Morisi comprò la droga. Per il pm è reato tenue. Si va verso l’archiviazione
di Giuliano Foschini e Fabio Tonacci , di Giuliano Foschini e Fabio TonacciLuca Morisi ha acquistato e consumato cocaina nel festino organizzato il 14 agosto scorso, a casa sua a Belfiore, in provincia di Verona. Lo ha fatto insieme con i due ragazzi romeni che aveva invitato, e pagato, per partecipare alla serata: sono stati loro a portare, però, nella barchessa di Palazzo Moneta la droga dello stupro. "Il fatto sussiste ma è da considerarsi particolarmente tenue, vista la modica quantità di stupefacente e il contesto in cui avvenuto, un incontro sessuale in cui tutti erano d’accordo a consumare droga" spiegano gli inquirenti. Che per questo chiederanno nei prossimi giorni l’archiviazione per Morisi e per uno dei ragazzi, che erano tutti accusati di cessione di sostanze stupefacenti.
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Luca Morisi ha acquistato e consumato cocaina nel festino organizzato il 14 agosto scorso, a casa sua a Belfiore, in provincia di Verona. Lo ha fatto insieme con i due ragazzi romeni che aveva invitato, e pagato, per partecipare alla serata: sono stati loro a portare, però, nella barchessa di Palazzo Moneta la droga dello stupro. "Il fatto sussiste ma è da considerarsi particolarmente tenue, vista la modica quantità di stupefacente e il contesto in cui avvenuto, un incontro sessuale in cui tutti erano d’accordo a consumare droga" spiegano gli inquirenti. Che per questo chiederanno nei prossimi giorni l’archiviazione per Morisi e per uno dei ragazzi, che erano tutti accusati di cessione di sostanze stupefacenti.
La richiesta verrà depositata nei prossimi giorni dalla procuratrice Angela Barbagallo e dal pm Stefano Aresu sul tavolo del gip della procura di Verona al termine di quattro mesi di indagini semplici ma rese molto complesse dall’eco mediatica che il fatto ha avuto. L’ormai ex spin doctor di Salvini aveva lasciato improvvisamente, a fine agosto, tutti i suoi ruoli nella Lega senza parlare dell’indagine penale ma soltanto facendo riferimento a "problemi personali".
Soltanto la notizia pubblicata da Repubblica aveva fatto emergere l’esistenza dell’inchiesta. Che, però, si muoveva in un campo poco chiaro. Per mettere in ordine le cose è stato necessario ascoltare i tre protagonisti e analizzare le chat presenti sui telefonini degli indagati: così è stato possibile accertare che uno dei ragazzi romeni aveva mentito. Era stato lui a chiedere l’intervento dei Carabinieri, "in evidente stato confusionale". E a raccontare di aver ricevuto la boccetta di Ghb da Morisi. Quella boccetta l’avevano portata loro. Morisi aveva comprato la cocaina (a casa sua, al termine del festino, erano stati ritrovati 0,38 grammi in una bustina di nylon, più tracce in alcuni piatti, e una banconota arrotolata). Era emersa la possibilità anche che il dirigente della Lega potesse essere stato ricattato o vittima di un complotto: le indagini hanno escluso entrambe le circostanze, anche sulla base delle dichiarazioni dello stesso Morisi.
La partita giudiziaria si potrebbe quindi a breve chiudere. L’ultima parola spetta al gip. Ma è la stessa difesa di Morisi che potrebbe opporsi all’archiviazione: la formula della "tenuità del fatto" lascia aperti due problemi. Il primo è di tipo amministrativo: la Prefettura, chiusa l’indagine penale, porterà avanti il procedimento previsto per chi viene trovato in possesso di droga, seppur per uso personale.
Il secondo è politica: in questi mesi dalla Lega hanno gridato spesso al martirio per quanto accaduto a Morisi. Come se l’indagine non esistesse. E come se il ruolo ricoperto dall’ex spin doctor di Salvini non rendesse la cosa di particolare interesse: la Lega ha sempre condotto crociate contro gli stupefacenti. Proprio quello in cui è inciampato Morisi.
Tra l’altro il 4 marzo del 2019 lo stesso Salvini da ministro dell’Interno aveva annunciato un decreto legge urgente con la quale diceva basta alla “modica quantità” e ai reati di “lieve entità”, dicendo però anche che non aveva intenzione di punire i consumatori. La norma poi è rimasta. E ha permesso a Morisi di evitare un processo.
È evidente, però, che la questione resterà sul piano politico. Ieri la Lega non ha voluto commentare, anche perché la richiesta di archiviazione non è stata ancora presentata. Ma lo sarà. Solidarietà a Morisi è invece arrivata da diversi esponenti di Italia viva.