Suicidio assistito, favorevoli e contrari. Il dem Bazoli: "Ora la legge, siamo a buon punto". Binetti (Udc): "Intollerabile"
di Valeria Forgnone , di Valeria ForgnoneVia libera al suicidio medicalmente assistito in Italia. C'è un primo paziente, paralizzato dalle spalle ai piedi da 10 anni a causa di un incidente stradale, che ha vinto la sua battaglia. Ma sulla decisione del Comitato etico dell'Azienda sanitaria delle Marche, verificate tutte e quattro le condizioni essenziali dettate dalla 'sentenza Fabo-Cappatò della Corte Costituzionale nel 2019, il Parlamento si spacca tra favorevoli e contrari. I sostenitori schierati in prima fila come il dem Alfredo Bazoli, Giorgio Trizzino del Gruppo Misto e Gilda Sportiello del M5S, esultano. E in mattinata dalla seduta delle Commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera, dove hanno esaminato la proposta di legge su cui finora il centrodestra aveva fatto ostruzionismo bloccando la legge, spiegano: "Bene l'ok dall'Azienda sanitaria delle Marche che ha seguito le indicazioni date dalla Consulta. Noi continuamo a lavorare al testo base della proposta di legge sul…
Via libera al suicidio medicalmente assistito in Italia. C'è un primo paziente, paralizzato dalle spalle ai piedi da 10 anni a causa di un incidente stradale, che ha vinto la sua battaglia. Ma sulla decisione del Comitato etico dell'Azienda sanitaria delle Marche, verificate tutte e quattro le condizioni essenziali dettate dalla 'sentenza Fabo-Cappatò della Corte Costituzionale nel 2019, il Parlamento si spacca tra favorevoli e contrari. I sostenitori schierati in prima fila come il dem Alfredo Bazoli, Giorgio Trizzino del Gruppo Misto e Gilda Sportiello del M5S, esultano. E in mattinata dalla seduta delle Commissioni Giustizia e Affari sociali della Camera, dove hanno esaminato la proposta di legge su cui finora il centrodestra aveva fatto ostruzionismo bloccando la legge, spiegano: "Bene l'ok dall'Azienda sanitaria delle Marche che ha seguito le indicazioni date dalla Consulta. Noi continuamo a lavorare al testo base della proposta di legge sul suicidio assistito. Siamo a buon punto". Ma in Parlamento c'è anche chi annuncia battaglia, come la senatrice Udc, Paola Binetti: "È un suicidio su commissione, una inversione radicale della missione del medico. Questo è solo un primo passo per arrivare alla legge sull'eutanasia".
Così a poche ore dalla decisione del Comitato etico intervenuto sulla richiesta di Mario (nome di fantasia), paziente marchigiano tetraplegico, non mancano le reazioni politiche dal segno diametralmente opposto.
Tra i primi commenti positivi c'è quello di Alfredo Bazoli, deputato Pd di area cattolica e capogruppo in commissione Giustizia alla Camera, relatore insieme a Nicola Provenza (M5S) del testo base sul suicidio assistito, che assicura: "Il lavoro alla Camera prosegue. Stiamo per chiudere il nostro testo, occorre una legge che stabilisca le condizioni di intervento". Per Gilda Sportiello, capogruppo del Movimento 5 stelle in commissione Affari sociali, si tratta di un "avvenimento storico. La storia di Mario ci ricorda che troppe persone nel nostro Paese sono in attesa di una legge che garantisca loro il diritto all'autodeterminazione e il rispetto della dignità della persona e che riconosca la libertà di scegliere di poter porre fine alle proprie sofferenze con dignità e l'assistenza adeguata - osserva Sportiello - Su questo tema gli italiani hanno dimostrato di essere molto più avanti di chi li rappresenta in politica: il Parlamento si dimostri all'altezza delle aspettative e delle richieste degli italiani e colmi al più presto il vuoto normativo sul tema. Garantire un diritto è sempre un passo avanti per l'intero Paese".
