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Renzi gioca in casa al Senato, per lui tutto il centrodestra sul caso Open

Matteo Renzi 
La giunta per le Immunità parlamentari si riunisce stasera alle 20 per ascoltare la relazione dell'avvocato Fiammetta Modena di Forza Italia. Il Pd avverte: "Attenzione, conta il voto dell'aula" 
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Matteo Renzi sceglie di giocare "in casa" la prima partita politica sull'inchiesta fiorentina Open. Al Senato, nella giunta per le immunità parlamentari, dove sa bene, come tutti del resto, che i numeri sono nettamente a suo favore. Anche se resta da vedere poi se in aula, quando arriverà il momento - ma se sarà, potrebbe essere anche dopo l'elezione del capo dello Stato - succederà la stessa cosa. Ed è proprio su questo, già da adesso, che il Pd richiama l'attenzione con un suggerimento che suona così: "Certo, se si vota nella Giunta, il fronte Pd, M5S e Leu, resterà in minoranza. Ma non è affatto detto che la stessa cosa debba accadere in aula". Su questo si riflette nelle stanze di Anna Rossomando, unica esponente del Pd in giunta, nonché vice presidente del Senato. 

E allora cominciamo a capire cosa può succedere nella giunta per le immunità, ormai a netta …

Matteo Renzi sceglie di giocare "in casa" la prima partita politica sull'inchiesta fiorentina Open. Al Senato, nella giunta per le immunità parlamentari, dove sa bene, come tutti del resto, che i numeri sono nettamente a suo favore. Anche se resta da vedere poi se in aula, quando arriverà il momento - ma se sarà, potrebbe essere anche dopo l'elezione del capo dello Stato - succederà la stessa cosa. Ed è proprio su questo, già da adesso, che il Pd richiama l'attenzione con un suggerimento che suona così: "Certo, se si vota nella Giunta, il fronte Pd, M5S e Leu, resterà in minoranza. Ma non è affatto detto che la stessa cosa debba accadere in aula". Su questo si riflette nelle stanze di Anna Rossomando, unica esponente del Pd in giunta, nonché vice presidente del Senato. 

E allora cominciamo a capire cosa può succedere nella giunta per le immunità, ormai a netta trazione di centrodestra. Lo dicono i numeri. Un presidente, Maurizio Gasparri, di Forza Italia. E con lui altri due forzisti. Di cui una, l'avvocato di Perugia Fiammetta Modena, che ha ricevuto dalle mani di Gasparri l'incarico di relatrice del caso Renzi. Perché il senatore - che ricopre questo ruolo dal 23 marzo del 2018, senza mai essere stato parlamentare prima (divenne capo del governo da sindaco di Firenze) - ha deciso di far scoppiare qui quelle che lui considera anomalie, contraddizioni, violazioni dell'inchiesta di Firenze sulla Fondazione Open, per la quale è indagato per aver violato le norme sul finanziamento dei partiti. E invece Matteo Renzi, rivendicando proprio il suo ruolo di senatore della Repubblica, ha scritto alla presidente del Senato Maria Elisabetta Casellati, lamentando che le sue prerogative sarebbero state violate. Lui sarebbe stato "intercettato" abusivamente ignorando il suo ruolo istituzionale. Mail e chat, in questo modo, sarebbero finite nell'inchiesta, laddove, secondo Renzi, non avrebbero dovuto starci. 

Casellati ha fatto la "postina" e ha trasmesso la lettera del 7 ottobre alla giunta per le immunità e l'ha messa nelle fide mani di Gasparri. Il quale ha scelto Fiammetta Modena come relatrice. Ieri sera, mentre viaggiava in treno verso Roma, la Modena era ancora alle prese con la sua relazione. Ne aveva ancora visto le ultime carte che, giusto ieri, Renzi ha prodotto al Senato. Le vedrà stamattina. Dal copioso materiale depositato dai magistrati a Firenze Renzi avrebbe tratto le "prove" che nei suoi confronti sarebbe stata perpetrata una violazione. Citerebbe, per esempio, la chat del 4 giugno 2018 con Vittorio Manes in cui i due parlano del costoso volo per New York. E lui era senatore già da due mesi. 

Fiammetta Modena non anticipa nulla di quello che dirà stasera, subito dopo le 20, ai colleghi della giunta. E anche Maurizio Gasparri fa professione di prudenza. Poche parole, le sue. Innanzitutto per chiarire il ruolo della giunta, che entra in azione se c'è una richiesta dei magistrati, ma anche se un parlamentare "ritiene che le sue prerogative costituzionali siano state violate". Giusto il caso di Renzi. Gasparri minimizza il tenore e gli effetti della seduta. "Non sarà affatto una riunione speciale, ma del tutto ordinaria, ci sarà solo un primo giro di tavolo, una prima informazione sui fatti. Toccherà alla relatrice Modena parlare".

Quindi nessun voto, chiediamo a Gasparri? Lui è netto quando replica: "Siamo in una fase preliminare, una fase di verifica se effettivamente la giunta rivesta i necessari profili di competenza. Se accertiamo che è così, allora il caso parte. Io svolgerò come sempre il ruolo di garante del rispetto della procedura".

C'è da scommettere che la giunta del Senato se ne occuperà. Se non altro per giocare una partita a favore di Renzi. Proprio per via dei numeri. Su 24 componenti, sei sono della Lega, tre di Forza Italia, due di Fratelli d'Italia, due di Italia viva. E già questo fa maggioranza. A cui potrebbe aggiungersi l'autonomista Meinhard Durnwalder. Il fronte del possibile no a Renzi è fatto di cinque senatori, la Pd Rossomando, l'ex presidente Piero Grasso di Leu, tre di M5S. Anche nel gruppo Misto ci sono tre ex grillini, Mario Michele Giarrusso, Mattia Crucioli adesso di Alternativa c'è, e Gregorio De Falco. Ed è probabile che gli ultimi possano votare contro Renzi. Ma il fronte anti senatore di Rignano perde lo stesso.

D'altra parte l'eventuale voto non sarà né oggi, né domani. Ci vorrà tempo. Questo lo dicono tutti. Tempo per leggere le carte. Tempo per capire se effettivamente i magistrati di Firenze -  il procuratore aggiunto Luca Turco e il sostituto Antonino Nastasi - hanno violato le regole che "proteggono" i parlamentari e per verificare se effettivamente nelle carte c'è una sovrapposizione con l'attività di senatore. Ieri, a sentire più di un componente della giunta, si poteva registrare una certa meraviglia di fronte alla possibilità che una procura esperta come quella di Firenze, soprattutto di fronte a un materiale probatorio che si rivela cospicuo, abbia volutamente aggirare le regole delle richieste di autorizzazione.D'altra parte, dalle parti del centrodestra si respira una forte aria anti magistratura, pronti a credere che Renzi abbia ragione quando vede i suoi diritti violati. Un Renzi il cui voto sarebbe assai utile se dovesse profilarsi una candidatura di Berlusconi per la presidenza della Repubblica. Sentiremo da Fiammetta Modena quali sono le sue prime osservazioni. Appuntamento alle 20 da palazzo Sant'Ivo alla Sapienza dove si riunisce la giunta delle immunità.