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(leoni)

Morti sul lavoro, ecco il ddl di M5S e centrosinistra che istituisce la Procura nazionale

Firmato da senatori pentastellati, di Pd e Leu, punta a integrare il decreto governativo che ha rafforzato l'Ispettorato nazionale e le sanzioni. Romano: "Non sono norme anti-impresa. Le aziende virtuose non saranno danneggiate dalla concorrenza sleale di quelle fuori regola". L'iter procede a Palazzo Madama
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ROMA - Faticosa e titubante su altri fronti, l'alleanza tra Movimento Cinque Stelle e centrosinistra procede spedita su un tema di profondo valore sociale: la sicurezza nelle fabbriche e nelle aziende, dove morti e incidenti sono emergenza endemica del Paese. "Una tragedia nazionale", l'ha definita la ministra della Giustizia, Marta Cartabia. E lo fa concretamente con un disegno di legge che istituisce la Procura nazionale del lavoro, ovvero la distribuzione dei magistrati in pool specialistici, come si è proceduto in Italia (con ottimi risultati) nel contrasto alle mafie, o come altre esperienze analoghe in Germania e Francia.

L'articolato ha iniziato il suo iter nella Commissione lavoro del Senato, che ha già svolto audizioni e a breve sentirà anche i ministri del Lavoro e della Salute, Andrea Orlando e Roberto Speranza. A firmarlo l'intero gruppo M5S, con in testa Iunio Valerio Romano, insieme a molti esponenti Pd e di Leu, tra i qual…

ROMA - Faticosa e titubante su altri fronti, l'alleanza tra Movimento Cinque Stelle e centrosinistra procede spedita su un tema di profondo valore sociale: la sicurezza nelle fabbriche e nelle aziende, dove morti e incidenti sono emergenza endemica del Paese. "Una tragedia nazionale", l'ha definita la ministra della Giustizia, Marta Cartabia. E lo fa concretamente con un disegno di legge che istituisce la Procura nazionale del lavoro, ovvero la distribuzione dei magistrati in pool specialistici, come si è proceduto in Italia (con ottimi risultati) nel contrasto alle mafie, o come altre esperienze analoghe in Germania e Francia.

L'articolato ha iniziato il suo iter nella Commissione lavoro del Senato, che ha già svolto audizioni e a breve sentirà anche i ministri del Lavoro e della Salute, Andrea Orlando e Roberto Speranza. A firmarlo l'intero gruppo M5S, con in testa Iunio Valerio Romano, insieme a molti esponenti Pd e di Leu, tra i quali i dem Tommaso Nannicini, Valeria Fedeli e Gianclaudio Bressa che, tra l'altro, presiede la Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni del lavoro.

Si tratta di un tassello che completerebbe l'azione già avviata con il decreto governativo, varato nelle scorse settimane, per il rafforzamento del ruolo dell'Ispettorato nazionale del lavoro e per l'inasprimento delle sanzioni alle imprese che non rispettano le norme sulla sicurezza. "Ma ci tengo a sottolineare la proposta non è animata da alcun spirito anti-industriale - spiega Romano - anzi, sono proprio le imprese virtuose a guadagnarci, perché viene meno la concorrenza sleale delle aziende fuori norma. Abbiamo scritto un ddl con la consapevolezza che non si esce dall'emergenza solo con le sanzioni, ma completando un quadro di intervento culturale che guardi anche alla prevenzione e alla conoscenza dei fenomeni. Anche perché la legislazione in materia è adeguata, semmai a pesare è la mancata applicazione e la carenza dei controlli affidati a organi di vigilanza e magistratura".

"Una Procura nazionale esperta e specializzata nel fare fronte - si legge nella relazione del ddl -  alle ipotesi caratterizzate da maggiore complessità, ipotesi di reato di cui alcuni uffici non sono in grado di occuparsi, non per cattiva volontà, ma per difetto di competenza specifica". Fondamentali, in questo senso, evidenzia il provvedimento, "metodologie di indagine innovative e penetranti che facciano chiarezza sui centri decisionali dove si definiscono le politiche anche sulla sicurezza, non fermandosi all'accertamento di responsabilità dei livelli più bassi della gerarchia aziendale". Da qui l'applicazione, finora poco praticata, del sistema di responsabilità amministrativa delle società. Altro obiettivo della Procura nazionale è l'efficienza dei rapporti con l'Inail e "la semplificazione di quelli con le autorità giudiziarie degli altri Paesi, necessari nei casi di infortuni che si verifichino in stabilimenti posti alle dipendenze di società multinazionali con sede all'estero".

Il ddl prevede la creazione, presso il tribunale del capoluogo, di una direzione distrettuale del lavoro con la designazione di magistrati che dovranno farne parte per almeno due anni. Nell'ambito della procura generale presso la Corte di cassazione, inoltre, è istituita la Direzione nazionale del lavoro: il procuratore nazionale del lavoro ha un mandato di quattro anni, rinnovabile una sola volta, e "esercita funzioni di impulso e di coordinamento nei confronti dei procuratori distrettuali al fine di rendere effettivo il coordinamento delle attività di indagine, di garantire la funzionalità dell'impiego della polizia giudiziaria nelle sue diverse articolazioni e di assicurare la completezza e la tempestività delle investigazioni". E' contemplata anche la possibilità di avocare le indagini preliminari. La vigilanza sulla Procura nazionale (che avrà a disposizione addetti con funzioni di sostituti), è esercitata dal procuratore generale presso la Corte di cassazione che illustrerà l'attività svolta e i risultati del procuratore nazionale del lavoro nella relazione generale sull'amministrazione della giustizia. Il ddl, infine, prevede un aumento di 100 unità dell'organico della magistratura e di 300 unità per l'Ispettorato nazionale del lavoro.