Sardine a congresso: “Ma non diventeremo mai un partito”
dalla nostra inviata Ilaria Venturi , dalla nostra inviata Ilaria VenturiMARZABOTTO (BO) - "Un partito? Ha i suoi rischi. Ma non è la nostra prospettiva". Sorride Joy Olayanju, secondo anno di Giurisprudenza e un lavoro alla sera da cameriera. Era al liceo quando è salita sul palco in piazza a Parma, la più giovane, è cresciuta con il movimento, "mi ha coinvolto, noi ragazze e ragazzi non lo siamo dalla politica". Dopo il pranzo all’aperto e la camminata a Monte Sole, sull’Appennino bolognese, nei luoghi dell’eccidio nazifascista di Marzabotto, si apre l’assemblea costituente delle Sardine. La prima dopo il Covid, quella decisiva perché in gioco è il futuro del movimento che compie due anni e li festeggia come in una scampagnata. È la prima volta che ci si parla guardandosi in faccia dopo la primissima e ultima assemblea al centro sociale a Roma, novembre 2019.
Dalla Liguria alla Puglia, chi prende il microfono non ha dubbi: "Dobbiamo diventare movimento poli…
MARZABOTTO (BO) - "Un partito? Ha i suoi rischi. Ma non è la nostra prospettiva". Sorride Joy Olayanju, secondo anno di Giurisprudenza e un lavoro alla sera da cameriera. Era al liceo quando è salita sul palco in piazza a Parma, la più giovane, è cresciuta con il movimento, "mi ha coinvolto, noi ragazze e ragazzi non lo siamo dalla politica". Dopo il pranzo all’aperto e la camminata a Monte Sole, sull’Appennino bolognese, nei luoghi dell’eccidio nazifascista di Marzabotto, si apre l’assemblea costituente delle Sardine. La prima dopo il Covid, quella decisiva perché in gioco è il futuro del movimento che compie due anni e li festeggia come in una scampagnata. È la prima volta che ci si parla guardandosi in faccia dopo la primissima e ultima assemblea al centro sociale a Roma, novembre 2019.
Dalla Liguria alla Puglia, chi prende il microfono non ha dubbi: "Dobbiamo diventare movimento politico o associazione con tesserati, non un partito". Enrico Cenni del gruppo “Sardine creative”, viene da Torino. Dice: "Non esiste lo spazio per un nuovo partito, noi dobbiamo diventare sentinelle della Costituzione". Giuliano Masciangoli, attivista delle sardine milanesi: "Diamo voce al mondo di astenuti". Ne sa qualcosa Pamela Carfora che viene da Trieste, "Nella nostra regione è andato a votare al ballottaggio il 42% e ha vinto la destra, dobbiamo risvegliare la sinistra e portarla a votare". Se le si chiede dei No Vax fa una smorfia: "Una vera tragedia".
In sala si sta con la mascherina, c’è il controllo del Green Pass. Mattia Santori, il leader che ora è consigliere comunale eletto nelle liste del Pd a Bologna, apre le danze: "Noi dobbiamo insegnare cosa significa fare comunità politica e dobbiamo farlo soprattutto alle persone che non si ritrovano più nei partiti". Le piazze non bastano più. Al segretario dem Enrico Letta ribadisce: "Le Agorà sono la costruzione di una casa comune o il tappeto rosso per entrare nel partito democratico così come è adesso, non ci caschiamo più".
Ma in casa il nodo rimane: come andare avanti? Da questo fine settimana sui monti della Resistenza, ma anche dei Dossetti, padre costituente, uscirà un manifesto politico delle Sardine. E una struttura di coordinamento, "più visibilità ai territori" reclamano da Brescia. Sono tanti i temi: diritti, lavoro (reddito universale e patrimoniale), Ius soli, transizione ecologica, "tutti i temi che vedono la sinistra distratta".
Oliver Cassarà dal Veneto lancia l’allarme: "Da noi la sinistra è depressa e deficitaria". Chi si impegna per la liberazione di Patrick Zaki, chi per i Rom e Sinti. E chi si è candidato sancendo il passaggio dalle piazze ai palazzi. Millennial e boomer si ritrovano. Lorenzo Novellini, 21 anni, incalza: "Vogliamo che le Sardine rivendichino il diritto alla chance, ad avere le possibilità che ci vengono negate. È arrivato il momento di rappresentare le istanze della classe giovanile visto che i partiti non lo fanno". Dalla classe operaia a quella dei ventenni e trentenni precari, nuova categoria sociologica. Jasmine Cristallo, voce del Sud, non è riuscita ad esserci: "Mi aspetto di rimanere nel campo democratico e dei diritti insieme a tanti altri che lottano per le disuguaglianze sociali e il clima".
In un’ottantina sono saliti su questi monti simbolo della Resistenza, hanno chiamato la sindaca di Marzabotto e presidente Pd Valentina Cuppi e il presidente dell’Anpi Gianfranco Pagliarulo per capire come la politica possa essere strumento dell’antifascismo. Arrivano gli auguri di Bersani. E si canta Bella ciao.