Il viaggio di Cartabia negli Usa sullo sfondo della partita per il Colle
dal nostro inviato Paolo Mastrolilli , dal nostro inviato Paolo Mastrolilli"La giustizia è davvero la spina dorsale del sistema istituzionale e della vita sociale ed economica. Avere questa spina dorsale ben retta e solida è indispensabile perché poi tutte le altre attività della vita di un Paese, e i rapporti reciproci con i singoli partner, possano funzionare al meglio". La ministra Marta Cartabia ha scelto un tono e un profilo molto istituzionale, per la sua prima visita ufficiale negli Stati Uniti. Non è un mistero però che il suo nome compaia in cima a tutti gli elenchi dei possibili candidati al Quirinale, e a Washington lo sanno bene. Perciò da parte sua c'è l'interesse a presentarsi al principale alleato di Roma, mentre da parte americana c'è la curiosità di conoscerla. In questo quadro si può leggere il suo saluto di ieri al personale dell'ambasciata italiana, quando ha detto di essere venuta a promuovere "l'idea di una giustizia che esce …
"La giustizia è davvero la spina dorsale del sistema istituzionale e della vita sociale ed economica. Avere questa spina dorsale ben retta e solida è indispensabile perché poi tutte le altre attività della vita di un Paese, e i rapporti reciproci con i singoli partner, possano funzionare al meglio". La ministra Marta Cartabia ha scelto un tono e un profilo molto istituzionale, per la sua prima visita ufficiale negli Stati Uniti. Non è un mistero però che il suo nome compaia in cima a tutti gli elenchi dei possibili candidati al Quirinale, e a Washington lo sanno bene. Perciò da parte sua c'è l'interesse a presentarsi al principale alleato di Roma, mentre da parte americana c'è la curiosità di conoscerla. In questo quadro si può leggere il suo saluto di ieri al personale dell'ambasciata italiana, quando ha detto di essere venuta a promuovere "l'idea di una giustizia che esce dalle stanze segrete dei suoi addetti ai lavori, e si mette al servizio di una rinascita della vita economica e sociale, dopo la pandemia".
Nessuno può raggiungere da solo questo obiettivo, e qui nasce il ringraziamento per il lavoro fatto nel coltivare l'amicizia con "questo paese straordinario che sono gli Stati Uniti. Non è una terra qualunque, per la storia passata, il nostro presente, e ci auguriamo il nostro futuro". Cartabia ieri ha incontrato Merrick Garland, che non è solo il suo omologo, ma anche una persona con un distinto profilo politico, perché era stato nominato alla Corte Suprema da Obama, ma i repubblicani lo avevano bloccato con l'ostruzionismo in Senato. Sul tavolo c'era anche il trasferimento in Italia di Chico Forti, condannato per omicidio a Miami, che sembrava fatto dopo l'interessamento del ministro degli Esteri Di Maio con l'amministrazione Trump, ma poi si è bloccato quando il governatore della Florida DeSantis è rimasto irritato dalle parole del capo della Farnesina, che aveva detto di voler abbracciare il detenuto. Visto l'interesse manifestato soprattutto dai grillini, in particolare l'ex ministro Fraccaro, questa è una causa che aiuterebbe Cartabia a guadagnare parecchi consensi. Possibile poi che abbia discusso le indagini sull'Italygate, ossia la teoria complottista secondo cui Roma aveva aiutato Biden a "rubare" le elezioni del 2020, anche se l'inchiesta era stata lanciata da Trump. In serata poi ha illustrato a vari interlocutori americani la riforma della giustizia, che ha l'obiettivo di ridurre del 40% la durata del processo civile e del 25% quella del processo penale.
Un tema ricorrente che tutti gli ambasciatori americani in Italia sollevano da decenni, perché la mancanza della certezza e rapidità del diritto sono due problemi che frenano gli investimenti. Oggi vedrà alcuni parlamentari e il capo della Corte Suprema Roberts, e domani sarà a New York per parlare ancora della riforma della giustizia, visitare la scuola Guglielmo Marconi e tenere una conferenza alla New York University. La visita di Cartabia è l'ultima di una processione di ministri italiani venuti di recente negli Usa: Di Maio, Guerini, Giorgetti. Il presidente della Camera Fico. Lamorgese aveva organizzato ma ha dovuto cancellare, così come Speranza. Di Maio tornerà a metà dicembre per inaugurare il centro per l'innovazione tecnologica a San Francisco, di cui lo stesso premier Draghi aveva esaminato il dossier, forse pensando ad una sua visita. E' un delicato momento di transizione per l'Italia, dove anche in proiezioni futura è necessario coltivare il rapporto con gli Usa.