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La Lega nuova di Fedriga. Rabbia No Vax sui social: "Salvini sei un traditore"

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Il governatore del Friuli Venezia-Giulia guida la svolta a favore dei vaccini. Saltano i congressi locali a dicembre: troppi delegati senza Super Green Pass
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ROMA - Per capire fino a che punto si è spinta la Lega dei governatori, e quanto sia distante dalle intemperanze salviniane dell'estate, basta dare un'occhiata a quanto sta facendo Massimiliano Fedriga in Friuli Venezia Giulia: ha in cantiere un provvedimento che addirittura anticipa il Super Green pass. Non dal 6 dicembre, come nel resto d'Italia, ma da lunedì prossimo. Soluzione necessaria, per evitare che il passaggio in zona gialla, figlio dei contagi in aumento a Trieste e dintorni, blocchi tutte le attività. Ma anche un segnale politico di un partito che cambia, più attento alle esigenze delle categorie produttive e meno alle istanze dei No vax cui fino a qualche settimana fa si è mostrato particolarmente sensibile il segretario.

In qualche modo, il passaggio in cdm dell'ultima stretta contro chi non si immunizza segna una svolta: Fedriga, come presidente della conferenza delle Regioni, ha spinto perché le penalizzazioni…

ROMA - Per capire fino a che punto si è spinta la Lega dei governatori, e quanto sia distante dalle intemperanze salviniane dell'estate, basta dare un'occhiata a quanto sta facendo Massimiliano Fedriga in Friuli Venezia Giulia: ha in cantiere un provvedimento che addirittura anticipa il Super Green pass. Non dal 6 dicembre, come nel resto d'Italia, ma da lunedì prossimo. Soluzione necessaria, per evitare che il passaggio in zona gialla, figlio dei contagi in aumento a Trieste e dintorni, blocchi tutte le attività. Ma anche un segnale politico di un partito che cambia, più attento alle esigenze delle categorie produttive e meno alle istanze dei No vax cui fino a qualche settimana fa si è mostrato particolarmente sensibile il segretario.

In qualche modo, il passaggio in cdm dell'ultima stretta contro chi non si immunizza segna una svolta: Fedriga, come presidente della conferenza delle Regioni, ha spinto perché le penalizzazioni delle zone gialle, arancioni e rosse non toccassero i vaccinati, ponendosi anche come punto di riferimento del governo. E attirandosi nemici sul fronte contrario: ieri una minaccia di morte su un muro di Osoppo (Udine) ha provocato un muro trasversale di solidarietà. Con il suo stile soft, felpato, il "leghista più democristiano" (copyright di Bruno Tabacci che la Dc l'ha conosciuta bene) sta interpretando la nuova fase del Carroccio: Salvini, da tempo, non rumoreggia più e anzi ha sposato la tattica della condivisione preventiva con i governatori, onde evitare strappi visibili. Ora, è vero che la soluzione finale adottata dal Consiglio dei ministri - restrizioni per i non vaccinati anche in zona bianca - ha spiazzato lo stesso presidente del Friuli, e irritato un po' tutti nella Lega, persino Giancarlo Giorgetti, il ministro più vicino a Draghi che pure era pronto persino a disertare la riunione del governo. Però dalla partita del Super Green Pass esce un Carroccio che viaggia sui binari istituzionali, anche per effetto del peso esercitato dala Regioni e dal "pontiere" Fedriga. Cui Salvini, rimasto in silenzio, ha lasciato il compito di illustrare la linea leghista e smentire frizioni interne.

Rimanere, nell'immaginario collettivo, il partito dei No Vax non conveniva più a nessuno, in primis a Salvini, anche se nella Lega non mancano le preoccupazioni per proteste e tensioni sociali che l'irrigidimento delle norme potrebbe produrre. E non manca la preoccupazione, ai vertici di via Bellerio, che gli interrogativi di chi non condivide la decisione del governo possano essere fatti propri dai "rivali" di Fratelli d'Italia. Anche perché il profilo Facebook di Salvini, da mercoledì sera, è zeppo di messaggi di nemici del Green pass che gli rimproverano il "voltafaccia". Fra chi dice che il Capitano "si è abbassato i pantaloni davanti a Draghi" e chi gli rinfaccia le frasi di luglio: "Vaccino o tampone per entrare in bar e ristoranti: ma non scherziamo..". E ancora: "Dopo trent'anni non voterò più Lega". "Continuando così finirete al tre per cento".

Il fatto è che la Lega è ormai costretta lungo un binario che porterà all'elezione del nuovo Capo dello Stato: "Fino a quel momento tutti uniti e compatti", è il diktat e in questo senso l'annullamento del "congresso" romano dell'11 e 12 dicembre, che sarebbe dovuto servire a ridefinire o sancire la linea, congela il dibattito interno. L'assemblea salta per evitare di creare nuovi cluster in un momento in cui la curva è in risalita ma anche perché non tutti nella Lega hanno - o vogliono fare - il Super Green Pass. E questo particolare la dice lunga su come, intorno all'argomento Covid e vaccini, rimangano sensibilità profondamente diverse nella Lega. "Ma come si fa a vietare di entrare in un posto pubblico a chi ha fatto un tampone ed è risultato negativo? Una follia", diceva ieri un deputato di peso che rimane anonimo per non violare l'embargo imposto in queste ore.

Il Carroccio rimane in una posizione di stallo: perché - sempre a causa della paura di moltiplicare i contagi - ora sono a rischio anche i già annunciati congressi territoriali, che dovrebbero essere convocati dal primo dicembre al 15 gennaio, e che rappresentano una richiesta esplicita della base, dentro un partito che oggi è commissariato a tutti i livelli.