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Da Gianotti a Cartabia, l'idea di una donna al Quirinale. Si moltiplicano le petizioni

Dalla direttrice del Cern alla ministra della Giustizia, dalla ex magistrata Anna Finocchiaro alla presidente del Senato Elisabetta Casellati. Le candidate sono prestigiose
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Roma. Non se ne erano mai viste tante: le petizioni per una donna al Quirinale d'improvviso si stanno moltiplicando. Inviate ai presidenti delle Camere e ai capigruppo delle forze politiche, discusse tra le donne dirigenti d'azienda o semplicemente in un tam tam via social, le donne vogliono le donne. Petizioni con o senza nomi indicati per il Colle. 

Rosy Bindi, l'ex ministra ed ex presidente del Pd, ne ha collezionate ben tre, su diverse piattaforme, di sue estimatrici del "centrosinistra e della sinistra". Liliana Segre, la senatrice a vita esempio di impegno civile, sopravvissuta ad Auschwitz, ha declinato con parole che andrebbero scolpite per senso delle istituzioni: "Grazie davvero, ma …

Roma. Non se ne erano mai viste tante: le petizioni per una donna al Quirinale d'improvviso si stanno moltiplicando. Inviate ai presidenti delle Camere e ai capigruppo delle forze politiche, discusse tra le donne dirigenti d'azienda o semplicemente in un tam tam via social, le donne vogliono le donne. Petizioni con o senza nomi indicati per il Colle. 

Rosy Bindi, l'ex ministra ed ex presidente del Pd, ne ha collezionate ben tre, su diverse piattaforme, di sue estimatrici del "centrosinistra e della sinistra". Liliana Segre, la senatrice a vita esempio di impegno civile, sopravvissuta ad Auschwitz, ha declinato con parole che andrebbero scolpite per senso delle istituzioni: "Grazie davvero, ma non fa per me. Non ho la competenza, ho 91 anni, ma non l'avrei avuta nemmeno trent'anni fa". La petizione per Segre al Quirinale è stata promossa dal Fatto quotidiano, raccogliendo una valanga di firme. 

Però ci sono quelle che un nome, o più nomi di donne, ce l'hanno nel cuore ma non li indicano. Gli Stati generali delle donne - movimento coordinato da Isa Maggi, economista, che raccoglie il gotha femminile delle professioni - ha appena rilanciato anche su Facebook l'appello che dice: "Nel 2022 una donna al Quirinale: sottoscrivi". Hanno sottoscritto in oltre mille. Un inizio che Maggi giudica ottimo, perché "il Paese è maturo per avere una donna presidente". Una costituzionalista? Una politica esperta? "Ci sono tante figure di primo piano, io penso tra le altre a Fabiola Gianotti, la direttrice del Cern, se guida il Cern, saprà guidare anche il Paese ". Ma nelle petizioni per una donna al Quirinale, non è tanto la giostra dei nomi in primo piano, c'è di più, cioè la necessità di una politica della cura.  

Emma Bonino, che ha il copyright delle mobilitazioni per una donna al Colle, poiché per lei - che all'epoca era commissaria Ue - si creò nel 1999 il movimento "Emma for president", è tutt'ora uno dei nomi femminili più gettonati. L'ex ministra degli Esteri, storica leader radicale, è stata chiamata in ballo a ogni tornata per il Quirinale. Replica ora: "Nella vita, come in politica, c'è un tempo per tutte le cose". Ritiene il Quirinale una scommessa ormai archiviata. Ma commenta: "E' da quel dì che il Paese reale è pronto per una donna presidente della Repubblica. L'opinione pubblica batte un colpo, infatti. Manca il Palazzo che è fermo a una competizione maschilmente ombelicale". Ricorda quando Giuliano Amato la indicò per il Colle e, in risposta ai tanti che sghignazzavano, contrattaccò: "Mica ho proposto uno scarafaggio".  E ancora oggi dice che vorrebbe una donna al Quirinale.

Sulla stessa lunghezza d'onda di Bonino è Laura Boldrini, progressista, ex presidente della Camera: "La società civile italiana è pronta e il Parlamento dovrebbe prendere atto di questo indicatore. Tuttavia non sono sicura questo Parlamento sia abbastanza avanti da poterlo fare".  Valeria Fedeli, ex ministra della scuola, del Pd: "Anche le petizioni non bastano". Marta Bonafoni, femminista, consigliera regionale del  Lazio e animatrice dell'associazione Pop, riflette: "Se la vogliamo davvero una donna al Quirinale i tempi sono maturi, ma senza girandole di nomi col rischio di bruciarla. Farla entrare nel giro delle trattative vere".   

Intanto i nomi di donne per il Colle restano quasi un gioco di società. Marta Cartabia - la Guardasigilli che ha già battuto il record di prima presidente donna della Corte costituzionale dopo 45 presidenti uomini - è molto quotata. Anna Finocchiaro, ex ministra per i Rapporti con il Parlamento, un curriculum politico di tutto rispetto nelle file del centrosinistra, ex magistrata, è considerata una riserva della Repubblica.  Poi ci sono Paola Severino, ex ministra della Giustizia, Roberta Pinotti, ex responsabile della Difesa e esponente Pd, la presidente del Senato, Elisabetta Casellati e l'ex presidente Rai,  Annamaria Tarantola. Bindi autoironica ha detto all'Espresso: "Il Quirinale? Eccome, sto già pensando al discorso". Uomini a sostegno di una donna a Colle: Romano Prodi, per il quale "sarebbe una bella prospettiva".  

La petizione dell'Aidda (associazioni imprenditrici e donne dirigenti d'azienda) segnala con la sua presidente Antonella Giachetti che l tempo è questo: "Per affrontare le sfide che il futuro ci presenta c'è bisogno di valori femminili...il tempo di una donna presidente della Repubblica italiana è maturo". 

Claudio Fava, consigliere dell'Assemblea regionale siciliana, tira la volata a Bindi e su Facebook scrive: "Se fossi ancora a Montecitorio saprei per chi votare alla Presidenza della Repubblica: Rosy Bindi".