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Green Pass europeo: nella Ue i Paesi dell'est frenano, la raccomandazione slitta

Le proteste dei no-vax nei giorni scorsi a Bruxelles (ansa)
Nonostante la situazione della pandemia stia diventando sempre più grave, il provvedimento previsto per domani non sarà pronto prima di venerdì. Nella migliore delle ipotesi.
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BRUXELLES - La nuova raccomandazione sul Green Pass europeo slitta incredibilmente. Nonostante la situazione stia diventando sempre più grave, il provvedimento previsto per domani non sarà pronto prima di venerdì prossimo. Nella migliore delle ipotesi. Un ritardo determinato dalla Commissione ma anche dai disaccordi emersi tra gli Stati membri.

Tutto nasce dal contenuto della raccomandazione che si articola su tre punti: la durata, la terza dose e il cosiddetto "2G" per chi viene dai Paesi "rossi". Ossia con la più alta percentuale di contagi. E il "2G" sostanzialmente concede il Green Pass solo a vaccinati e guariti. Niente tampone. Pur essendo la racco…

BRUXELLES - La nuova raccomandazione sul Green Pass europeo slitta incredibilmente. Nonostante la situazione stia diventando sempre più grave, il provvedimento previsto per domani non sarà pronto prima di venerdì prossimo. Nella migliore delle ipotesi. Un ritardo determinato dalla Commissione ma anche dai disaccordi emersi tra gli Stati membri.

Tutto nasce dal contenuto della raccomandazione che si articola su tre punti: la durata, la terza dose e il cosiddetto "2G" per chi viene dai Paesi "rossi". Ossia con la più alta percentuale di contagi. E il "2G" sostanzialmente concede il Green Pass solo a vaccinati e guariti. Niente tampone. Pur essendo la raccomandazione non vincolante, il problema si sta aprendo con i Paesi dell'est. Come evidenzia l'Ecdc, l'istituto europeo di salute e prevenzione, esiste un nesso diretto tra livello di vaccini, contagi e decessi. L'Eu digital COVID Certificate, vale solo per i viaggi. Poi i singoli Paesi lo possono utilizzare per altre funzioni. Proprio per questo il timore di diversi Stati dell'Ue è cresciuto in queste ore. La bozza di testo infatti prevede la riduzione della durata a 9 mesi. Anche per uniformare le varie decisioni prese nell'Unione. Una sorta di richiamo a effettuare la terza dose per poter ottenere la proroga del "Pass" e soprattutto l'idea che per chi passa i confini da Paesi "rossi" come la Bulgaria o la Romania, possa farlo solo se pienamente vaccinato o guarito.

Principio che gli Stati dell'est contestano, invocando la libertà di circolazione. E questo mentre il Consiglio dei ministri degli Affari Europei ieri abbia invitato la Commissione a fare presto. Ad assumere provvedimenti per affrontare la nuova ondata del virus. Resta il fatto invece che Palazzo Berlaymont prende tempo. Il testo della raccomandazione è scomparso dall'agenda della riunione del Coreper (il comitato dei rappresentanti permanenti) di domani. La Motivazione ufficiale è quella di aspettare i nuovi dati dell'Ecdc. Proprio per valutare quante e quali siano le aree "rosse". Il risultato però è che tutto appare paralizzato. Nonostante l'acuirsi della crisi.