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Dal vertice del Consiglio di Stato alla Consulta, sarà Filippo Patroni Griffi il 15esimo giudice

Il presidente del Consiglio di Stato Filippo Patroni Griffi durante la cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario del Consiglio di Stato presso Palazzo Spada (ansa)
I colleghi lo hanno eletto con 68 voti contro i 48 di Luigi Maruotti. Arriverà alla Corte a fine gennaio quando lascia l’incarico l’attuale presidente Giancarlo Corraggio. Dal primo di febbraio scontata la presidenza di Giuliano Amato, a meno che non salga al Colle  
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ROMA - Tra Consulta e Consiglio di Stato la storia si ripete. Proprio come nel 2012, anche stavolta a essere eletto dai colleghi come nuovo giudice costituzionale è l'attuale presidente della giustizia amministrativa. Allora Giancarlo Coraggio, dall'anno scorso al vertice della Consulta, oggi Filippo Patroni Griffi, un napoletano a cui piace raccontare che il suo hobby preferito è il teatro, tant'è che è al vertice come presidente del teatro Mercadante di Napoli. 

Con due votazioni, la seconda di ballottaggio, Patroni Griffi, classe 1955, è stato votato da 68 colleghi che ne hanno dati 48 allo sfidante Luigi Maruotti, presidente di una delle sezioni di palazzo Spada, che in passato aveva già tentato il salto alla Consulta.  È la seconda volta in pochi mesi che il presidente di una Corte transita verso la Corte costituzionale. L'estate scorsa la Corte dei conti aveva scelto l'allora presidente Angelo B…

ROMA - Tra Consulta e Consiglio di Stato la storia si ripete. Proprio come nel 2012, anche stavolta a essere eletto dai colleghi come nuovo giudice costituzionale è l'attuale presidente della giustizia amministrativa. Allora Giancarlo Coraggio, dall'anno scorso al vertice della Consulta, oggi Filippo Patroni Griffi, un napoletano a cui piace raccontare che il suo hobby preferito è il teatro, tant'è che è al vertice come presidente del teatro Mercadante di Napoli. 

Con due votazioni, la seconda di ballottaggio, Patroni Griffi, classe 1955, è stato votato da 68 colleghi che ne hanno dati 48 allo sfidante Luigi Maruotti, presidente di una delle sezioni di palazzo Spada, che in passato aveva già tentato il salto alla Consulta.  È la seconda volta in pochi mesi che il presidente di una Corte transita verso la Corte costituzionale. L'estate scorsa la Corte dei conti aveva scelto l'allora presidente Angelo Buscema come componente della Consulta. 

Ex ministro della Funzione pubblica nel governo Monti, quando con la collega della Giustizia Paola Severino lavorò alla legge anti corruzione che conteneva anche il decreto legislativo sull'incandidabilità e decadenza da governo, Parlamento italiano ed europeo, e dalle amministrazioni locali in caso di condanne giudiziarie, Patroni Griffi ha affrontato anche un paio di casi giudiziari che lo riguardavano personalmente. Il primo per l'acquisto e la vendita a un prezzo molto più alto di un immobile Inps; il secondo, a seguito delle dichiarazioni dell'avvocato Amara, per la presunta raccomandazione di una sua amica per un posto di lavoro. Ma in entrambi i casi le vicende non hanno avuto seguito e sono state archiviate. 

Prima di essere nominato nel 2018 al vertice del Consiglio di Stato, Patroni Griffi è stato sottosegretario alla presidenza del Consiglio con l'attuale segretario del Pd Enrico Letta nel ruolo di premier. Con Giuliano Amato invece è stato capo di gabinetto alle Riforme istituzionali. E proprio Amato - salvo che non venga votato come presidente della Repubblica nelle votazioni previste a Camere riunite tra il 18 e il 28 gennaio - sarà il prossimo presidente della Corte che sta seguendo, per la scelta, il criterio dell'anzianità. Se invece Amato fosse votato per il Colle, si aprirebbe la corsa tra tre giudici che hanno giurato tutti nello stesso giorno, Silvana Sciarra, prima donna eletta dal Parlamento alla Corte, e più anziana anagraficamente, l'amministrativista Daria de Pretis e il costituzionalista Nicolò Zanon che potrebbero contrare su 18 giorni in più di anzianità a partire dal giorno in cui l'ex presidente Napolitano ha resto pubblica la nomina stessa fino al giuramento. 

Come avviene spesso, il cambio di guardia alla Consulta, risveglia gli attacchi sui presidenti uscenti e sui giudici che anche una volta fuori godrebbero di particolari privilegi, come avere auto e autisti, nonché uffici e addirittura case a disposizione nel palazzo della Corte. Fatti del tutto smentiti dalla Corte stessa che ricorda ogni volta come non esistano più da tempo appannaggi di questo tipo. Né autisti "a disposizione", né tantomeno uffici con tanto di segretarie, né tantomeno abitazioni.

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