Intanto, qualche passo in avanti c'è stato. Durante le Commissioni riunite i relatori alla proposta di legge sul suicidio assistito hanno accolto la richiesta del centrodestra di prevedere l'obiezione di coscienza per il personale sanitario. Roberto Turri della Lega e Antonio Palmieri di Fi hanno apprezzato l'apertura e hanno chiesto di non passare immediatamente ai voti, ma di lasciare un po' di tempo per analizzare il nuovo testo che scaturirebbe dagli emendamenti su cui i relatori hanno dato parere positivo. Richiesta accolta dai presidenti delle commissioni Giustizia e Affari sociali Mario Perantoni e Marialucia Lorefice, deputati M5S. "Abbiamo accolto e riformulato diversi emendamenti. Il testo che ne scaturisce è più puntuale e arricchito, grazie alle proposte di tutti i gruppi. Ed è migliorato grazie anche agli emendamenti del centrodestra, alcuni dei quali erano molto ragionevoli. Non ho l'ambizione di pretendere che si arrivi in aula con un voto unanime, ma almeno con un atteggiamento del centrodestra non drasticamente negativo, consapevole dell'accoglimento di molte sue richieste", conclude Bazoli, al termine della seduta delle commissioni Affari sociali e Giustizia della Camera. La proposta di legge è stata calendarizzata per il 29 novembre, dopo due rinviii. E il deputato radicale di Più Europa, Riccardo Magi, spera che l'arrivo del testo in Aula previsto per fine mese "non slitti ancora" perché "la latitanza di questo Parlamento ha fatto sì che Mario abbia dovuto affrontare non solo il calvario della malattia ma un ulteriore calvario giudiziario e burocratico. IOra nelle commissioni Giustizia e Affari sociali, con enorme ritardo, si inizia a votare il testo unificato sul tema. Non si tratta di fare preghiere ma appellarsi al rispetto della Costituzione affinché esca un testo che non imponga questo calvario, non esca una legge monca, un compromesso al ribasso, e anche l'ostruzionsimo deve fermarsi", osserva intervenendo in Aula della Camera.
Non è d'accordo con la decisione del Comitato etico la senatrice Udc Paola Binetti: "Non credo che si possa parlare di vittoria per nessuno e neppure che ci si possa rallegrare perché un uomo morirà, dal momento che la sua vita è diventata troppo faticosa. Questa non è l'affermazione della libertà di una persona che vuole morire, ma il fallimento di una società che non è stata in grado di prendersi cura di lui a 360 gradi. È una inversione radicale della missione del medico, nessuno deve sentirsi obbligato a fare una scelta del genere. E penso anche ai circa 70mila giovani che si iscrivono ogni anno alla facoltà di Medicina. Io dico no al suicidio assistito che precede l'eutanasia e si alle cure palliative".
Soddisfatto invece l'ex M5S Giorgio Trizzino, medico e tra i fondatori della Società italiana di cure palliative: "Mentre il Parlamento si trastulla con continui rinvii al voto della legge sul suicidio assistito, accampando pretesti sulla delicatezza del tema e per le 'inquietudinì delle coscienze di taluni, ecco che il Comitato etico dell'Asp di Ancona decide, dopo 12 mesi di valutazioni e di prolungate sofferenze di Mario, di consentirgli di accedere alla procedura della morte volontaria assistita. Adesso mi chiedo quanto dovrà ancora attendere Mario per dire basta e lasciare dietro la porta quelle atroci sofferenze? Ci saranno mani disposte ad aiutarlo? Noi intanto in Parlamento continuiamo a rinviare ogni decisione".
Emma Bonino, senatrice di Più Europa, sul tema del suicidio assistito spiega a La Stampa che "la situazione è questa: la legge non c'è, c'è una, anzi due sentenze della Corte, ma nessuna legge. Quindi per aiutare Mario io penso che bisogna trovare qualcuno che la applichi, intanto". Sulla stessa linea e dalla parte di Mario anche il senatore di Leu Francesco Laforgia: "La sentenza ha di fatto legalizzato questa forma di eutanasia, ma manca una legge sulla procedura da applicare. Mario però non dovrà attendere. Avendo vinto la sua battaglia, già nei prossimi giorni il comitato etico stabilirà la procedura da seguire per consentirgli, finalmente, di chiudere con la sofferenza che da anni lo tormenta. Il rispetto per la dignità delle persone viene prima di tutto".