Ue, strappo tra i sovranisti. Meloni isolata dice no a Le Pen e diserta il vertice europeo
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaLo strappo è servito. Con una comunicazione a Jaroslaw Kaczynski, il presidente del Pis (il partito ultranazionalista che è alla guida del governo polacco), Giorgia Meloni ha fatto sapere che né lei né altri rappresentanti di Fratelli d'Italia saranno presenti al vertice delle destre europee organizzato per il 3 e 4 dicembre a Varsavia. L'iniziativa, sin dal primo momento, ha destato forti perplessità negli esponenti di punta di Fratelli d'Italia, perché vista come preambolo della costituzione di un nuovo gruppo sovranista al Parlamento europeo che svuoterebbe la famiglia politica dei Conservatori, di cui Meloni è presidente. Non è bastata una fitta trama di contatti, incontri, cene a Bruxelles fra europarlamentari delle forze interessate per dissipare quei dubbi.
E le residue possibilità di una presenza di Meloni a Varsavia sono venute meno con l'intervista di ieri di Marine Le Pen al Corriere della Sera,…
Lo strappo è servito. Con una comunicazione a Jaroslaw Kaczynski, il presidente del Pis (il partito ultranazionalista che è alla guida del governo polacco), Giorgia Meloni ha fatto sapere che né lei né altri rappresentanti di Fratelli d'Italia saranno presenti al vertice delle destre europee organizzato per il 3 e 4 dicembre a Varsavia. L'iniziativa, sin dal primo momento, ha destato forti perplessità negli esponenti di punta di Fratelli d'Italia, perché vista come preambolo della costituzione di un nuovo gruppo sovranista al Parlamento europeo che svuoterebbe la famiglia politica dei Conservatori, di cui Meloni è presidente. Non è bastata una fitta trama di contatti, incontri, cene a Bruxelles fra europarlamentari delle forze interessate per dissipare quei dubbi.
E le residue possibilità di una presenza di Meloni a Varsavia sono venute meno con l'intervista di ieri di Marine Le Pen al Corriere della Sera, in cui la presidente del Rassemblement national ha indicato la via di un gruppo unico e invitato la leader di Fratelli d'Italia a lavorare insieme a lei, a Salvini e ad Orban per essere "l'avanguardia della rifondazione europea". Invito rispedito al mittente con una nota di Raffaele Fitto, esponente di Fdi e co-presidente del gruppo dei Conservatori (Ecr) a Bruxelles: "Confermiamo la volontà di mantenere unito e rafforzare il gruppo Ecr nella seconda metà del mandato, una nuova formazione non è all'ordine del giorno".
Fitto, la scorsa settimana, aveva scritto una nota per ribadire la compattezza del gruppo dei Conservatori assieme a Ryzsard Legutko, l'altro presidente che è espressione proprio del Pis. Ma non c'è chiarezza, fra i deputati e i dirigenti di Fdi, sulle reali intenzioni del partito polacco che esprime il premier Mateusz Morawiecki: il solo fatto che il Pis sia il promotore della reunion delle Destre europee porta a sospettare una decisione già presa per la fuoriuscita da Ecr e verso il nuovo raggruppamento. Non sarebbe un pregiudizio di poco conto, visto che il Pis conta 24 deputati al parlamento europeo, un terzo del totale (ovvero 63, Fdi ne ha 7). Meloni, senza i polacchi, resterebbe a capo di un a famiglia fatta da forze politiche minori nel panorama europeo, a parte gli spagnoli di Vox, che comunque hanno appena 4 europarlamentari e gli svedesi di Sd, in crescita nel loro Paese: resterebbero i rappresentanti dei partiti populisti di Bulgaria, Romania, Repubblica Ceca. Ecco perché la deputata romana ha sempre visto come atto ostile il pressing di Matteo Salvini per il nuovo gruppo che ormai sembra alle viste, ecco perché Fratelli d'Italia, pur avendo connotati ideologici non distanti dal Rassemblement National o dagli ungheresi di Fidesz, non ha intenzione di entrarvi. Una questione (anche) di potere che viene scalfito, in questo derby delle destre nella nascente grande destra europea.
I tempi stringono: i nuovi assetti del parlamento europeo, con le rappresentanze dei vari gruppi, vanno definiti entro un mese, in vista del valico di metà mandato che coincide con il rinnovo degli organi del parlamento (a cominciare dalla presidenza). La Lega non si arrende: "Continuiamo a credere fermamente in un grande gruppo alternativo a socialisti e comunisti"., dice il vicesegretario Lorenzo Fontana. Già a Varsavia, con ogni probabilità, il maxi-cartello delle destre prenderà forma, come seguito del Manifesto dei sovranisti firmato a giugno. Fratelli d'Italia, in quell'occasione, aderì all'iniziativa. Adesso prende le distanze dagli alleati europei.