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Covid, rissa tra leghisti alla Camera. La rivolta dei deputati Sì Vax: “Borghi? La nostra sciagura”

Claudio Borghi 

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Il bergamasco Invernizzi si scontra con l’emiliano Golinelli: “La dovete smettere con le vostre str... anti-vaccini”. E Volpi, ex presidente Copasir, attacca il deputato già No euro
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ROMA - Primo piano di Montecitorio, qualche giorno fa. Vigilia dell’approvazione del Super Green Pass. Attorno a una postazione di computer si levano urla. "Basta con queste misure! Non dobbiamo sostenerle!". Chi passa da lì riconosce subito i protagonisti: sono due leghisti. Litigano. Di più: la situazione sta sfuggendo di mano. È una specie di rodeo: accuse, corpi che si avvicinano, colleghi che si mettono di mezzo per evitare guai peggiori. A sbracciarsi è un salviniano scettico sui vaccini e ostile al passaporto vaccinale, Guglielmo Golinelli. Solo che stavolta si trova di fronte Cristian Invernizzi, deputato bergamasco, uno a cui la pandemia ha strappato lacrime e amici.

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ROMA - Primo piano di Montecitorio, qualche giorno fa. Vigilia dell’approvazione del Super Green Pass. Attorno a una postazione di computer si levano urla. "Basta con queste misure! Non dobbiamo sostenerle!". Chi passa da lì riconosce subito i protagonisti: sono due leghisti. Litigano. Di più: la situazione sta sfuggendo di mano. È una specie di rodeo: accuse, corpi che si avvicinano, colleghi che si mettono di mezzo per evitare guai peggiori. A sbracciarsi è un salviniano scettico sui vaccini e ostile al passaporto vaccinale, Guglielmo Golinelli. Solo che stavolta si trova di fronte Cristian Invernizzi, deputato bergamasco, uno a cui la pandemia ha strappato lacrime e amici.

Quando sente il compagno di partito inveire contro il passaporto vaccinale e mettere in dubbio gli effetti della pandemia, esplode. "La devi smettere con queste sciocchezze, hai rotto il … (impronunciabile, ndr) – gli grida – Noi dobbiamo uscire da questa tragedia, dobbiamo vaccinarci tutti. Tuttiiii!". Invernizzi non ne può più. La stragrande maggioranza del gruppo della Lega non ne può più delle tesi anti-vacciniste di pochi, rumorosi e radicali leghisti. È la pattuglia capitanata da Claudio Borghi. Ne fa parte appunto Golinelli, deputato poco più che trentenne, a capo di un’azienda di famiglia che alleva maiali per il prosciutto di Parma, nel luglio scorso in piazza contro il passaporto vaccinale insieme a Gianluigi Paragone, Vittorio Sgarbi e, appunto, Borghi. Ma torniamo al rodeo.


Il leghista “No Pass” sostiene strane tesi, di quelle che si rintracciano facilmente scorrendo alcuni account social “No Vax”. "Se incrociamo i dati della Gran Bretagna e quelli della Danimarca - sostiene - scopriamo che la situazione è diversa, che la strada scelta dal governo è sbagliata". Secondo un’altra versione, cita invece la Finlandia, ma cambia poco o nulla. Invernizzi esplode. "Basta, basta con le …!! (impronunciabile, ndr)". I due si fronteggiano, i colleghi intervengono. L’incidente diventa patrimonio comune del partito, in poche ore. Se ne discute nei capannelli. Se ne parla in cortile. Il deputato “Pro Vax” diventa eroe di un gruppo stanco di sopportare. Il resto della tensione viene allo scoperto durante la riunione dei deputati leghisti lombardi di Montecitorio, sempre in quelle ore.


In uno stanzone prende la parola Borghi, ancora lui. "Le scelte del governo sul Green Pass – è il senso dei suoi ragionamenti, riferiscono – ci fanno perdere voti". Pure stavolta, come per il rodeo, c’è chi non è più disposto a tollerare: "Forse le nostre sciagure – prende la parola Raffaele Volpi, parlamentare di lungo corso vicino a Giancarlo Giorgetti, già presidente del Copasir – non sono causate dal green Pass, ma dalle tue posizioni e dai tuoi attacchi contro il governo". Il deputato viene circondato dai colleghi. Si complimentano, applaudono forte. La discussione continua anche a margine dell’incontro, con Borghi che in sostanza rivendica: "Le mie posizioni sono quelle di Salvini".


Ecco il cuore del problema, il nocciolo del malcontento. Al massimo dieci “No Vax” e “Ni Vax” tengono in scacco un gruppo numeroso. Salvini non muove un dito per contenerli. E loro vanno in tv, intervengono sui giornali, negano anche i sondaggi interni commissionati da via Bellerio. Che recitano: il 90 per cento degli elettori vuole il Green Pass, la stessa percentuale preferirebbe addirittura l’obbligo vaccinale. La situazione è talmente esplosiva che slittano a gennaio i congressi del partito, previsti per dicembre. La comunicazione è arrivata ieri. La ragione? Quella reale è che si sia voluto concedere il tempo ai no vax e ai no pass di vaccinarsi.

Nel frattempo, forse fiutata l’aria, un consigliere leghista di Livorno, Lorenzo Gasperini, scrive sui social: "Un giovane sano che si vaccina dimostra debolezza, paura della morte, creduloneria, infermità intellettuale, facile obbedienza al primo politico che passa e lo minaccia e una psicologia da servo. Tutte caratteristiche che dovrebbero comportare come minimo l’esclusione dalla vita sessuale, come contrappasso".