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Italia viva, Renzi alla prova Leopolda: autofinanziamento e mistero sui nuovi ospiti

Venerdì prossimo la nuova edizione, tra inchieste e polemiche sugli affari all'estero. Il budget di 400 mila euro pagato in buona parte da Iv. Il leader: "Sarà una bomba"
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"Sarà un'edizione bomba, vedrete" ha garantito Matteo Renzi ai suoi. E però a una settimana dal gong una strana aura di mistero sovrasta la Leopolda edizione numero 11, in programma il prossimo fine settimana a Firenze. Una volta era un tutto un vippame, carriere scintillanti e volti pop, Baricco e Farinetti, Campo dall'Orto e Brunello Cucinelli e Billy Costacurta. Ricordano i conoscitori più attenti delle fibrillazioni renziane che ad un certo punto, in una delle Leopolde rampanti, sarà stato il 2015 o 2016, nella vecchia stazione ferroviaria fiorentina cominciarono a rincorrersi voci degne della perduta grandeur: "Arriva Jovanotti! No Gabbani! Viene Benigni!". Oggi non si sa: gli ospiti sono un mistero, nemmeno il Capo li svela: "Vedrete saranno grandi nomi della politica nazionale, sindaci, amministratori, volti della cultura, dello sport", giura chi ha avuto modo di parlare con Renzi. Ma il programma non si sa. &quo…

"Sarà un'edizione bomba, vedrete" ha garantito Matteo Renzi ai suoi. E però a una settimana dal gong una strana aura di mistero sovrasta la Leopolda edizione numero 11, in programma il prossimo fine settimana a Firenze. Una volta era un tutto un vippame, carriere scintillanti e volti pop, Baricco e Farinetti, Campo dall'Orto e Brunello Cucinelli e Billy Costacurta. Ricordano i conoscitori più attenti delle fibrillazioni renziane che ad un certo punto, in una delle Leopolde rampanti, sarà stato il 2015 o 2016, nella vecchia stazione ferroviaria fiorentina cominciarono a rincorrersi voci degne della perduta grandeur: "Arriva Jovanotti! No Gabbani! Viene Benigni!". Oggi non si sa: gli ospiti sono un mistero, nemmeno il Capo li svela: "Vedrete saranno grandi nomi della politica nazionale, sindaci, amministratori, volti della cultura, dello sport", giura chi ha avuto modo di parlare con Renzi. Ma il programma non si sa. "Quel che è certo è che apre Matteo venerdì e chiude Matteo domenica", l'alfa e l'omega è sempre lui, come dicono i renziani fiorentini.

E pagare? Chi paga? Sarà che dopo tutto il can can dell'indagine sulla Fondazione Open e le polemiche sugli affari di Renzi all'estero, sono saltati anche i finanziatori e stavolta occorrerà tagliare anche spese e mega scenografie? "Ma siete ossessionati! Open non c'è più e pagherà il partito no?", vanno ripetendo da giorni dirigenti e quadri renziani interrogati sul dilemma. E in effetti così è: l'età dell'oro è finita da un pezzo, l'inchiesta giudiziaria ha tagliato ponti e pontieri, Open è pure stata chiusa dal 2018 ma il budget non cala, 400 mila euro circa. "Lo stesso degli ultimi anni" giurano i più vicini a Renzi. Un po' pagherà il partito, un po' i gruppi parlamentari Iv di Camera e Senato. Ma soprattutto sarà una Leopolda pagata "dal basso", giurano i renziani: "Avete presente che solo nell'ultima settimana con le microdonazioni on line da 1, 2 e 5 euro abbiamo raccolto 35.500 euro?" fanno notare i fedelissimi dell'ex premier. Praticamente una Leopolda che nonostante tutto tira più di prima? "Sì è così. Una settimana prima dell'inizio ci sono 8 mila registrati. La preoccupazione è che non sappiamo dove metterli. Ci toccherà fare tensostrutture coi maxischermi esterni. Vedrete che file".

Chissà se davvero andrà così, sta di fatto che intorno alla nuova kermesse renziana - 19, 20 e 21 novembre - crescono domande e suggestioni. Tipo: ci saranno quelli di Italia Viva ok, Boschi e Bonifazi, Bellanova e Bonetti. Ci saranno i tavoli tematici come sempre. Ma mica si azzarderà ad andare qualcuno del Pd? "Mi hanno invitato a fare un saluto sì, l'ho fatto anche l'ultima volta in quanto sindaco della città che ospita", ammette Dario Nardella, che dovrebbe andare, sì, ma non è che strepiti. Una come Simona Bonafè, segretaria toscana del Pd, un tempo renzianissima, non si vedrà: "Non mi hanno mica cercata. Che faccio, mi autoinvito?". E la mostra sull'inchiesta Open ci sarà? Non si sa ancora. Potrebbe essere un allestimento, o forse sarà l'oggetto un monologo dell'ex premier il sabato: "Uno scandalo, hackeraggio di Stato" tuona ieri Renzi. Sul palco ci sarà una stazione radio, gestita dai ventenni che si sono avvicinati alla scuola di formazione politica di Italia Viva a Ponte di Legno la scorsa estate. E i volontari? "Ci sono, ci sono. Siamo un centinaio. E faremo anche i gadget", giurano gli organizzatori fiorentini. Green pass per entrare. Quest'anno la Questura vuole un solo ingresso, quello principale, per contare gli accessi, contingentati, regole del Covid. E a suo modo è una svolta, perché significa dire addio alla leggendaria porticina, quella defilata da dove passavano big e vip. Che alla Leopolda abbondavano, quando il renzismo era il potere.