"Silvia inattendibile", Grillo punta a screditare la vittima della violenza
dal nostro inviato Giuseppe Filetto , dal nostro inviato Giuseppe FilettoTEMPIO PAUSANIA - Se la gioca tutta Beppe Grillo. Senza scrupoli. Nel tentativo di difendere il figlio Ciro e i suoi tre amici (Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria) dalle accuse di stupro di gruppo a danno di Silvia e di violenza sessuale nei confronti di Roberta. Le due ragazze (nomi di fantasia) di Milano nell'estate 2019 erano in vacanza in Sardegna e passarono la notte del 17 luglio nella villetta di Cala di Volpe in uso ai Grillo. Qui, secondo le denunce della prima ragazza e le indagini della Procura di Tempio Pausania, sarebbero stati consumati i reati. Ebbene, il fondatore del M5S "ha ingaggiato" una psicologa forense per screditare Silvia, demolire i suoi racconti e minare la sua attendibilità: Lucia Tattoli, laurea alla Sapienza, master in Criminologia e Scienze psichiatrico-forensi a Genova, perfezionamento in Valutazione del danno psicopatologico, condotte criminali al Dipartimento di Psicologia investigativa di Parma.
TEMPIO PAUSANIA - Se la gioca tutta Beppe Grillo. Senza scrupoli. Nel tentativo di difendere il figlio Ciro e i suoi tre amici (Edoardo Capitta, Francesco Corsiglia e Vittorio Lauria) dalle accuse di stupro di gruppo a danno di Silvia e di violenza sessuale nei confronti di Roberta. Le due ragazze (nomi di fantasia) di Milano nell'estate 2019 erano in vacanza in Sardegna e passarono la notte del 17 luglio nella villetta di Cala di Volpe in uso ai Grillo. Qui, secondo le denunce della prima ragazza e le indagini della Procura di Tempio Pausania, sarebbero stati consumati i reati. Ebbene, il fondatore del M5S "ha ingaggiato" una psicologa forense per screditare Silvia, demolire i suoi racconti e minare la sua attendibilità: Lucia Tattoli, laurea alla Sapienza, master in Criminologia e Scienze psichiatrico-forensi a Genova, perfezionamento in Valutazione del danno psicopatologico, condotte criminali al Dipartimento di Psicologia investigativa di Parma.
L'esperta ha stilato una perizia, scavando nel passato di Silvia, nelle sue frequentazioni milanesi, persino nella "fragile personalità". Con una declinazione psicologica, con la quale evidenzia "le tante contraddizioni nelle denunce". Ha studiato i movimenti di Silvia, attraverso foto e video prodotti dagli stessi 4 giovani che avrebbero abusato della ragazza: prima Corsiglia da solo, poi gli altri in gruppo. Anche se sostengono che si è trattato di rapporti sessuali consenzienti. La psicologa avrebbe analizzato le chat: "In quel posto non posso andare perché sanno tutto di me...". Eppoi, "quella si è fatta...". Per offuscare il passato della ragazza. Quello che l'ex comico aveva chiesto la scorsa primavera. Anche se si era dovuto scontrare con il parere contrario di alcuni difensori. Il collegio è costituito da Romano Raimondo, Andrea Vernazza, Gennaro Velle, Enrico Grillo (cugino di Beppe), Ernesto Monteverde e Mariano Mameli.
Adesso, la perizia è molto avanti, pronta per essere depositata, ma al processo. Gli avvocati la ritengono "asso nella manica". Anche se ciò in tribunale (prima udienza il 16 marzo) dovrà misurarsi con la perizia del professore Enrico Marinelli della Sapienza, specialista in medicina legale, incaricato dai genitori di Silvia e dal loro avvocato, la senatrice leghista Giulia Bongiorno. La ragazza ha dichiarato al procuratore di Tempio, Gregorio Capasso, di ricordare solo i primi minuti del rapporto di gruppo e di essersi risvegliata con un vuoto di memoria. La consulenza medico-legale già depositata al gip, arriva alla conclusione che imputa all'alcool la perdita di coscienza, ma non esclude l'uso della cosiddetta "droga dello stupro". Marinelli stima in 1.08 grammi/litro il tasso alcolemico nel sangue di Silvia, che dopo la serata al Billionaire - insieme a Roberta (avvocato Vinicio Nardo), parte lesa nel processo per alcune foto oscene scattate a sua insaputa - aveva bevuto a casa di Grillo Junior un quarto di bottiglia di vodka e lemonsoda. Il medico-legale scrive: "Il tasso era tale da compromettere fortemente le capacità cognitive e di autodeterminazione".
Su questo valore di alcolemia, assume un ruolo determinante la controperizia stilata da Marco Salvi, incaricato anche lui da Grillo e dagli altri imputati. Il medico-legale in passato si è occupato del serial killer Donato Bilancia, della morte di Carlo Giuliani durante il G8. Per Salvi l'ipotesi della droga "non è suffragata da alcuna prova". Prende per buono il tasso di alcool calcolato da Marinelli, ma sostiene che con questa dose non si entra in blackout alcolico. E le foto e i video documenterebbero che "la studentessa si regge sulle sue gambe".