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M5S, Turco: "Difficile Draghi al Colle, la stabilità viene prima di tutto. Grillo? Da lui solo battute e colore"

Giuseppe Conte e Mario Turco (agf)
Il vicepresidente del Movimento: "Dopo il voto sul Quirinale decideremo sul limite dei due mandati. Bisogna trovare un equilibrio tra regole storiche e necessità di innovazione"  
2 minuti di lettura

MILANO - Mario Turco, la partita Quirinale si avvicina, che metodo di lavoro vi state dando?
"La nostra bussola è l'interesse del Paese. Sosteniamo con responsabilità questo governo per la grave crisi pandemica ed economica che stiamo vivendo. Visto l'aggravarsi della situazione sanitaria, occorre che questa legislatura arrivi senza interruzioni fino al 2023. La stabilità è fondamentale. Affrontiamo la riforma fiscale, la legge di bilancio e poi tutte le forze politiche trovino una convergenza comune".

Se la stabilità è il principale obiettivo, allora Draghi al Quirinale è una opzione che si allontana.
"Beh, formare un nuovo esecutivo significa rallentare tutte le attività in atto, come avvenne con la caduta del Conte bis, tra cui la realizzazione del Pnrr e le tante riforme collegate. Comunque verso Draghi non abbiamo nessuna preclusione".

MILANO - Mario Turco, la partita Quirinale si avvicina, che metodo di lavoro vi state dando?
"La nostra bussola è l'interesse del Paese. Sosteniamo con responsabilità questo governo per la grave crisi pandemica ed economica che stiamo vivendo. Visto l'aggravarsi della situazione sanitaria, occorre che questa legislatura arrivi senza interruzioni fino al 2023. La stabilità è fondamentale. Affrontiamo la riforma fiscale, la legge di bilancio e poi tutte le forze politiche trovino una convergenza comune".

Se la stabilità è il principale obiettivo, allora Draghi al Quirinale è una opzione che si allontana.
"Beh, formare un nuovo esecutivo significa rallentare tutte le attività in atto, come avvenne con la caduta del Conte bis, tra cui la realizzazione del Pnrr e le tante riforme collegate. Comunque verso Draghi non abbiamo nessuna preclusione".

Sulla questione Rai, si dice che lei abbia gestito le trattative...
"Assolutamente no".

Comunque, è stato giusto decidere per il boicottaggio?
"Credo che sia stato giusto in quel momento segnalare ai cittadini la situazione in cui ci siamo trovati, anche in modo forte. E come noi lo hanno fatto Usigrai, vari cdr dei giornali Rai e una parte del cda. Con la nostra protesta abbiamo favorito la discussione nel Paese e in commissione di Vigilanza Rai".

Quando sarete pronti a tornare indietro?
"Vediamo cosa succederà e attendiamo ancora alcuni chiarimenti. Abbiamo da tempo in Parlamento il nostro progetto di riforma fermo, su cui sarebbe opportuno discutere. Saremo sempre favorevoli ad una Rai pubblica, sostenibile sul mercato, gestita in trasparenza e in piena autonomia, senza condizionamenti esterni da alcuna forza politica".

Il M5S non risale nei sondaggi neanche con Conte, perché?
"Il gradimento personale di Conte cresce, crediamo che questo possa produrre nuovi consensi appena avremo finito la riorganizzazione. In questi anni si sono portati a casa tanti risultati e si è comunicato poco, a differenza di altri non siamo in campagna permanente".

Grillo martedì però ha fulminato Conte, non percepisce sfiducia?
"La presenza di Grillo arricchisce il M5S. Il suo acume e le sue visioni sono un valore aggiunto. Le sue battute e il colore le accogliamo in senso positivo e contestualizziamo".

Quando affronterete il capitolo due mandati?
"Dopo il nuovo organigramma e la nomina del capo dello Stato".

Idee ne ha in merito?
"No, anche se chiaramente va trovato un giusto equilibrio tra una posizione storica e un M5S che cambia, si trasforma. La decisione ultima sarà rimessa agli iscritti".

Renzi sarà nel centrosinistra?
"Abbiamo lavorato bene con Pd e Leu, il centrosinistra è quello. Questione morale ed etica pubblica sono centrali per noi e Iv stessa va verso i sovranisti. Contano i temi, il salario minimo ad esempio è una nostra proposta che ha il via libera del Parlamento Ue per una direttiva comune tra gli Stati membri: vediamo chi ci sta".