Lorenzo Fontana: “Per il Colle la Lega si confronterà con Renzi prima di tutti”
di Emanuele Lauria , di Emanuele LauriaLorenzo Fontana, vice segretario della Lega. Di Maio dice di fidarsi più di Meloni che di Salvini. Ruggini del Conte I o timori che vi sfiliate da un accordo per il Quirinale?
"Di Maio non è uno sciocco, in modo furbesco cerca di creare frizioni nel centrodestra. Non bisogna cadere nel tranello. La sinistra fa il proprio gioco: è brava ad elogiarti perché le fa comodo un fronte avverso diviso. Sta alla nostra intelligenza non spaccarsi. In Italia e in Europa".
Un messaggio rivolto anche a Meloni.
"Chi ha orecchie per intendere, intenda. Detto ciò, fossi in Di Maio mi occuperei un po' di più della situazione dei nostri confini. Della Libia, della Tunisia, ma anche dei Balcani dove ha assunto un ruolo di player la Turchia. L'Italia mi sembra stia assistendo inerme ad una continua perdita di peso su queste partite che sono fondamentali per il futuro del Paese, partite nelle quali un ministro degli Esteri dovrebbe incidere…
Lorenzo Fontana, vice segretario della Lega. Di Maio dice di fidarsi più di Meloni che di Salvini. Ruggini del Conte I o timori che vi sfiliate da un accordo per il Quirinale?
"Di Maio non è uno sciocco, in modo furbesco cerca di creare frizioni nel centrodestra. Non bisogna cadere nel tranello. La sinistra fa il proprio gioco: è brava ad elogiarti perché le fa comodo un fronte avverso diviso. Sta alla nostra intelligenza non spaccarsi. In Italia e in Europa".
Un messaggio rivolto anche a Meloni.
"Chi ha orecchie per intendere, intenda. Detto ciò, fossi in Di Maio mi occuperei un po' di più della situazione dei nostri confini. Della Libia, della Tunisia, ma anche dei Balcani dove ha assunto un ruolo di player la Turchia. L'Italia mi sembra stia assistendo inerme ad una continua perdita di peso su queste partite che sono fondamentali per il futuro del Paese, partite nelle quali un ministro degli Esteri dovrebbe incidere in maniera pesante. Inoltre mi occuperei magari del Made in Italy, settore nel quale sembra ci siano sprechi e possibili anomalie nei bandi. La Lega vuole vederci chiaro e credo sia doveroso che il ministro spieghi in modo esplicito quanto è accaduto. Non ci accontenteremo di qualche semplice giustificazioni in questo caso che pare molto torbido".
Resta il fatto che per il Colle non potrete limitarvi a dialogare con i vostri alleati di centrodestra.
"Il centrodestra si presenterà unito, ma per eleggere un Presidente servono consensi più ampi. Bisogna trovare i numeri che non abbiamo. E non abbiamo preclusioni, nel dialogo, nei confronti di nessuno".
Neppure nei confronti dei 5Stelle?
"No, neanche verso di loro".
Ha visto che Berlusconi non smette di tessere lodi al Movimento? Dice che "ha dato voce a un disagio reale che merita rispetto e attenzione"
"Chiaramemnte in questo momento ci troviamo in una condizione particolare, proprio per quello che ci attende a gennaio. E Berlusconi fa il suo gioco. Potrebbe essere un buon candidato. Sui 5S dico che un partito che ha preso oltre il 30 per cento alle ultime Politiche merita rispetto. Ma sui risultati che ha ottenuto e su un certo modo di fare ho molte più riserve".
Intanto Renzi e Toti stanno cercando di riorganizzare il Centro. Credete che possano essere vostri alleati?
"In verità non mi sembra che ci sia, a livello elettorale, un grosso spazio per un'operazione centrista. Non avverto, fra la gente, questa pressante esigenza, credo sia svanita da una trentina d'anni. Cosa diversa è la partita del Quirinale, che è un Risiko. Si stanno posizionando le armate. Ma il gioco vero si farà fra un mesetto".
Pare non manchino i contatti fra Renzi e Salvini.
"Renzi è dotato di un'abilità tattica non indifferente: ha un partito piccolo, però sa che per il Quirinale i voti non si contano ma si pesano. La partita se la sta giocando al meglio, per i mezzi che ha. È un interlocutore con cui bisogna avere a che fare, se vogliamo centrare l'obiettivo di indicare un Capo dello Stato super partes e garante di tutti. Anzi: Renzi e un'eventuale aggregazione di Centro sono i più vicini a noi, dunque saranno i primi con i quali ci confronteremo".
I contrasti nel governo sul contributo di solidarietà, che Draghi aveva proposto e al quale vi siete opposti, sono il preavviso di una travagliata stagione pre-elettorale?
"Penso sia chiaro. E sono difficoltà che l'anno prossimo diverranno ancora più evidenti. Nei mesi precedenti al voto è più faticoso trovare unità d'intenti. E poi ci attende un anno molto difficile dal punto di vista economico e sociale, l'aumento dei prezzi della materia prima per l'energia inciderà sulle famiglie italiane. Mi auguro che da questa Finanziaria arrivi un forte segnale in aiuto di famiglie ed imprese. Bisogna ridurre la pressione fiscale, per noi della Lega questa è una battaglia fondamentale. Dato lo scenario, il prossimo anno sarebbe veramente complicato fare il presidente del Consiglio in una maggioranza così ampia".
Però non dite, come ha fatto il coordinatore di Fi Antonio Tajani, che con Draghi al Colle si va al voto.
"Il futuro, per quanto vicino, è nebuloso. Alla Lega, più dei nomi di possibili futuri premier, interessa la possibilità di incidere sulle scelte. Se potremo farlo, bene. Ma se entrassimo in un limbo, o ci fosse un presidente espressione del Partito democratico, certo sarebbe impossibile la nostra partecipazione. La Lega è pronta alle elezioni, sapendo però che non tutti i partiti lo sono altrettanto".