✕

M5S, torna Grillo e dileggia Conte: “Specialista in penultimatum”

Ascolta l'audio

Durante un convegno il fondatore ironizza sulla gestione del caso Rai da parte del leader 5S. La replica: “Ha un’idea non ortodossa della comunicazione”
2 minuti di lettura

MILANO - Il registro è un po’ quello di sempre, fatto di battute, di gag, ma il significato politico c’è tutto e infatti nel giro di pochi minuti nel M5S non si parla d’altro: Beppe Grillo che pubblicamente ironizza e affonda le scelte di Giuseppe Conte. Incontro pubblico alla Camera organizzata dal Movimento sulle comunità energetiche, oltre al presidente dei 5 Stelle ci sono i capigruppo di Camera e Senato, il ministro Stefano Patuanelli, è ospite il collega alla Transizione ecologica Roberto Cingolani; quando è il suo momento il fondatore si collega da remoto ed esordisce così: "Ah bene, vedo che c’è la stampa, Conte è un gentleman, non riesce a dare degli ultimatum, è uno dei più grandi specialisti di penultimatum che abbiamo visto...". Il riferimento è al boicottaggio di trasmissioni e tg Rai annunciato la settimana scorsa dopo le nuove nomine da Conte, nomine che non av…

MILANO - Il registro è un po’ quello di sempre, fatto di battute, di gag, ma il significato politico c’è tutto e infatti nel giro di pochi minuti nel M5S non si parla d’altro: Beppe Grillo che pubblicamente ironizza e affonda le scelte di Giuseppe Conte. Incontro pubblico alla Camera organizzata dal Movimento sulle comunità energetiche, oltre al presidente dei 5 Stelle ci sono i capigruppo di Camera e Senato, il ministro Stefano Patuanelli, è ospite il collega alla Transizione ecologica Roberto Cingolani; quando è il suo momento il fondatore si collega da remoto ed esordisce così: "Ah bene, vedo che c’è la stampa, Conte è un gentleman, non riesce a dare degli ultimatum, è uno dei più grandi specialisti di penultimatum che abbiamo visto...". Il riferimento è al boicottaggio di trasmissioni e tg Rai annunciato la settimana scorsa dopo le nuove nomine da Conte, nomine che non avevano accontentato i desiderata del M5S, e al parziale dietrofont dello stesso Conte anticipato qualche ora prima. Quando aveva spiegato che non si tratta(va) di un abbandono eterno alla tv pubblica, ma semplicemente di "un segnale mandato per ottenere un chiarimento".


Ma al di là della faccenda Rai in sé, col suo sarcasmo il fondatore del M5S — il quale non prendeva parola pubblicamente da settimane — dà voce a scontentezze e incomprensioni diffuse per i metodi decisionali considerati poco collegiali del presidente. Come appunto sulla decisione di boicottare la televisione di Stato. "Nessun screzio con Grillo, si sa che lui ha una comunicazione poco ortodossa. Lo abbiamo deciso tutti insieme di reagire così, decideremo tutti insieme quando tornare", è stata la replica di Conte in conferenza stampa. "Balle, in diversi glielo avevano sconsigliato, proprio perché poi si sarebbe dovuti per forza tornare indietro, e invece...", racconta un esponente del partito.


Star fuori dai telegiornali, dagli approfondimenti e dai talk show politici nella tv pubblica in una fase delicatissima, tra legge di bilancio e partita quirinalizia. Ovvero: far mancare la propria voce e aumentare gli spazi per gli altri. Anche perché non è più il M5S anti-sistema che poteva farsi vanto di non calcare gli studi televisivi, per non mischiarsi con la “vecchia politica”. Già appena un attimo dopo la reazione di pancia dell’ex presidente del Consiglio di mercoledì scorso, si era capito che si sarebbe dovuto fare un dietrofront poco onorevole.

Giustificandolo come? Con “era tutto uno scherzo”? "Non siamo contro il servizio pubblico, dobbiamo contestualizzare anche le decisioni", dice Conte. Poi c’è la questione (correlata allo sgambetto Rai) del relatore sulla manovra da individuare entro oggi. Conte difende a spada tratta la richiesta di affidare il compito al 5 Stelle Daniele Pesco, che è presidente della commissione Bilancio e in virtù del ruolo ha la possibilità di avocare a sé il ruolo. Dopo i primi propositi di andar dritti sul nome unico, la mediazione proposta dal M5S era quello di individuare tre relatori: oltre a Pesco, un nome del centrosinistra (Vasco Errani di Leu, gradito anche al Pd) e un altro di centrodestra. Opzione che avrebbe la controindicazione di complicare i lavori. Quindi si potrebbe scegliere per due relatori, uno per l’area progressista e un altro per la destra.


La navigazione di Conte nelle acque agitate del Movimento (situazione che a dire il vero accomuna un po’ tutti i partiti, lo snodo del Quirinale aumenta le tensioni) è insomma difficoltosa, il tentativo di evitare i possibili scogli è in corso: alla Camera ad esempio la nomina del nuovo capogruppo sta per concludersi con la pace, infatti dovrebbe restare Davide Crippa con la benedizione del presidente. Troppo rischioso andare alla conta, quanto era avvenuto al Senato con il supercontiano Ettore Licheri bocciato lo aveva dimostrato. A breve intanto sul sito del M5S si voterà la nuova organizzazione interna, coi vicepresidenti e i responsabili di dipartimento. Parola insomma agli iscritti, che potranno però solo dire sì o no ad una lista precompilata.