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Giustizia, il Pd vuole cambiare la legge Severino: stop alla sospensione dopo il primo grado per gli amministratori locali

La responsabile Giustizia del Pd, Anna Rossomando 
Dopo la proposta di ridurre la portata dell'abuso d'ufficio nuovo passo del Pd per "proteggere" governatori, sindaci, assessori. Firmano big dei dem come Rossomando, Parrini, Mirabelli, Bazoli, Giorgis e Ceccanti. Il 18 novembre era stato condannato a 1 anno e 4 mesi e costretto a sospendersi il primo cittadino di Reggio Calabria Falcomatà 
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ROMA - Il Pd si schiera con gli amministratori locali. Un mese fa una proposta per eliminare quasi del tutto gli effetti dell'abuso d'ufficio. Adesso via anche gli articoli 8 e 11 del decreto legislativo Severino del 2012 che rendono obbligatoria la sospensione dalla carica per sindaci, governatori, assessori che abbiano subito una condanna in primo grado. A meno che non si tratti di reati gravi. 

A provocare l'ultima mossa sicuramente l'avvenuta sospensione del sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, che nel settembre 2020 ha vinto le elezioni guidando una coalizione di centrosinistra, e che è stato appena condannato a 1 anno e 4 mesi proprio per abuso d'ufficio per l'affidamento di palazzo Miramare a un'associazione guidata da un imprenditore che gli avrebbe concesso i suoi locali per la campagna elettorale. 

ROMA - Il Pd si schiera con gli amministratori locali. Un mese fa una proposta per eliminare quasi del tutto gli effetti dell'abuso d'ufficio. Adesso via anche gli articoli 8 e 11 del decreto legislativo Severino del 2012 che rendono obbligatoria la sospensione dalla carica per sindaci, governatori, assessori che abbiano subito una condanna in primo grado. A meno che non si tratti di reati gravi. 

A provocare l'ultima mossa sicuramente l'avvenuta sospensione del sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà, che nel settembre 2020 ha vinto le elezioni guidando una coalizione di centrosinistra, e che è stato appena condannato a 1 anno e 4 mesi proprio per abuso d'ufficio per l'affidamento di palazzo Miramare a un'associazione guidata da un imprenditore che gli avrebbe concesso i suoi locali per la campagna elettorale. 

Con nomi di spicco del Pd - tra i senatori la responsabile Giustizia Anna Rossomando, Dario Parrini, che ha firmato anche la proposta sull'abuso d'ufficio, Franco Mirabelli, e i deputati Alfredo Bazoli e Stefano Ceccanti e l’ex sottosegretario alla Giustizia Andrea Giorgis, oggi coordinatore del comitato riforme istituzionali del partito - ecco sul tavolo una mini legge di un solo articolo che però va letta in chiave filo sindaci e amministratori locali. Perché per il Pd, dopo una condanna in primo grado, quindi non definitiva, non è giusto sospenderli dalla carica, ma devono restare al loro posto, in attesa che si arrivi, se ci si arriva, al terzo grado di giudizio e quindi alla condanna definitiva.

In mezza pagina il Pd taglia corto su una questione - quella della sospensione degli amministratori locali - che ormai da nove anni è un vero tormentone. Perché chi vuole abrogare la norma sostiene che vi è un contrasto rispetto alla stessa legge Severino che impone la decadenza per uomini di governo e parlamentari italiani ed europei che però siano stati condannati in via definitiva a più di due anni. Fino a oggi polemiche e rimostranze non avevano sortito effetti, né erano riuscite a raggiungere l'obiettivo di cambiare le regole della legge firmata dall'ex ministro della Giustizia Paola Severino e dall'ex ministro per la Funzione pubblica Filippo Patroni Griffi.  

Il Pd adesso "ascolta" la voce dei sindaci. Scrive nella sua proposta che la legge Severino, "che intende far convergere anche il nostro Paese su rigorosi standard in materie comuni alle altre principali democrazie, appare ancora attuale". Proprio per questo i Dem sostengono che uno dei sei referendum radical-leghisti, per cui in Cassazione sono giunte solo le richieste dei Consigli regionali e non le firme raccolte dal partito di Salvini, che chiede l'abrogazione totale della legge Severino, "non appare convincente".

Ma secondo senatori e deputati Pd è "un dato obiettivo che le disposizioni contenute nel testo siano tra loro disomogenee". Proprio perché sono frutto di "una scelta ragionevole" quelle che riguardano la decadenza dei parlamentari italiani ed europei, mentre non lo sarebbero quelle sugli amministratori locali. "Sulla base della casistica degli ultimi anni - sostengono i Dem - è emerso un problema oggettivo di bilanciamento tra lotta all'illegalità da una parte e salvaguardia dell'efficienza e della stabilità delle amministrazioni dall'altra". 

Sospesi dopo la condanna di primo grado, in alcuni casi gli amministratori locali hanno ottenuto un'assoluzione in Appello. Da qui la richiesta del Pd, che sicuramente farà discutere proprio in vista del referendum, di cercare "un opportuno e nuovo bilanciamento che rispetti parimenti le esigenze di legalità e il principio di garanzia costituzionale di cui all'articolo 27 della Costituzione". Quello che recita al secondo comma: "L'imputato non è considerato colpevole sino alla condanna definitiva". C'è da dire che la legge Severino, fino a oggi, è sempre uscita indenne dai pur numerosi ricorsi presentati davanti alla Corte costituzionale.