M5S, la resistibile controinformazione del tribuno social Toninelli
di Sebastiano Messina , di Sebastiano MessinaAmmettiamolo: non era facile passare dalla poltrona di ministro alla seggiola di tribuno. Ma niente è impossibile per Danilo Toninelli, che pure non ha la vis demagogica di Dibba né la dialettica mimica di Di Maio: lui ha deciso che è venuto il momento di rispolverare lo streaming (ve lo ricordate?) per rivolgersi direttamente ai suoi aficionados, che oggi si chiamano followers. E ha inaugurato sulla sua pagina Facebook una diretta video - non proprio quotidiana, ma già arrivata alla terza puntata - battezzandola "Controinformazione". Nome impegnativo, perché era ciò che facevano i giornali della controcultura del Sessantotto, e poi le prime radio libere degli anni Settanta. Ma sono cose accadute quando lui non era ancora nato, e dunque Toninelli interpreta la controinformazione a modo suo, seduto davanti a una libreria vuota, "per andare a guardare un po' i retroscena della politica".
Il fatto è che guardando i…
Ammettiamolo: non era facile passare dalla poltrona di ministro alla seggiola di tribuno. Ma niente è impossibile per Danilo Toninelli, che pure non ha la vis demagogica di Dibba né la dialettica mimica di Di Maio: lui ha deciso che è venuto il momento di rispolverare lo streaming (ve lo ricordate?) per rivolgersi direttamente ai suoi aficionados, che oggi si chiamano followers. E ha inaugurato sulla sua pagina Facebook una diretta video - non proprio quotidiana, ma già arrivata alla terza puntata - battezzandola "Controinformazione". Nome impegnativo, perché era ciò che facevano i giornali della controcultura del Sessantotto, e poi le prime radio libere degli anni Settanta. Ma sono cose accadute quando lui non era ancora nato, e dunque Toninelli interpreta la controinformazione a modo suo, seduto davanti a una libreria vuota, "per andare a guardare un po' i retroscena della politica".
Il fatto è che guardando i 44 minuti di "Controinformazione", dopo questa premessa, uno rimane un po' deluso. Lui che è una persona educata saluta tutti, "buonasera Valerio", "buonasera Cetty", "buonasera Donatella", ma ci rivela solo che il ministro Brunetta l'ha querelato, e però "noi non possiamo farci intimorire: si dimetta lui, Brunetta". I followers approvano. "Grazie Nicola, grazie Luisa, grazie Pasquale".
Poi contesta un titolo di giornale ("La casta dei 5 stelle adesso occupa anche le librerie") perché "noi non siamo casta", e comunque "il mio libro, ragazzi, adesso l'abbiamo fatto anche con la copertina rigida ma non è nelle librerie: me lo sono autopubblicato, me lo sono scritto tutto da solo". Complimenti. "Grazie Andrea, grazie Daniela, grazie Giorgio".
Piccolo intoppo quando arriva un commento pepato su Salvini. Lui comincia a leggerlo poi si ferma. "Qui se mi metto a esprimere le opinioni mie personali mi becco una querela dopo l'altra". S'era capito che nulla poteva intimorirlo ma forse avevamo sentito male.
È qui che arriva la domanda più spinosa, quella di Massimo: "Siete d'accordo con le vaccinazioni dei bambini sotto i 12 anni?". Toninelli capisce che se dice sì delude i followers, se dice no si dissocia dal governo. Così ha un colpo di genio: "Lo chiedo io a voi. Siete d'accordo?". Pioggia di no. "È un plebiscito" commenta l'ex ministro. E decide che anche lui sarà per il no. "Voi mi state dando un mandato e io sono un portavoce". Ma allora, chiede Lucia, non dobbiamo fidarci del comitato scientifico? Attimo di incertezza. "Prima dobbiamo accertarci che questi comitati scientifici non ricevano finanziamenti dalle multinazionali".
E i retroscena? Non c'è più tempo. "Grazie Giuseppe, grazie Marcello, grazie Rita". La controinformazione può attendere.