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Manovra, il partito dei sindaci ce l'ha fatta: arriva l'aumento di stipendio

Nella legge di bilancio aumenti fino al 100 per cento. Previsti 13.800 euro lordi al mese per quelli che guidano una grande città, quanto un presidente di Regione. Decaro, presidente Anci: "Fino ad oggi c'era anche chi prendeva meno del reddito di cittadinanza"
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ROMA - Nessuno questa volta si metterà di traverso: il tanto rivendicato aumento di stipendio dei sindaci sta per diventare realtà. In concreto, 13.800 euro lordi al mese - quanto un presidente di Regione - se sono alla guida di una città metropolitana, cioè di Milano, Torino, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Roma, Reggio Calabria. Nel capitolo "indennità sindaci" che accompagna la manovra finanziaria, il dado è tratto. Da quella cifra si va poi a scalare a seconda del numero di abitanti. L'aumento scatta a gennaio. 

E questa volta le polemiche su casta e anti casta sono rinviate. I sindaci sono stati nella prima linea dell'emergenza Covid, e non c'è nessuna forza politica che non ne riconosca il ruolo. Anzi, tra i loro principali alleati stavolta c'è anche il premier, come dimostra il feeling emerso ieri tra Draghi e i primi cittadini all'assemblea dell'Anci a Parma. "…

ROMA - Nessuno questa volta si metterà di traverso: il tanto rivendicato aumento di stipendio dei sindaci sta per diventare realtà. In concreto, 13.800 euro lordi al mese - quanto un presidente di Regione - se sono alla guida di una città metropolitana, cioè di Milano, Torino, Venezia, Genova, Bologna, Firenze, Bari, Napoli, Roma, Reggio Calabria. Nel capitolo "indennità sindaci" che accompagna la manovra finanziaria, il dado è tratto. Da quella cifra si va poi a scalare a seconda del numero di abitanti. L'aumento scatta a gennaio. 

E questa volta le polemiche su casta e anti casta sono rinviate. I sindaci sono stati nella prima linea dell'emergenza Covid, e non c'è nessuna forza politica che non ne riconosca il ruolo. Anzi, tra i loro principali alleati stavolta c'è anche il premier, come dimostra il feeling emerso ieri tra Draghi e i primi cittadini all'assemblea dell'Anci a Parma. "C'erano sindaci la cui indennità era inferiore al reddito di cittadinanza, ricordate?", è stato uno dei passaggi della relazione del presidente dell'Associazione, Antonio Decaro in quell'assemblea. Ebbene, si cambia.  

In consiglio dei ministri quell'articolo della manovra è passato all'unanimità. Il testo di riferimento (presentato in Senato dai dem Dario Parrini e Luigi Zanda) era stato condiviso da tutti in commissione Affari costituzionali. Tra le novità della legge di Bilancio - di cui oggi in Parlamento dovrebbe esserci il testo definitivo - ci sono le risorse per l'aumento ai sindaci. Saranno messi in conto 100 milioni per il 2022, 150 milioni per il 2023 e 220 milioni a decorrere dal 2024. In pratica l'adeguamento sarà graduale. Se ci sono Comuni che vogliono renderlo effettivo subito, allora devono intervenire con proprie risorse. 

Spiega Parrini che c'è "uno sbilanciamento tra responsabilità, rischio e trattamento economico dei sindaci", e il governo Draghi sta cercando di porvi rimedio. Le tabelle allegate in manovra prevedono un aumento del 100%  per i sindaci metropolitani, dell'80% per i sindaci dei Comuni capoluogo di Regione e per quelli capoluogo di provincia con più di 100 mila abitanti (del 70% se con meno di 100 mila abitanti), del 45% per i sindaci dei Comuni con popolazione superiore ai 50 mila abitanti e del 35% per chi guida Comuni dai 30 mila ai 50 mila abitanti. Un andamento a scalare. "Più che una indennità congrua, direi dignitosa": sempre Decaro. Ma tutti i primi cittadini riuniti a Parma 'hanno ribadito di "apprezzare". La richiesta giaceva da tempo. Indagati talvolta per garbugli burocratrici o inezie, caricati di responsabilità e remunerati poco, anzi pochissimo.Non c'è da meravigliarsi se alle ultime amministrative non si trovavano candidati. "I sindaci sono il volto della Repubblica nella vita quotidiana della gente", ricorda Zanda. Eugenio Comincini, ex sindaco di Cernusco sul Naviglio, ex Italia Viva ora tornato nelle file del Pd, racconta che il suo stipendio di sindaco di una cittadina di 35 mila abitanti era di 2.187 euro: "E non c'è nessun raffronto con le responsabilità che avevo allora e quelle di un parlamentare o anche di un consigliere regionale". 

Sempre per avere qualche riferimento, basti sapere che attualmente l'indennità dei sindaci va da 1.290 euro lordi per i Comuni fino a mille abitanti a un massimo di 7.800, sempre lordi, per quelli con oltre 500 mila abitanti. Ha detto l'ex sottosegretario all'Interno Achille Variati, ex sindaco di Vicenza, che "di certo chi fa il sindaco non lo fa per arricchirsi, ma l'aumento dell'indennità è un fatto di giustizia che arriva con anni di ritardo". Parrini, a sua volta ex sindaco di Vinci, ritiene siano più d'uno i nodi del mestiere di sindaco da affrontare.