Saitta (M5S): “Su Ferri intercettazioni casuali, andavano autorizzate”
di Liana Milella"Le intercettazioni di Ferri erano casuali e andavano autorizzate”. Dice così Eugenio Saitta, che fa parte della giunta per le autorizzazioni della Camera ed capogruppo per M5S in commissione Giustizia. Quanto al caso Renzi al Senato, la sua richiesta non è legittima e andava respinta, come aveva proposto Piero Grasso.
Saitta che succede? Si spacca l’asse M5S-Pd sulla giustizia? Sul caso Ferri vi siete divisi….
“Assolutamente no, perché su Ferri qui non c’è in ballo il governo, la maggioranza, l’opposizione. Qui ci sono di mezzo i valori…”
Valori? In che senso? Di che valori parla?
“Qui parliamo del rispetto degli equilibri c…
"Le intercettazioni di Ferri erano casuali e andavano autorizzate”. Dice così Eugenio Saitta, che fa parte della giunta per le autorizzazioni della Camera ed capogruppo per M5S in commissione Giustizia. Quanto al caso Renzi al Senato, la sua richiesta non è legittima e andava respinta, come aveva proposto Piero Grasso.
Saitta che succede? Si spacca l’asse M5S-Pd sulla giustizia? Sul caso Ferri vi siete divisi….
“Assolutamente no, perché su Ferri qui non c’è in ballo il governo, la maggioranza, l’opposizione. Qui ci sono di mezzo i valori…”
Valori? In che senso? Di che valori parla?
“Qui parliamo del rispetto degli equilibri costituzionali e dell’insindacabilità e immunità parlamentare. Noi abbiamo sostenuto che nel caso specifico di Ferri non vi fosse alcun fumus persecutionis contro di lui e quindi che le relative intercettazioni fossero pienamente utilizzabili”.
Ma il Pd sostiene proprio l’opposto, dice che i pm di Perugia volevano intercettare Ferri, senza chiedere la preventiva autorizzazione.
“Secondo noi bisogna distinguere il piano disciplinare da quello penale. Le intercettazioni fanno parte dell’indagine su Palamara, indagato per corruzione, ed è per questo motivo che nel suo telefono viene inoculata la microspia Trojan. L’indirizzo dell’indagine, nei pochi giorni in cui il Trojan è stato attivo, non è mutato, e Palamara parla con decine e decine di contatti, tra cui anche Ferri, che non viene messo sotto indagine, e quindi non ha un procedimento penale per questi fatti”.
E tutto questo che significa?
“Vuol dire che le sue intercettazioni sono del tutto casuali, e quindi legittime. E significa che i magistrati non lo hanno intercettato abusivamente, come invece sostengono tutti gli altri partiti che hanno votato per non autorizzarne l’uso”.
Quindi lei in pratica esclude che i pm di Perugia, quando hanno messo il Trojan, in realtà volevano intercettare proprio Ferri, che non era sotto indagine?
“Esattamente, perché i pm volevano solo accertare se Palamara avesse effettivamente commesso il reato di corruzione e dalle captazioni si evince che non c’è alcun elemento per indagare Ferri, ma ci potrebbero essere invece degli spunti disciplinari”.
Come valuta che il Pd non abbia fatto nulla neppure su Lotti che pure era presente alle riunioni con Ferri e Palamara all’hotel Champagne?
“Questa domanda la deve fare al Pd…”.
Ma pensa che abbiano votato a favore di Ferri per coprire Lotti?
“Non penso, perché il collega Bazoli ha fornito una motivazione tecnica, che però io non condivido”.
Che succederà con il prossimo voto in aula? Il M5S resterà da solo contro Ferri?
“Vedremo”.
Vedo però che sull’ergastolo ostativo, in commissione Giustizia, la maggioranza è tornata compatta.
“Finalmente siamo arrivati all'approvazione del testo base, sono mesi che lo chiediamo. Dispiace che su questo tema Fratelli d’Italia abbia votato contro, per noi intervenire dopo la sentenza della Consulta è una priorità”.
Sei mesi per decidere su questa faccenda, con il processo disciplinare aperto al Csm, non è un po’ troppo? E poi si decide quando al Senato scoppia il caso Renzi contro la procura di Firenze. È solo un caso?
“Credo di sì, per la semplice ragione che la discussione su Ferri si è protratta da prima dell’estate perché la prima richiesta del Csm era molto generica. Abbiamo chiesto di indicare le intercettazioni, hanno inviato una nuova richiesta, abbiamo sentito Ferri, c’è stata la discussione generale, e poi abbiamo votato”.
È proprio convinto di questa casualità rispetto al caso Renzi al Senato? O sono manovre in vista del voto per il futuro capo dello Stato?
“Sono per la casualità, anche se ritengo in astratto che avesse ragione Piero Grasso con la pregiudiziale sul fatto che Renzi non potesse rivolgersi direttamente al Senato in quanto la legge 140 del 2003, che attua l’articolo 68 della Costituzione, prevede questa possibilità solo per i casi di insindacabilità”.
Però al Senato i suoi di M5S non l’hanno appoggiata…
“Le ricordo che io sono un deputato, il mio può essere solo un giudizio astratto, bisogna avere contezza di quanto c’è nelle carte”.