Berlusconi attiva la rete per la scalata al Colle
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaUn briefing a Villa San Martino, qualche giorno fa. Un invito a colazione che Silvio Berlusconi ha rivolto a una stretta cerchia di fedelissimi e consiglieri di lunga data: Fedele Confalonieri, Gianni Letta, Antonio Tajani, i capigruppo Paolo Barelli e Anna Maria Bernini. L'occasione per fare il punto sull'ultima grande scommessa del Cavaliere: il Quirinale. Uno sprone ad attivare ogni relazione, fuori e dentro il Parlamento, e a coordinarsi. La strategia passa dal coinvolgimento più ampio possibile delle forze politiche, anche le più distanti. Attraverso una serie di segnali rassicuranti: il primo è arrivato con l'intervista del presidente di Forza Italia a Il Tempo, contenente la clamorosa apertura al reddito di cittadinanza caro ai grillini. La riprova più evidente delle mire dell'ex premier: del Colle, formalmente, Berlusconi non ne parla mai ma punta con determinazione all'obiettivo, convinto però che la sua non debba essere …
Un briefing a Villa San Martino, qualche giorno fa. Un invito a colazione che Silvio Berlusconi ha rivolto a una stretta cerchia di fedelissimi e consiglieri di lunga data: Fedele Confalonieri, Gianni Letta, Antonio Tajani, i capigruppo Paolo Barelli e Anna Maria Bernini. L'occasione per fare il punto sull'ultima grande scommessa del Cavaliere: il Quirinale. Uno sprone ad attivare ogni relazione, fuori e dentro il Parlamento, e a coordinarsi. La strategia passa dal coinvolgimento più ampio possibile delle forze politiche, anche le più distanti. Attraverso una serie di segnali rassicuranti: il primo è arrivato con l'intervista del presidente di Forza Italia a Il Tempo, contenente la clamorosa apertura al reddito di cittadinanza caro ai grillini. La riprova più evidente delle mire dell'ex premier: del Colle, formalmente, Berlusconi non ne parla mai ma punta con determinazione all'obiettivo, convinto però che la sua non debba essere una candidatura di bandiera del centrodestra. Sa che, alla quarta votazione nella quale basta la maggioranza assoluta dei grandi elettori (ovvero 505), può giocarsi le sue carte anche senza un accordo a largo raggio. Ma intende tentare la strada di una condivisione oltre frontiere fino a ieri inimmaginabili. Sia chiaro: è una prospettiva che buona parte del Parlamento continua a reputare utopica ("Ma ve l'immaginate la foto di Berlusconi capo di Stato dietro la scrivania di tutti i magistrati d'Italia?", scherzava ieri un deputato del Pd) epperò l'uomo è abituato a pensare in grande. E soprattutto ha una squadra di pontieri (autorizzati o no) che già sono al lavoro per la "last dance" del Capo, addirittuta sul soglio quirinalizio.
La presenza di Letta e Confalonieri, al vertice di Arcore, è significativa. Perché testimonia di una partecipazione al progetto di due figure storiche del mondo berlusconiano che venivano date per "scettiche" sull'assalto al Colle. L'ex sottosegretario alla presidenza del Consiglio, in particolare, ha un ruolo-chiave, visti i rapporti con il Pd e i 5S: Gianni Letta ha di recente partecipato, tra l'altro, alla festa di compleanno di Goffredo Bettini, con Conte, Zingaretti e Franceschini. Sul suo consigliere diplomatico per eccellenza Berlusconi punta molto per fare breccia negli ambienti dem, specie fra gli esponenti più moderati, agevolato dal fatto che Pd e Forza Italia sono due dei partner più convinti del governo Draghi. Quanto ai 5Stelle, autorevoli esponenti forzisti al Senato fanno sapere che è possibile trovare consensi anche lì: "Si muovono in ordine sparso".
Altri, fra generali e colonnelli delle truppe azzurre, si muovono in autonomia: Marcello Dell'Utri, ad esempio, ha fatto sapere di avere ottenuto un consenso di massimo da Matteo Renzi, e nello stesso modo si è espresso Gianfranco Micciché, fra le smentite del leader di Italia Viva. I fratelli minori del centrodestra, gli alleati di Coraggio Italia, attendono un segnale. Osvaldo Napoli, membro del direttivo, non sa se l'operazione andrà in porto ma vede una riedizione del patto del Nazareno: "E punta a soffiare a Renzi il ruolo di ago della bilancia nella corsa al Quirinale. Si dirà che Berlusconi lavora per sé, e c'è del vero. Ma lavora anche per non restare fuori dal tavolo di chi decide l'esito della corsa".
E poi c'è la vasta area grigia dei gruppi misti, quei cento parlamentari che potrebbero fare la differenza: "In questo caso l'opera di persuasione sarà fatta da deputati e senatori azzurri: e tutti ci muoveremo per strappare almeno un voto per Berlusconi", dice un'altra fonte di Fi, stavolta di governo.
Resta da verificare la solidità di un centrodestra che barcolla. Il Cavaliere non ha dubbi sulla lealtà di Salvini ed è stato attento nel sottolineare con parole dure l'esigenza di andare oltre la Fornero. Ma l'improvvisa benevolenza del leader forzista nei confronti del reddito di cittadinanza ha lasciato perplesso il segretario della Lega. Mentre con Fratelli d'Italia i rapporti sono diventati freddi, dopo l'uscita di Giorgia Meloni che ha detto di vedere Berlusconi non più interessato alla partita del Colle. Subito smentita da Forza Italia. Dopo il pranzo di Villa Grande, un mese fa, i tre alfieri della coalizione non si sono più rivisti. E un incontro non è previsto neppure questa settimana. Ma la scalata più difficile dell'ex presidente del Consiglio prosegue.