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Inchiesta Open: software sofisticati e "character assassination" nella macchina della propaganda di Renzi

Dalle carte dell'indagine spunta la strategia: avvicinare gli elettori "social", incidere sulla campagna per il referendum costituzionale e per le politiche 2018, neutralizzare i Cinque Stelle sul loro terreno. Attive due squadre di collaboratori.
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FIRENZE - Avvicinare gli elettori "social" e in generale quella fascia di popolazione che si informa prevalentemente su internet. Obiettivo a breve termine quello di incidere sulla campagna per il referendum costituzionale e per le politiche 2018, quello a più lunga scadenza di neutralizzare i Cinque Stelle sul loro terreno. Spuntano anche il "gruppo social" e il "gruppo fiamma", due squadre interamente dedicate alla propaganda via web, nelle carte depositate dai pm Luca Turco e Antonino Nastasi con la chiusura dell'inchiesta della Fondazione Open, la macchina da eventi che organizzava la Leopolda e che per gli inquirenti era esclusivamente funzionale all'attività politica di Matteo Renzi e dei parlamentari che a lui facevano riferimento.

FIRENZE - Avvicinare gli elettori "social" e in generale quella fascia di popolazione che si informa prevalentemente su internet. Obiettivo a breve termine quello di incidere sulla campagna per il referendum costituzionale e per le politiche 2018, quello a più lunga scadenza di neutralizzare i Cinque Stelle sul loro terreno. Spuntano anche il "gruppo social" e il "gruppo fiamma", due squadre interamente dedicate alla propaganda via web, nelle carte depositate dai pm Luca Turco e Antonino Nastasi con la chiusura dell'inchiesta della Fondazione Open, la macchina da eventi che organizzava la Leopolda e che per gli inquirenti era esclusivamente funzionale all'attività politica di Matteo Renzi e dei parlamentari che a lui facevano riferimento.

Il "gruppo social", diretta emanazione della Fondazione secondo le annotazioni della guardia di finanza, avrebbe operato in particolare per la campagna sul Si al referendum, poi bocciato dal voto popolare: al lavoro del team, composto da uno staff di giovani che aveva il compito di usare Facebook per tamponare gli attacchi via social all'ex premier (avrebbero contribuito anche una collaboratrice della Presidenza del Consiglio e la segretaria di una parlamentare). La squadra sarebbe stata affiancata e poi superata da un'altra, il "gruppo fiamma" appunto, anche questo composto da fedelissimi del Giglio Magico. Una versione renziana della "Bestia" leghista, creata al termine di una fitta corrispondenza tra Marco Carrai, il giornalista Fabrizio Rondolino e Fabio Pummolli, docente universitario e consulente del suo governo.

Il pool si sarebbe avvalso di due sofisticati software per stanare profili fake e per analizzare in modo scientifico le inclinazioni espresse dagli internauti. I due software, reperiti secondo la ricostruzione da Carrai, si chiamano Tracx e Voyager analitics, della società israeliana Bionic Ltd: il primo sarebbe costato alla Fondazione Open 60 mila euro, l'altro 250 mila. "Due software fenomenali", l'annuncio di Carrai a Renzi, nel maggio 2016. "Non perdete tempo, partite. Altro che privacy. I nomi li sappiamo dai!", esortava nel settembre dello stesso anno l'ex premier, rispondendo a una mail di Pammolli.

Nel mezzo una lunga serie di scambi di messaggi per illustrare l'intricato piano. "Matteo, lunedì a Roma alle 10 gli israeliani di http://voyager-analytics.com (un software che riesce a mappare ogni singola persona o gruppo sociale eliminando i fakes e individuando chi sono i loro influencer e tenore quel messaggio) saranno in una riunione - scrive il 30 maggio l'imprenditore toscano- serve a far vedere le potenzialità dei due prodotti che ho preso. Si tratta di Voyager e Tracx. La combinazione di questi due prodotti altamente sofisticati oltre ai dati che ci fornirà Mario Rasetti forniranno una mappatura completa dei social, del sentiment e dei messaggi da dare". L'analisi prosegue: "I due software e i dati di Rasetti però da solo non bastano se non si utilizzano al meglio. Si rischia di avere una Ferrari e utilizzarla per andare in giro in città. È necessario avviare una nuova generazione di analisi dei dati social sulle intenzioni di voto (...) l'azione da fare è quella di comporre un gruppo di lavoro che ha due sezioni, strettamente collegate. La prima, di analisi dell'orientamento di voto e di identificazione di key opinion leaders. Accanto al team di analytics -conclude Carrai -si costituisce un team ristretto composto da un esperto di psicologia cognitiva e delle decisioni sia di consumo che politiche, un esperto di scelte di voto e di movimenti elettorali in corso d'opera, un esperto di social e di diffusione delle opinioni su web, un esperto di media".

A delineare la strategia complessiva della struttura di propaganda, sempre secondo la guardia di finanza, è una mail del gennaio del 2017. Matteo Renzi la inoltra ancora una volta a Carrai, dopo averla ricevuta da Rondolino. L'oggetto è "antiGrillo" e in allegato c'è un documento dal titolo "tu scendi dalle stelle".  "Dopo Grillo, per gli elettori grillini, c'è soltanto l'astensione: pensare di recuperare al Pd (o a qualsiasi altro partito) l'elettorato grillino è illusorio e irrealistico. L'elettore 5Stelle ha maturato un (pre)giudizio consolidato che è pressoché impossibile modificare". Rondolino, che sembra essere l'autore del testo condiviso per mail da Renzi, insiste su un punto: "Non dobbiamo perdere tempo a 'riconquistare' l'elettorato: dobbiamo spingerlo a non votare più. Non dobbiamo rincorrere Grillo sul suo terreno (a cominciare dall'anti-Casta), ma dobbiamo dimostrare che anche Grillo è Casta. Non dobbiamo contro argomentare sulle loro proposte, dobbiamo distruggere chi le ha avanzate".

Il piano prevede diversi contenuti da elaborare, come "meme, vignette e card per i social network, contenuti ironici e strafottenti che ridicolizzano questa o quella proposta, dichiarazione, personaggio, contenuti fortemente polemici e provocatori: quanti avvisi di garanzie, quanto spendono i grillini in fondi pubblici, ecc". Previste anche inchieste giornalistiche "allusive e intrinsecamente diffamanti" legati ai "disastri delle amministrazioni grilline" e anche il ricorso alla "character assassination", catalogata come un insieme di "notizie, indiscrezioni, rivelazioni mirate a distruggere la reputazione e l'immagine pubblica" degli avverarsi: tra questi vengono citati Grillo e i principali esponenti dei Cinque Stelle, insieme a "Casaleggio (e la sua società)" e Marco Travaglio. Nel documento si parla anche di profili fake: "creare un sito specifico non riconducibile al Pd né tantomeno a MR (...) su un server estero non sottoposto alla legislazione italiana che raccoglie e pubblica tutto il materiale (una specie di Breitbart, o di WikiLeaks antigrillina), da rilanciare poi sui social network (attraverso una rete di fake che agiscono su cluster specifici)". Infine la raccomandazione di "individuare una serie di interlocutori" sia nei giornali che nelle tv, "con cui costruire un rapporto personale e fiduciario, da coinvolgere nella diffusione dei contenuti".