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Ue, salta il patto socialisti-Ppe, Sassoli punta a restare presidente del Parlamento e si gioca la carta Macron

David Sassoli (ansa)
Aperta la corsa per la poltrona più alta di Strasburgo che si deciderà il prossimo gennaio. Lo scontro Pse-Ppe impone di trovare altri supporter e qui diventa determinante il presidente francese che incontrerà la prossima settimana per avere il sostegno dei liberali
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BRUXELLES - La strada per la conferma alla presidenza del Parlamento europeo passa per Parigi. David Sassoli punta a giocare la carta Macron. Da ieri infatti è formalmente aperta la corsa per la poltrona più alta di Strasburgo che si deciderà il prossimo gennaio. Si tratta del check di metà mandato. Ma è pur sempre una vera e propria elezione. Gli accordi di iniziò legislatura prevedevano la staffetta tra un socialista e un popolare. Ma ieri il gruppo S&D ha dato la disdetta a quell'intesa. Il mondo nel frattempo è cambiato, il Ppe ha perso decisamente terreno in Europa, non guida nessuno degli Stati Ue a cominciare dalla Germania, e secondo il Pse non ha rispettato gli accordi del 2019: perché si è tenuto anche la casella della vicepresidenza più importante - Dombrovskis - e la presidenza dell'Eurogruppo. I socialisti hanno invece conquistato terreno. I rapporti di forza sono invertiti. Quindi, a g…

BRUXELLES - La strada per la conferma alla presidenza del Parlamento europeo passa per Parigi. David Sassoli punta a giocare la carta Macron. Da ieri infatti è formalmente aperta la corsa per la poltrona più alta di Strasburgo che si deciderà il prossimo gennaio. Si tratta del check di metà mandato. Ma è pur sempre una vera e propria elezione. Gli accordi di iniziò legislatura prevedevano la staffetta tra un socialista e un popolare. Ma ieri il gruppo S&D ha dato la disdetta a quell'intesa. Il mondo nel frattempo è cambiato, il Ppe ha perso decisamente terreno in Europa, non guida nessuno degli Stati Ue a cominciare dalla Germania, e secondo il Pse non ha rispettato gli accordi del 2019: perché si è tenuto anche la casella della vicepresidenza più importante - Dombrovskis - e la presidenza dell'Eurogruppo. I socialisti hanno invece conquistato terreno. I rapporti di forza sono invertiti. Quindi, a gennaio i socialisti non voteranno un popolare al posto di Sassoli.

Questo è il primo passo per la ricandidatura ufficiale dell'esponente italiano. Che di fatto da ieri si era messo in corsa. "Sono a disposizione del gruppo", ha detto. Sostenuto da uno dei pesi massimi del Pse, il commissario olandese Timmermans. Lo scontro Pse-Ppe impone a Sassoli di trovare altri supporter: i liberali e i Verdi. E per convivere i primi serve l'aiuto del presidente francese Macron. Il presidente del Parlamento ha già avuto dei contatti informali e potrebbe aver già convinto l'Eliseo ad appoggiarlo. Non a caso la prossima settimana Sassoli e Macron parteciperanno insieme, sempre qui a Strasburgo, ad una cerimonia per ricordare Valerie Giscard d'Estaing. Lì ci dovrebbe essere il disco verde dei liberali. Da sostanziare al consiglio europeo di dicembre. Anche perché Macron in questa partita ha un interesse prevalente: confermare alla presidenza del consiglio europeo il belga Michel. È la via migliore è non modificare nessuno degli attuali equilibri.

Oggi pomeriggio anche il Ppe farà la sua mossa. Eleggerà il suo candidato. Anzi, probabilmente la sua candidata: la maltese Roberta Metsola. Anche se la sua corsa è insidiata da un'altra donna: l'olandese De Lange. Resta il fatto che i popolari punteranno tutto sulla carta femminile, cui il Parlamento europeo è particolarmente attento. Addirittura oggi si presenterà a Strasburgo anche Silvio Berlusconi per partecipare alla scelta della candidata. Sebbene la presenza del Cavaliere sia legata alla sua personalissima campagna elettorale per il Quirinale. Anche per il leader di Forza Italia le aspirazioni presidenziali passano per l'Unione europea.