Mediaset, troppo spazio ai No Vax: per Giordano 35 giorni di stop
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaUno stop di trentacinque giorni, cinque settimane. Alla fine Mario Giordano paga dazio: il suo programma, aperto a sostenitori di tesi No Vax che irritano Silvio Berlusconi, è quello che osserverà il periodo di riposo natalizio più lungo. Un periodo che, curiosamente, coincide quasi totalmente con quello in cui sarà in vigore il Super Green Pass: ultima puntata dell'anno il 7 dicemebre, la successiva l'11 gennaio. Un "castigo", per il popolare conduttore, che comunque non è pesante come quello che si era ipotizzato in un primo momento, con una pausa che si sarebbe dovuta prolungare sino all'ultima settimana di gennaio, quando andranno in scena le votazioni del Quirinale.
Uno stop di trentacinque giorni, cinque settimane. Alla fine Mario Giordano paga dazio: il suo programma, aperto a sostenitori di tesi No Vax che irritano Silvio Berlusconi, è quello che osserverà il periodo di riposo natalizio più lungo. Un periodo che, curiosamente, coincide quasi totalmente con quello in cui sarà in vigore il Super Green Pass: ultima puntata dell'anno il 7 dicemebre, la successiva l'11 gennaio. Un "castigo", per il popolare conduttore, che comunque non è pesante come quello che si era ipotizzato in un primo momento, con una pausa che si sarebbe dovuta prolungare sino all'ultima settimana di gennaio, quando andranno in scena le votazioni del Quirinale.
Sono stati giorni di silenzioso fermento, dentro Mediaset, con il fondatore perplesso sul taglio di alcune trasmissioni (oltre a "Fuori dal coro" nel mirino sarebbe finita anche "Dritto e rovescio" di Paolo Del Debbio) ma ufficialmente estraneo alle scelte che riguardano il palinsesto. A Giordano, che gode di buoni rapporti con Piersilvio Berlusconi e con il direttore generale dell'informazione Mauro Crippa, alla fine è stata concessa la soluzione di una vacanza lunga. Mentre Del Debbio si fermerà dal 16 dicembre al 13 gennaio. 2022. Tutti gli altri programmi di approfondimento di prima serata, altro particolare significativo, avranno pause più brevi: "Quarta Repubblica", condotto da Nicola Porro, sarà sospeso solo per 20 giorni, dal 20 dicembre al 10 gennaio. Mentre non si fermeranno per le feste né Barbara Palombelli ("Stasera Italia") nè Giuseppe Brindisi ("Zona Bianca").
Insomma, la programmazione di questo scorcio di stagione - pur nella più volte sottolineata autonomia aziendale - penalizza gli spazi ritenuti populisti e sensibili alle tesi di chi è contrario agli obblighi sanitari, in linea con l'orientamento politico del Cavaliere, primo sponsor di un governo che spinge al massimo sulla vaccinazione. Già altre volte, in passato (accadde nel 2018), Berlusconi mostrò insofferenza verso le trasmissioni di Del Debbio e Giordano, viste come traino della Lega. Ora il tema è più complesso, perché si pone in un momento in cui l'ex premier punta a darsi la veste più istituzionale possibile, sognando il Quirinale. E l'informazione, dentro Mediaset, prende sempre più il posto dell'infortainment: Federica Panicucci e Barbara D'Urso lasceranno per un periodo non breve la conduzione di "Mattino Cinque" e "Pomeriggio Cinque" rispettivamente a Francesco Vecchi (dal 13 dicembre al 4 febbraio) e a Simona Branchetti (dal 20 dicembre al 14 gennaio). L'azienda sottolinea che sarà una parentesi ma sono forti i rumors su un cambio di rotta definitivo.
È un momento di cambiamenti e scossoni, per il gruppo del Cavaliere che non è più la corazzata di un tempo e che è testimone, con le sue telecamere, del rinnovato protagonismo politico del suo fondatore. Sullo sfondo il dibattito sull'informazione ai tempi del Covid, con il discusso invito dell'ex premier Mario Monti a "essere meno democratici" su questo tema. E con Enrico Mentana, già volto storici di Mediaset, che coglie l'occasione per pungere chi ospita negazionisti e allergici ai vaccini: "Mi onoro di non avere mai ospitato nel mio tg nessun esponente dei No Vax. A chi mi dice che così impongo una dittatura informativa, rispondo che adotto la stessa linea rispetto a chi nega l'Olocausto, ai cospirazionisti dell'11 settembre, ai terrapiattisti e a chi non crede nello sbarco sulla Luna".