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Tg Rai, le nomine appese alle tensioni nel M5S. E c’è la grana Mondiali

Monica Maggioni 

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Maggioni verso il Tg1, piace a Di Maio ma non all'ex premier che chiede compensazioni. Diritti svalutati se l'Italia non si qualifica in Qatar
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ROMA - Ci mancava solo il flop della nazionale a complicare la navigazione della Rai dei “migliori” già alle prese con il risiko dei Tg. Il pareggio con l’Irlanda che ha costretto la squadra di Mancini ai playoff, rendendo incerta la partecipazione ai Mondiali, ha gettato nello sconforto i vertici di Viale Mazzini. Preoccupati che la scommessa lanciata dalla precedente gestione possa provocare una voragine nei conti tutt’altro che floridi del servizio pubblico.


La scorsa primavera il tandem Salini-Foa aveva infatti acquistato per una cifra superiore ai 100 milioni (l’importo esatto non è mai stato rivelato) i diritti televisivi di tutte e 64 le partite della competizione che si disputer…

ROMA - Ci mancava solo il flop della nazionale a complicare la navigazione della Rai dei “migliori” già alle prese con il risiko dei Tg. Il pareggio con l’Irlanda che ha costretto la squadra di Mancini ai playoff, rendendo incerta la partecipazione ai Mondiali, ha gettato nello sconforto i vertici di Viale Mazzini. Preoccupati che la scommessa lanciata dalla precedente gestione possa provocare una voragine nei conti tutt’altro che floridi del servizio pubblico.


La scorsa primavera il tandem Salini-Foa aveva infatti acquistato per una cifra superiore ai 100 milioni (l’importo esatto non è mai stato rivelato) i diritti televisivi di tutte e 64 le partite della competizione che si disputerà in Qatar l’anno prossimo. Poiché in corsa c’erano pure altri network, la Rai aveva progettato di cedere successivamente in sub-licenza i diritti su alcuni match, anche per rientrare dei notevoli costi sostenuti. Le trattative sarebbero dovute cominciare a qualificazione dell’Italia acquisita, che nessuno immaginava — specie dopo la vittoria agli Europei — potesse essere in dubbio. E invece la brutta sorpresa di Belfast ha tramutato l’investimento in un affare, se non ancora pessimo, di certo molto a rischio. Per l’inevitabile svalutazione che subirebbe l’intero pacchetto e i minori introiti pubblicitari, qualora gli azzurri restassero fuori dai Mondiali.


Un incubo che sta agitando i sonni già tormentati dell’ad Carlo Fuortes. Impegnato fino a notte fonda in un’altra estenuante partita: quella con la politica sulle direzioni dei telegiornali. Entro stamattina i curricula dei prescelti verranno depositati presso la segreteria del Cda, che domani ha in programma di approvarli. Anche se non è detto ci si riesca: lo schema messo a punto con Palazzo Chigi, in movimento per tutto il giorno, nella tarda sera di ieri non era ancora del tutto ricomposto. A scompaginarlo è la spaccatura interna al M5S: Luigi Di Maio avrebbe infatti dato l’ok a Monica Maggioni (gradita all’entourage del premier) per la guida del Tg1, ma Giuseppe Conte, che avrebbe voluto mantenere Giuseppe Carboni, ha detto no. A lui l’ex presidentessa Rai proprio non va giù, anche perché i grillini perderebbero il primo notiziario del Paese senza avere (quasi) nulla in cambio: meglio semmai promuovere Simona Sala, “portata” anche dal Pd. Mossa che consentirebbe di liberare il Gr per un uomo di Giorgia Meloni, cui Draghi ha promesso una testata dopo l’esclusione dal Cda: non Nicola Rao, però, considerato troppo di destra, bensì un altro tra Paolo Corsini e Angelo Mellone.


Ma Chigi, teatro ieri di un forsennato via vai di esponenti politici, non ne vuol sapere e insiste su Maggioni. Per cui l’ipotesi dell’ultima ora sarebbe quella di convincere Andrea Vianello, direttore di Rainews, ad accettare la direzione di uno dei generi (il Day time?) da assegnare: in tal caso Fdi potrebbe accomodarsi sulla sua poltrona e Sala resterebbe alla Radio. Si sposterebbe solo se le venisse offerto il Tg3, che tuttavia Mario Orfeo — fra i più accreditati per guidare gli Approfondimenti — non ha intenzione di lasciare.


Nel frattempo, gongola la Lega che tiene Sangiuliano al Tg2 e Casarin al Tgr, pur perdendo il condirettore: ne rimarrà uno solo, Carlo Fontana, in quota Pd. Mentre a RaiSport arriverà Alessandra De Stefano. Una delle poche certezze di un valzer ancora tutto da ballare.