I morti sul lavoro nel 2021 oltre quota mille. Ecco i volti della strage
di Marco Patucchi , di Marco PatucchiMille. Anzi, oltre mille. Il bollettino del “crimine di pace” dei caduti del lavoro segna un altro tassello che dovrebbe pesare sulla coscienza dell’intera società italiana. Politica, istituzioni, imprese, sindacati. Mimetizzato da quasi due anni di emergenza Covid, il metronomo degli incidenti ha continuato con il suo ritmo inesorabile: tra gennaio e ottobre le denunce all’Inail di decessi sul lavoro hanno superato appunto la soglia dei mille casi. Per l'esattezza 1.017 (-1,8%) e considerando che per il bilancio annuale mancano ancora i numeri di novembre e quelli (futuri) di dicembre, il 2021 continua a navigare ad alta velocità di rotta (nel 2020 i morti a fine anno sono stati 1280), con la compensazione tra minori casi per lo stop delle attività nel lockdown e aumento di quelli nella sanità. Insomma, una impietosa andatura di oltre 3 decessi al giorno, uno ogni 8 ore.
Mille. Anzi, oltre mille. Il bollettino del “crimine di pace” dei caduti del lavoro segna un altro tassello che dovrebbe pesare sulla coscienza dell’intera società italiana. Politica, istituzioni, imprese, sindacati. Mimetizzato da quasi due anni di emergenza Covid, il metronomo degli incidenti ha continuato con il suo ritmo inesorabile: tra gennaio e ottobre le denunce all’Inail di decessi sul lavoro hanno superato appunto la soglia dei mille casi. Per l'esattezza 1.017 (-1,8%) e considerando che per il bilancio annuale mancano ancora i numeri di novembre e quelli (futuri) di dicembre, il 2021 continua a navigare ad alta velocità di rotta (nel 2020 i morti a fine anno sono stati 1280), con la compensazione tra minori casi per lo stop delle attività nel lockdown e aumento di quelli nella sanità. Insomma, una impietosa andatura di oltre 3 decessi al giorno, uno ogni 8 ore.
E se si considerano gli infortuni non mortali, il ritmo è altrettanto impressionante: uno ogni 50 secondi. Le denunce di incidenti totali presentate all'istituto sono state infatti 448.110 (+6,3% rispetto allo stesso periodo del 2020). In aumento le patologie di origine professionale, 45.395 (+24,0%).
I dati, però, trasformano vite spezzate in statistica, cercando di misurare l’incommensurabile. Per questo la Spoon River dei morti sul lavoro (che Repubblica racconta quotidianamente sul sito) è un monito, un memento a chi deve intervenire per porre fine ad un’emergenza insopportabile. Il governo, a onor del vero, lo ha fatto: con il decreto che rafforza poteri e dotazioni dell’Ispettorato nazionale del lavoro e inasprisce le sanzioni alle imprese; con la obbligatorietà della Durc, cioè la valutazione di congruità per le aziende edili.
Ma ovviamente non può bastare, perché restano da vincere le resistenze burocratiche che rendono inapplicabili le norme, così come le “gelosie” tra poteri in campo (Ispettorato, Regioni con le Asl, Inail, Inps) che, per dire, non rendono possibile la creazione di una banca dati unica sulla sicurezza del lavoro.
"Se io ho 42 ispettori del lavoro in ufficio a Reggio Calabria — ha raccontato Bruno Giordano, direttore dell’Ispettorato nazionale — e le Asl ne hanno invece 10 tra Reggio, Palmi e Locri, perché non devo poter mettere a disposizione delle Asl i miei ispettori?". E ancora: in Italia gli operai edili over 60 sono costretti ad arrampicarsi sui ponteggi dei cantieri perché, tra intermittenza dei contratti e lavoro nero, non riescono a raggiungere i contributi per la pensione. O se la raggiungono è troppo bassa. Così il boom dei cantieri per i vari bonus edilizi, ha fatto aumentare in misura esponenziale gli incidenti dei muratori “anziani”.
L’ex ministro del Lavoro, Cesare Damiano, ha chiesto al governo di abbassare da 36 a 30 gli anni minimi di contribuzione per la pensione degli edili, ma non c’è stata risposta. "Un infortunio non è solo un danno alla persona — dice Giordano — ma anche allo Stato. Abbiamo spese legali, previdenziali, sanitarie, giudiziarie. Tutto questo rappresenta almeno il 3% del Pil. Riceviamo ogni giorno segnalazioni di morti sul lavoro, soprattutto tra le 11 e le 15. In quelle ore ho paura a guardare whatsapp".
Morire di lavoro: il dossier completo
Repubblica dedica uno spazio fisso alle morti sul lavoro. Sul nostro sito il racconto delle vite di ciascuna vittima. Vite invisibili e dimenticate. Morire di lavoro vuole essere un memento ininterrotto rivolto a istituzioni e politica fino a quando avrà termine questa strage.