Pnrr, Decaro: "Noi primi cittadini siamo per la stabilità. Il governo resti fino al 2023”
dalla nostra inviata Giovanna Vitale , dalla nostra inviata Giovanna VitalePARMA - Presidente Decaro, chiudendo l'assemblea davanti al premier Draghi ha confidato che fra voi sindaci lo chiamate SuperMario, al limite del culto della personalità. Gli riconoscete poteri straordinari?
"Niente di sovrannaturale, però il presidente del Consiglio sta restituendo fiducia al Paese, e Dio solo sa quanto ne avevamo bisogno dopo quello che abbiamo passato. Gli italiani sentono di essere in buone mani. E noi sindaci ne apprezziamo la grande capacità d'ascolto e comprensione dei problemi, insieme a una incisività di intervento fondamentale per spendere in fretta e bene le risorse dell'Europa".
Alla guida dell'Anci dal…
PARMA - Presidente Decaro, chiudendo l'assemblea davanti al premier Draghi ha confidato che fra voi sindaci lo chiamate SuperMario, al limite del culto della personalità. Gli riconoscete poteri straordinari?
"Niente di sovrannaturale, però il presidente del Consiglio sta restituendo fiducia al Paese, e Dio solo sa quanto ne avevamo bisogno dopo quello che abbiamo passato. Gli italiani sentono di essere in buone mani. E noi sindaci ne apprezziamo la grande capacità d'ascolto e comprensione dei problemi, insieme a una incisività di intervento fondamentale per spendere in fretta e bene le risorse dell'Europa".
Alla guida dell'Anci dal 2016, lei ha attraversato cinque governi: c'era mai stata una tale sintonia fra il livello centrale e quello locale?
"L'ho detto pubblicamente, nel corso del mio intervento: tutti i governi hanno mostrato disponibilità nei nostri confronti, ma come questo nessuno. Non è capitato spesso che su temi importanti non si fa in tempo a presentare una richiesta che già ci viene proposta una soluzione, com'è successo oggi sui fondi per i nidi".
Tanti suoi colleghi fanno il tifo perché Draghi resti a Palazzo Chigi: almeno fino al 2023, ha affermato il sindaco forzista di Imperia, mentre la sindaca pd di Ancona vorrebbe addirittura far durare la legislatura a oltranza. Come se lo spiega?
"Per forza hanno detto così, noi sindaci siamo per la stabilità, indispensabile per non perdere l'occasione storica del Pnrr e completare le riforme per far ripartire l'Italia. Solo un governo forte e coeso può riuscirci. Noi rispettiamo l'autonomia dei partiti, ma in vista delle prossime scadenze istituzionali vorremmo un atteggiamento responsabile da parte di tutti, indipendentemente dall'appartenenza politica. Per noi la priorità è una: dare continuità a una fase che sta producendo frutti concreti".
Quindi, se Draghi andasse al Quirinale, crescerebbe il rischio di elezioni anticipate e dunque di fallire l'attuazione del Pnrr?
"Il voto è un momento solenne di democrazia, la massima espressione della volontà popolare, non può mai essere considerato un pericolo. Dopodiché io non vedo una sola ragione plausibile per interrompere la legislatura: significherebbe aprire un periodo di instabilità che rischia di causare un danno grave e incomprensibile. Per fortuna, nonostante le turbolenze cui andremo incontro, la rete dei comuni saprà tenere la barra dritta ed essere fonte di certezza per la comunità. Per questo abbiamo chiesto che le risorse del Pnrr ci vengano assegnate direttamente e il prima possibile: così, qualunque cosa accada, potremo comunque portare avanti i progetti e garantire il risultato".
Draghi ha ricordato che i Comuni dovranno amministrare quasi 50 miliardi come soggetti attuatori del piano. Siete attrezzati per la sfida?
"Sì perché le missioni individuate dalla Commissione europea corrispondono alle politiche territoriali, le linea guida del Pnrr si sovrappongono alla nostra attività quotidiana. Il sistema può però andare in crisi per un mix di troppa burocrazia e scarso personale. Per la burocrazia - oltre alle semplificazione su procedure, gare e autorizzazioni - vorremmo tagliare i tempi di spesa: non intendiamo saltare le Regioni, ma individuare insieme a loro i parametri che ci consentono di far arrivare subito i fondi ai Comuni. Per quel che riguarda le risorse umane, vogliamo avere la possibilità di fare delle assunzioni, sempre a tempo determinato, con procedure snelle".
Intanto da Bruxelles il commissario all'Economia Gentiloni ha detto che nel governo Ue c'è preoccupazione per i possibili ritardi dell'Italia nell'attuazione del Pnrr. Ce l'ha con voi sindaci?
"Non credo, non abbiamo ancora avuto le risorse. Noi in questi giorni abbiamo fatto un cronoprogramma: se i fondi arrivano entro marzo 2022, saremo in grado di aprire tutti i cantieri entro dicembre 2023 e di finirli entro il 2026".