Il Senato ha approvato ieri sera la fiducia chiesta dal governo sul decreto Green pass, il provvedimento che prevede l'obbligo di esibire il certificato verde per i lavoratori pubblici e privati entrato in vigore il 15 ottobre. Hanno votato a favore 199 senatori, contro 38. Voti arrivati da Fratelli d'Italia, 19, e dal Gruppo misto, 19. Nessuno dei senatori si è astenuto. Il provvedimento passa ora all'esame della Camera. Come risulta dai tabulati di Palazzo Madama c'erano degli assenti e il drappello più numeroso è composto da leghisti: 29 senatori su un totale di 64. Nel dettaglio 16 senatori del Carroccio non erano in aula, tra cui il leader Matteo Salvini, mentre gli altri 13 risultavano in missione. Mancano all'appello anche 16 forzisti, 14 senatori del gruppo Misto, 11 del M5S, 6 di Italia viva, 3 del Pd, 2 di Fratelli d'Italia e uno del gruppo delle Autonomie
Il decreto legge è composto da un solo articolo è ed stato varato dal governo il 21 settembre. Per dare tempo a lavoratori e imprese di adeguarsi alla novità del green pass sui luoghi di lavoro, la norma sarà valida fino alla fine dello stato di emergenza, che scade il 31 dicembre 2021. Salvo naturalmente proroghe.
Il decreto prevede anche misure urgenti sui test antigenici rapidi e proroga, dal 30 novembre a fine anno, della somministrazione a prezzi contenuti dei test rapidi per la rilevazione del virus. Previsto, infine, il trasferimento al ministero della Salute del servizio di contact center per l'acquisizione delle certificazioni verdi, stanziando altri 3 milioni di euro.
Tra le novità introdotte c'è la semplificazione dei controlli per i lavoratori del settore privato: potrebbero infatti, consegnare al proprio datore di lavoro una copia del green pass. Così facendo, "sono esonerati dai controlli ", per tutta la durata della validità della certificazione vaccinale.