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Una sala di Montecitorio dedicata a Matteotti. Proposta di Valdo Spini: "Ha nobilitato le istituzioni parlamentari, sia un esempio per i giovani"

Giacomo Matteotti mentre pronuncia il discorso alla Camera prima dell'omicidio 
La lettera inviata a Fico è stata firmata da 56 istituti e fondazioni
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Una sala di Montecitorio dedicata a Giacomo Matteotti. Sì perché ancora non ce n'è una, esiste soltanto un busto dedicato al "martire della democrazia" come è statao definito dal presidente Mattarella nell'ultimo anniversario della sua morte. L'anno prossimo parte il triennio delle celebrazioni dell’anniversario dell’uccisione del deputato socialista avvenuta il 10 giugno 1924. "Lui ha nobilitato le istituzioni parlamentari con il discorso del 30 maggio 1924 che gli è costata la vita", spiega il promotore dell'iniziativa Valdo Spini, presidente della Fondazione Circolo Rosselli e dell'Aici, Associazione delle istituzioni di cultura italiane."Ieri è stata inviata una lettera ufficiale al presidente della Camera Fico.Speriamo che presto ci possa ricevere per parlarne. Vorremmo che i ragazzi tornassero a visitare queste sale e chiedessero di lui, della sua storia, specialmente in quest…

Una sala di Montecitorio dedicata a Giacomo Matteotti. Sì perché ancora non ce n'è una, esiste soltanto un busto dedicato al "martire della democrazia" come è statao definito dal presidente Mattarella nell'ultimo anniversario della sua morte. L'anno prossimo parte il triennio delle celebrazioni dell’anniversario dell’uccisione del deputato socialista avvenuta il 10 giugno 1924. "Lui ha nobilitato le istituzioni parlamentari con il discorso del 30 maggio 1924 che gli è costata la vita", spiega il promotore dell'iniziativa Valdo Spini, presidente della Fondazione Circolo Rosselli e dell'Aici, Associazione delle istituzioni di cultura italiane."Ieri è stata inviata una lettera ufficiale al presidente della Camera Fico.Speriamo che presto ci possa ricevere per parlarne. Vorremmo che i ragazzi tornassero a visitare queste sale e chiedessero di lui, della sua storia, specialmente in questo momento".

Sono 56 i primi firmatari, tra Istituti e Fondazioni, dalla Fondazione Matteotti alla Basso alla Gramsci. Continua Spini: "Era un uomo che badava al concreto, alle battaglie vere come quelle per i lavoratori tanto che Carlo Rosselli lo definì "un eroe tutta prosa". Ricordo che Matteotti quando era al congresso di Livorno del 1921 per sostenere Turati corse via al'imporvviso per andare a Ferrara perché era stata assaltata dai fascisti la Camera del lavoro. Queste erano le sue priorità". 

Gicomo Matteotti fu assassinato dai sicari fascisti a Roma, sul lungotevere Arnaldo da Brescia, mentre si recava a Motecitorio, proprio qualche giorno dopo il suo discorso alla Camera. Per protesta i suoi sostenitori si ritirarono nella sala della Lupa a Montecitorio, con la cosiddetta "secessione dell'Aventino". "Il Parlamento deve ricordarlo. E in questo momento di ambiguità e incertezza è bene che il carattere democratico venga restaturato. E spero che i giovani si chiedano chi era Matteotti. Credo che nessuno possa rifiutare questa proposta che ha un significato enorme in questo momento", conclude Spini.

Nel 2016 una sala di Montecitorio è stata dedicata alle prime donne entrate a far parte delle Istituzioni della Repubblica italiana, dove sono  collocati i ritratti delle 21 deputate elette all’Assemblea costituente, delle prime 11 sindache elette tra la primavera e l’autunno del 1946, della prima donna che ha assunto la carica di Ministro, Tina Anselmi, della prima Presidente della Camera, Nilde Iotti, della prima Presidente di Giunta regionale, Anna Nenna D’Antonio, e a partire dalla XVIII legislatura il ritratto della prima Presidente del Senato, Maria Elisabetta Alberti Casellati e della prima Presidente della Corte costituzionale, Marta Cartabia.

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