Centocinquanta comitati, una struttura sempre più diffusa e aperta che nasce per opporsi al sovranismo dilagante e formare una destra liberale che premi il merito. E' la "buona destra".
Prossimo obiettivo "le elezioni del 2023. Faremo di tutto per proporre nella scheda elettorale una proposta politica alternativa al sovranismo dilagante". Filippo Rossi, leader de La Buona Destra, ha spiegato alla convention svoltasi a Roma: "Faccio mie - spiega Rossi - le parole di Anne Applebaum, secondo la quale c'è bisogno di una forte destra liberale, moderata, di una destra 'centralè che rispetti la democrazia e le sue regole. Sempre la Applebaum spiega come nei Paesi in cui questa destra 'centralè scompare, come avvenne nella Germania prima dell'ascesa di Adolf Hitler, viene a crearsi un vuoto, uno spazio politico che presto verrà occupato dalla destra radicale. Ecco - conclude Rossi - la Buona Destra nasce in Italia per riempire questo vuoto politico".
E prosegue: "I prossimi passaggi? Abbiamo individuato una prima griglia di dirigenza nazionale - spiega ancora il fondatore della Buona Destra - che verrà confermata durante l'assemblea costituente del partito che terremo a Roma dopo l'elezione del presidente della Repubblica".
Duecento soci fondatori dei comitati territoriali provenienti da tutta Italia (erano rappresentate tutte le regioni) si sono confrontati ieri a Roma sui prossimi passi da fare per un movimento politico che sta prendendo forma dal basso per colmare l'assenza di una destra liberale, moderata ed europea che si contrapponga allo strapotere della destra estrema.
Alcuni nomi fra i tanti: Lamioni; Corinna Marzi, coordinatrice del Lazio; la piacentina Caterina Zurlo, responsabile giustizia e sicurezza sociale; i veneti Stefano Ederle e Maurizio Saia, già senatore di Alleanza nazionale; ad occuparsi delle relazioni internazionali ci sarà il bolognese Enzo Raisi, anche lui da una decennale esperienza in An e oggi in libreria con il suo saggio "La Casta siete voi!"; dall'esperienza di Energie per l'Italia arrivano il coordinatore Maurizio Petrò, il responsabile della Sardegna Tore Piana e il responsabile riforme istituzionali, il pratese Giovanni Bambagioni; tra gli altri coordinatori regionali già operativi spiccano Claudio Desirò (Piemonte), Antonio Cappiello (Basilicata), Carlo Sbano (Calabria), Kishore Bombaci (Toscana). A capo del dipartimento economia l'avvocato Massimiliano Sammarco, autore della proposta di Riforma Tributaria della Buona Destra. E ancora Paolo Capra, Antonello Barbieri, Vittorio Tozzini, Alessandro Peru (che si occuperà di transizione ecologica), Giancarlo D'Angelo a capo del dipartimento sull'innovazione sociale e Alfredo Foresta che si occuperà di Bellezza Urbana. Il professor Andrea Molle sarà il direttore del Centro Studi per la Buona Destra.