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Whistleblowing, governo in ritardo nel recepire la direttiva europea. E non parla con le associazioni interessate

La denuncia Transparency International Italia e The Good Lobby. "Il nostro paese rischia le sanzioni da Bruxelles. Ma soprattutto manca la trasparenza sull'iter e i contenuti del provvedimento"
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Il governo italiano è in ritardo sul recepimento della direttiva europea sul whistleblowing,  quel complesso d norme che tutelano i dipendenti che rivelano comportamenti che danneggiano i valori dell'Unione. La denucia arriva da Transparency International Italia e The Good Lobby, le associazioni impegnate sulla tutela delle persone che nel 2017 hanno contribuito all’approvazione della normativa italiana a tutela di chi segnala illeciti sul lavoro.

 

La direttiva europea è del 2019 e il Parlamento italiano ha concesso a Palazzo Chigi nella primavera del 2021, una delega a varare i decreti legislativi che devono recepire le indicazioni europee nel nostro ordinamento. Ma, denunciano le due associazioni , adesso "l’Italia rischia di finire sanzionata …

Il governo italiano è in ritardo sul recepimento della direttiva europea sul whistleblowing,  quel complesso d norme che tutelano i dipendenti che rivelano comportamenti che danneggiano i valori dell'Unione. La denucia arriva da Transparency International Italia e The Good Lobby, le associazioni impegnate sulla tutela delle persone che nel 2017 hanno contribuito all’approvazione della normativa italiana a tutela di chi segnala illeciti sul lavoro.

 

La direttiva europea è del 2019 e il Parlamento italiano ha concesso a Palazzo Chigi nella primavera del 2021, una delega a varare i decreti legislativi che devono recepire le indicazioni europee nel nostro ordinamento. Ma, denunciano le due associazioni , adesso "l’Italia rischia di finire sanzionata da parte dell’Unione Europea qualora non rispettasse i termini previsti per la trasposizione. La probabilità di non farcela entro il 17 dicembre sembra sempre più alta, considerando anche che la delega al Governo per la trasposizione è scaduta. E il Governo non hai mai dato alcun segnale né da parte della Guardasigilli Cartabia né da parte del Presidente Draghi"

Dunque, saremmo di fronte a ritardi nella scrittura dei decreti legislativi. Ma ci sarebbe anche un grande problema di trasparenza e di confronto con i soggetti interessati al varo del provvedimento. "Non vi è infatti mai stato un coinvolgimento di stakeholder esterni, tramite consultazioni, audizioni o tavoli di lavoro, lasciando che l’elaborazione del disegno di legge di trasposizione facesse il suo iter fin qui nella più totale oscurità. Il tutto in assoluto contrasto con le indicazioni, in termini di trasparenza, indicate dal Presidente Draghi sin dal suo discorso per la fiducia alla Camera e al Senato", accusano le due associazioni.

 

All'estero, si scrive, non è andata così. Secondo Transparency International Italia e The Good Lobby sono 13 i paesi europei che "tra cui Francia, Spagna e Portogallo, hanno posto i disegni di legge in consultazione ormai mesi fa, in modo da raccogliere i commenti e le proposte di tutti i soggetti interessati". E dove non si è seguita questa procedura, si spiega "le organizzazioni della società civile hanno avuto la possibilità di incontrare i Ministri della Giustizia (come in Romania e Slovenia) o di partecipare a tavoli di lavoro (come in Croazia e Bulgaria). In ogni caso, nella maggior parte degli Stati membri la proposta di trasposizione è pubblica e liberamente consultabile, cosa che non avviene in Italia che si colloca così alla stregua di Stati che ancora non hanno iniziato il processo di recepimento come Cipro e Malta".

Le due associazioni chiedono allora al Governo di garantire maggiore pubblicità al processo di trasposizione e un pieno coinvolgimento degli stakeholder. Chiedono che sia pubblicamente fornito un aggiornamento sullo stato di avanzamento del processo di trasposizione della Direttiva 2019/1937; sia data la possibilità agli stakeholder esterni di poter fornire le proprie osservazioni e commenti sulla proposta di decreto elaborata dal Governo tramite consultazione, audizioni o altre modalità, in modo da garantire un adeguato confronto sul tema e tenere in considerazione i molteplici punti di vista indispensabili per delineare leggi efficaci.