✕

M5S, gli iscritti dicono sì ai soldi del 2 per mille. Il gelo di Grillo

Giuseppe Conte 
Via libera al finanziamento al partito con il 72%. Conte: “Ottimo segnale per noi”. Il fondatore non commenta  
2 minuti di lettura

Un’altra svolta è compiuta, sulla strada del nuovo Movimento targato Conte. L’attesa consultazione on line — che arriva nelle ore delle acute fibrillazioni interne — autorizza infatti il M5s a ricorrere al finanziamento del 2 per mille, al pari degli altri partiti. Vota però solo un quarto degli iscritti. Dato che non turba il leader.
"È stata un’importante partecipazione, che rappresenta un ottimo segnale per tutti noi", chiarisce Giuseppe Conte, che tira un sospiro di sollievo. Mentre, anche per sedare malumori interni che lo sospettano di manovre per il voto anticipato, il leader ribadisce in tv che vede "Draghi ancora al vertice del governo: ha un lavoro complesso da portare a termine"; e chiarisce il senso di quell’apertura di dialogo con il centrodestra: "Berlusconi non è il nostro nome per il Quirinale, con tutto il rispetto". Restano le divisioni. Chi non è d’accordo sull…

Un’altra svolta è compiuta, sulla strada del nuovo Movimento targato Conte. L’attesa consultazione on line — che arriva nelle ore delle acute fibrillazioni interne — autorizza infatti il M5s a ricorrere al finanziamento del 2 per mille, al pari degli altri partiti. Vota però solo un quarto degli iscritti. Dato che non turba il leader.
"È stata un’importante partecipazione, che rappresenta un ottimo segnale per tutti noi", chiarisce Giuseppe Conte, che tira un sospiro di sollievo. Mentre, anche per sedare malumori interni che lo sospettano di manovre per il voto anticipato, il leader ribadisce in tv che vede "Draghi ancora al vertice del governo: ha un lavoro complesso da portare a termine"; e chiarisce il senso di quell’apertura di dialogo con il centrodestra: "Berlusconi non è il nostro nome per il Quirinale, con tutto il rispetto". Restano le divisioni. Chi non è d’accordo sull’accesso al 2 per mille, soprattutto tra i big in Parlamento, registra l’affronto a un "caposaldo", saluta un pezzo "della nostra identità". Qualcuno intercetta la battuta velenosa di Casaleggio: "Quale notaio l’ha certificata, questa votazione?".


I Sì sono stati 24mila e 360, i No 9mila e 531hanno. E si sono pronunciati in 34mila, su ben 131mila e 760 iscritti “elettori”. Pochi? "C’è stata un’ottima partecipazione e il 72 per cento è a favore del 2 x mille, la stragrande maggioranza. Se accettiamo il principio della democrazia diretta, è questo", allarga le braccia Conte. Cifre lontane dalla partecipazione che lo incoronò nuovo vertice dei Cinque Stelle: furono 67 mila iscritti (più della metà dei 115.130 aventi diritto di allora) a votare, Conte si aggiudicò 62 mila sì. Ma l’ex premier, ospite a Di Martedì su La 7 (dove conferma il suo stop rispetto alla tv di Stato: "Si diceva “Non è la Rai” una volta)", offre la sua lettura: "I numeri dell’affluenza sono in linea, anzi sono maggiori di quelle che sono le votazioni ordinarie del recente passato. Abbiamo avuto un buon riscontro: la base è pronta e ci chiede un cambiamento".

Territori, è la parola che sempre più spesso accompagna la stagione di svolta. Sia perché viene dalla base la richiesta di risorse “dedicate”, su cui impegnare iniziative ormai sempre più episodiche o sfilacciate, sia perché è in quelle realtà che il presidente ritiene di poter contare per "coinvolgere giovani, mobilitare la partecipazione". D’altro canto, aggiunge, "noi stiamo lavorando all’interno del sistema politico per eliminarne le storture. Siamo attaccati fortemente dall’establishment, dall’interno, e in questo momento dobbiamo dialogare più intensamente con l’esterno".


Gli iscritti hanno votato anche per la destinazione delle cosiddette “restituzioni”: 4 milioni di euro andranno a progetti di ricerca del Cnr, a Emergency e per altra solidarietà; altri 3,5 milioni saranno dirottate sui territori. Ma i mal di pancia restano forti sul 2 x mille: dall’ex ministro Davide Toninelli al senatore Vincenzo Presutto, al capogruppo alla Camera Davide Crippa, la nuova “capriola” non va giù. E Grillo (provato anche dalle ultime vicende: processo del figlio, minacce alla famiglia) sceglie il silenzio.