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Quirinale, il dem Marcucci: "Gentiloni? Ottimo nome. Draghi resti a Palazzo Chigi"

Andrea Marcucci 
Il senatore ex renziano ritiene che il commissario Ue all'Economia potrebbe rappresentare "tutte le diverse sensibilità del Pd". Su Berlusconi: "Troppo divisivo". E si dice favorevole a votare una donna
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Parla di Paolo Gentiloni come di "un ottimo nome per il Colle", Andrea Marcucci. Un profilo che secondo il senatore dem sarebbe in grado di unire "tutte le diverse sensibilità del Pd". E non solo: "Le persone equilibrate e di buon senso, come il commissario europeo, trovano sempre l'attenzione dovuta anche negli altri schieramenti", aggiunge. Insomma, Gentiloni potrebbe raccogliere consensi anche fuori dal Partito democratico. Carlo Calenda ha già fatto il suo nome, ora si sbilancia anche Marcucci e Matteo Renzi sembra puntare su di lui per rafforzarsi al Centro.

Senatore, l'incontro riservato tra Renzi e Gentiloni apre una nuova ipotesi sull'elezione del Presidente della Repubblica…

Parla di Paolo Gentiloni come di "un ottimo nome per il Colle", Andrea Marcucci. Un profilo che secondo il senatore dem sarebbe in grado di unire "tutte le diverse sensibilità del Pd". E non solo: "Le persone equilibrate e di buon senso, come il commissario europeo, trovano sempre l'attenzione dovuta anche negli altri schieramenti", aggiunge. Insomma, Gentiloni potrebbe raccogliere consensi anche fuori dal Partito democratico. Carlo Calenda ha già fatto il suo nome, ora si sbilancia anche Marcucci e Matteo Renzi sembra puntare su di lui per rafforzarsi al Centro.

Senatore, l'incontro riservato tra Renzi e Gentiloni apre una nuova ipotesi sull'elezione del Presidente della Repubblica. Secondo lei quello di Gentiloni sarebbe un buon nome da spendere per il Quirinale?
"Paolo Gentiloni chiaramente sarebbe un ottimo nome per il Colle, potendo contare non solo su un ottimo curriculum nazionale, ma anche su un crescente prestigio internazionale in Europa e negli Stati Uniti. Detto questo, ricordo che i nomi buoni devono arrivare in prossimità del 18 gennaio, quando le Camere riunite inizieranno le votazioni".

Il Pd avrebbe problemi a sostenerlo?
"Gentiloni certamente unirebbe tutte le diverse sensibilità del Pd, su questo non c'è il minimo dubbio. Ma com'è noto, in questa legislatura, i nostri voti comunque non bastano".

È possibile un dialogo con il centrodestra sul nome di Gentiloni?
"Le persone equilibrate e di buon senso, come il commissario europeo, trovano sempre l'attenzione dovuta anche negli altri schieramenti. Paolo, anche quando in passato ha avuto deleghe molto delicate, penso al suo ministero delle Comunicazioni, ha sempre parlato con tutti, trovando soluzioni di sistema che si sono dimostrate molto efficaci".

Quella del commissario Ue all'Economia però è una candidatura che potrebbe spaccare l'attuale maggioranza. Quali gruppi secondo lei potrebbero ostacolarla?
"Per la prima volta dopo anni, arriviamo all'elezione del Capo dello Stato, in un quadro di sostanziale parità tra centrodestra e centrosinistra. In più dobbiamo tener presente anche la frammentazione di molti gruppi parlamentari. Tale contesto impone ai leader un confronto serrato e la ricerca di nomi che siano il più possibile al di sopra delle parti".

Non sarebbe arrivato il momento di eleggere una Presidente donna?
"E come se sarebbe il momento, sarebbe per tutto il Paese un segnale di svolta profondissimo per tutta la società, mondo del lavoro e politica compresi. Io sarei favorevolissimo a votare una donna".

È possibile un compromesso su Marta Cartabia?
"Ci sono tanti nomi di donne, esattamente come la guardasigilli, che sono all'altezza di essere elette Presidenti della Repubblica. Io spero che a gennaio esca il nome giusto".

Quella di Berlusconi è una candidatura che ha qualche possibilità di superare la prova dei numeri?
"Ho accennato prima all'esigenza di trovare persone che siano al di sopra delle parti. Non mi pare che il leader di Forza Italia, abbia, nel bene e nel male, queste caratteristiche".

Renzi inizialmente sembrava spingere su Pier Ferdinando Casini. Lei lo appoggerebbe?
"Il Presidente Casini, esattamente come Paolo Gentiloni, è una candidatura che potrebbe nascere e rafforzarsi nel dialogo tra gli schieramenti. Entrambi certamente avrebbero i requisiti giusti".

Perché il Pd non ha ancora tirato fuori un candidato unitario?
"Ho una certa esperienza di voti per il Quirinale ma questa volta vedo maggiori elementi di complessità. A Letta dico di evitare passi falsi, serve il continuo coinvolgimento dei gruppi parlamentari e la disponibilità totale al dialogo con tutti. I veti e le convenzioni ad escludere non vanno bene in questo periodo dell'anno".

Draghi lo vede meglio al Quirinale o a Palazzo Chigi?
"Draghi ha una tale autorevolezza, che certo non aspetta i miei consigli per decidere. Io lo vedo più a Palazzo Chigi e per come sta lavorando bene per l'Italia, mi augurerei anche un risultato elettorale nel '23, che gli consentisse di stare anche in futuro alla guida del governo".