M5S, l'annuncio di Conte dopo il no alle suppletive di Roma: "Mi candiderò alle Politiche, voglio entrare in Parlamento dalla porta principale"
"La ragione politica" del no alle suppletive "è che un leader che sta realizzando questo progetto ha l'ambizione di presentarsi col M5S alle politiche, con un programma di governo per migliorare la società. Vorrei entrare dalla porta principale" in Parlamento. Il presidente del M5S, Giuseppe Conte, fa chiarezza spiegando i motivi della sua mancata candidatura nel collegio Roma 1 per le suppletive, proposta avanzata dal Pd. "La questione è molto semplice. Premetto che con Enrico Letta abbiamo consuetudine di sentirci, c'è un rapporto molto franco e sincero: devo dargli atto che di questa possibilità mi aveva già parlato, mi aveva ventilato questa prospettiva su cui avevo espresso delle perplessità. La mia posizione è stata molto chiara: mi sto dedicando a un impegno politico molto assorbente, che è la costruzione del nuovo corso del Movimento 5 Stelle - dice l'ex…
"La ragione politica" del no alle suppletive "è che un leader che sta realizzando questo progetto ha l'ambizione di presentarsi col M5S alle politiche, con un programma di governo per migliorare la società. Vorrei entrare dalla porta principale" in Parlamento. Il presidente del M5S, Giuseppe Conte, fa chiarezza spiegando i motivi della sua mancata candidatura nel collegio Roma 1 per le suppletive, proposta avanzata dal Pd. "La questione è molto semplice. Premetto che con Enrico Letta abbiamo consuetudine di sentirci, c'è un rapporto molto franco e sincero: devo dargli atto che di questa possibilità mi aveva già parlato, mi aveva ventilato questa prospettiva su cui avevo espresso delle perplessità. La mia posizione è stata molto chiara: mi sto dedicando a un impegno politico molto assorbente, che è la costruzione del nuovo corso del Movimento 5 Stelle - dice l'ex premier a L'Aria che tira su La7 - Ne abbiamo riparlato, devo dire la verità: quest'ultima volta mi sono preso un supplemento di riflessione perché c'era una suggestione di stare in mezzo ai parlamentari però non ha mai portato a sciogliere questa riserva e i dubbi che avevo sono stati confermati".
Il Pd ci sarà rimasto male? "Andrebbe chiesto a loro, ma non credo perché la mia posizione è rimasta identica. Con Letta non con c'è alcuna incomprensione, l'ho ringraziato per questa disponibilità", ripete il capo del M5S. Ma Letta allora ha scelto una porta secondaria per entrare in Parlamento con le suppletive? "Assolutamente no, è una scelta che ho appoggiato, ma la sua posizione era diversa, il suo partito è articolato e ben costruito. Io ho bisogno di lavorare e di dedicarmi a questo percorso a tempo pieno", precisa Conte.
E sul campo largo invocato da Letta, cosa ne pensa Conte? "È difficile pensare a un campo largo: più si estende, più assorbe personalismi e a quel punto la proposta di governo non è credibile", spiega riferendosi a Matteo Renzi e Carlo Calenda che hanno commentato il 'no' del leader del M5S di candidarsi al collegio lasciato libero da Gualtieri, ora diventato sindaco di Roma. Renzi "si sta spostando verso il centrodestra, ultimamente vota sempre col loro, ha fatto un percorso dal mio punto di vista involutivo", dice Conte. Calenda, invece, "è ancora alla ricerca di locazione. Io ho girato l'italia in lungo e largo, Calenda non l'ho mai sentito nominare". Insomma, "entrambi cercano un appiglio per avere pubblicità. Possono fare tutte le dichiarazioni che vogliono a favore del centrodestra e del loro cortile personale. Quello è un collegio ritenuto sufficientemente sicuro". Intanto, il leader di Azione starebbe pensando a Valentina Grippo, consigliera regionale del Lazio di Azione, da presentare alle prossime elezioni suppletive per la Camera dei deputati sempre nel collegio Roma 1.
Il discorso si è spostato poi sull'elezione del prossimo presidente della Repubblica. "Guidare le truppe è una brutta espressione, preferisco coordinare. È ovvio che con la riduzione del numero dei parlamentari in molti partiti c'è una fibrillazione, è normale, ma che questo significhi che il M5S non dimostrerà compattezza è una previsione sbagliata", osserva. Di certo, "il Movimento non ha come candidato Silvio Berlusconi. C'è rispetto nei confronti di un leader di una forza politica, di una figura istituzionale che ha fatto anche cose buone e interpretato la voglia di rinnovamento di una parte del Paese, ma, complice anche un conflitto di interesse pervasivo, ha compiuto dei passaggi che non sono nel Dna di M5S. Abbiamo bisogno di un presidente che possa unire il Paese e sia garante di tutti, non solo di una parte". Mentre al Colle vedrebbe bene una donna: "Il nome lo faremo insieme. Io ho in testa un profilo, una personalità di cui essere tutti orgogliosi, è prematuro fare nomi".