibile?
"Per ipotizzarlo politicamente bisogna partire da un progetto di riforma costituzionale molto più ampio; non si può agganciarlo a una situazione di emergenza nella quale, attraverso una felice (non per tutti) congiunzione astrale tra potere e autorità si propone un rimedio transitorio che forse può servire al momento, ma che potrebbe non essere più applicabile in futuro".
Si vota tra due mesi, con un Parlamento che ha solo un anno davanti. Nel prossimo cambieranno i numeri per via del taglio di deputati e senatori ed equilibri politici. Possono le attuali Camere eleggere un presidente che durerà 7 anni?
"La Costituzione non lo proibisce, ma forse chi l'ha scritta non poteva immaginare una così frettolosa riduzione dei parlamentari che ha lasciato tante perplessità, comprese le mie. E comunque uno dei problemi dell'attuale situazione politica è anche il "presentismo" imperante....".
Che vuol dire con questo neologismo?
"Non lo è affatto. È la parola per definire una situazione in cui troppo spesso si dimentica il passato e non si prevede il futuro, ma si vive solo alla giornata".
La prossima elezione del capo dello Stato sarà per una figura a termine?
"La Costituzione prevede sette anni, finché non la si cambia con le forme dovute".
Napolitano, rieletto, si è dimesso.
"È stata una scelta personale e istituzionale. Tradurla in un vincolo mi pare offensivo e capace di alimentare una sorta di turnazione nella carica di presidente della Repubblica".
Soluzione che potrebbe snaturare la figura del presidente?
"Non c'è dubbio, perché un incarico a termine e di durata troppo breve sarebbe offensivo e delegittimerebbe l'autorità stessa di chi ne è investito. Diventerebbe una sorta di presidenza condominiale spettante a tutte le parti politiche a rotazione".
E se c'è un impasse politica sul nome del futuro presidente che succede?
"Dal punto di vista costituzionale non vedo il problema perché il presidente in carica è prorogato fino all'elezione del nuovo presidente, salvo forse la limitazione del potere di scioglimento delle Camere di cui è già stato privato durante il semestre bianco, secondo l’ipotesi prevalente rispetto a quella della supplenza”.
Formica ipotizza un presidente giovane, fuori dagli intrighi di palazzo, che abbia sapere costituzionale. Le sembra un buon identikit?
"Non mi piace fare questo gioco. L'autorità presidenziale può richiedere anche altri requisiti data la molteplicità dei compiti di garanzia che le sono affidati in un contesto di pluralismo e di frammentazione dei poteri istituzionali voluta dai padri costituenti. Non vedo quindi la possibilità di proporre schede precostituite a cominciare da quella di genere".