✕

Covid, il virus rialza la testa e ostacola Draghi sulla strada per il Colle

Mario Draghi in una pausa del consiglio europeo con la premier estone (Kaja Kallas, di spalle) e i capi di governo di Polonia e Lussemburgo (ansa)

Ascolta l'audio

Se il contagio dovesse peggiorare, il Quirinale (uno scenario che era e resta gradito al premier) sembrerebbe una scalata troppo ripida da realizzare. A livello europeo le decisioni devono essere guidate dal principio di massima cautela
2 minuti di lettura

BRUXELLES - Il gigantesco albero rosso della Grand Place è l'unica concessione al Natale. Il resto è angoscia e Omicron. A Bruxelles per il Consiglio europeo, Mario Draghi tocca con mano la paura della quarta ondata. Sa che il suo futuro sarà deciso dai prossimi quindici giorni di pandemia. Potrebbe essere il suo ultimo summit da premier, se venisse eletto al Quirinale. Ma sa anche che se il contagio dovesse peggiorare, allora il Colle (uno scenario che era e resta gradito al premier) sembrerebbe una scalata troppo ripida da realizzare. Le variabili restano molte, imprevedibili, a partire dai dati aggiornati del nuovo ceppo su ricoveri e ospedalizzazioni, da cui dipende la tenuta dei sistemi sanitari europei. I numeri arriveranno entro una settimana, dall'Inghilterra. Così si è deciso ieri durante un drammatico G7 dei ministri della Salute.

I titolari della Sanità si incontrano nelle stesse ore del Consiglio europeo, in videocon…

BRUXELLES - Il gigantesco albero rosso della Grand Place è l'unica concessione al Natale. Il resto è angoscia e Omicron. A Bruxelles per il Consiglio europeo, Mario Draghi tocca con mano la paura della quarta ondata. Sa che il suo futuro sarà deciso dai prossimi quindici giorni di pandemia. Potrebbe essere il suo ultimo summit da premier, se venisse eletto al Quirinale. Ma sa anche che se il contagio dovesse peggiorare, allora il Colle (uno scenario che era e resta gradito al premier) sembrerebbe una scalata troppo ripida da realizzare. Le variabili restano molte, imprevedibili, a partire dai dati aggiornati del nuovo ceppo su ricoveri e ospedalizzazioni, da cui dipende la tenuta dei sistemi sanitari europei. I numeri arriveranno entro una settimana, dall'Inghilterra. Così si è deciso ieri durante un drammatico G7 dei ministri della Salute.

I titolari della Sanità si incontrano nelle stesse ore del Consiglio europeo, in videoconferenza. Ascoltano il responsabile inglese parlare di un quadro "terribile". Ottantottomila casi in un giorno, destinati a crescere "di molto e molto ancora". Se davvero la variante raddoppia il contagio ogni tre giorni, il rischio è il tilt degli ospedali. Il quadro che indicano sembra quasi la premessa di un possibile lockdown inglese sotto le feste. "E i ricoveri?", domandano tutti. Non si conosce ancora l'impatto - è la replica - è troppo presto, ma i dati saranno condivisi con i Paesi alleati entro sette giorni al massimo.

L'allarme rimbalza a Bruxelles. Un Capodanno di restrizioni e blocco delle attività terrorizza i leader. I danesi che siedono in Consiglio sono sotto choc, soffrono un numero di positivi che, in proporzione, equivale a 119 mila malati in un giorno in Italia. Draghi ha chiarissimo i rischi del momento. Quando ricorda ai colleghi europei i 135 mila morti in Italia e un collasso del Pil 2020 del 9%, lo fa per zittire le residue critiche alle misure italiane alle frontiere. Ma il premier guarda già oltre. Alle misure drastiche che potrebbero essere assunte nelle prossime settimane, a causa della Omicron. Allo scenario di obbligo vaccinale, che prenderà forma durante il mese di gennaio. E soprattutto al passaggio più delicato per il Paese: lo snodo stretto dell'elezione del nuovo Capo dello Stato.

È sempre lui al centro della partita. I leader di maggioranza - tutti, nessuno escluso - gli hanno chiesto in un modo o nell'altro di restare. Ieri, poi, l'Economist si è aggiunto alla lista, incoronando l'Italia di Draghi il Paese dell'anno. La verità è che il presidente del Consiglio vorrebbe comunque tentare il salto. Ma la realtà, ora dopo ora, rischia di decidere per tutti. Il conto del contagio segnava ieri 26 mila positivi. Il picco dell'epidemia è atteso tra le feste di Natale e il nuovo anno, quando si entrerà nel vivo della battaglia per il Colle. L'Omicron, l'incertezza che genera fa il resto.

Non è solo l'emergenza sanitaria. Se ne discute a Bruxelles, se ne parla a Roma ossessivamente. C'è il pericolo che la quarta ondata congeli trasporti e consumi. Per l'Italia, esiste lo spettro di un pesante danno al turismo, che significherebbe un colpo al Pil. Le stime 2021 si attestano per ora al 6,3%, ma si teme che possano essere riviste al ribasso proprio a causa delle cancellazione dei viaggi durante le festività. E poi c'è il timore, concreto, di un pantano politico. Chi terrebbe assieme la maggioranza di unità nazionale? Passare da un nuovo governo - o addirittura da elezioni anticipate - avrebbe l'effetto deflagrante di mettere a repentaglio anche i fondi del Pnrr.

Tutte riflessioni che complicano la strada del premier. Il quale, ovviamente, deciderà del suo destino a tempo debito e pesando tutte le variabili. Di certo, però, evitando al Paese salti nel buio. I leader di partito, nel frattempo, insistono. "FT e Economist - dice Carlo Calenda - sono stati chiari. Il 70-80% degli italiani vuole che Draghi rimanga presidente del Consiglio". E i parlamentari - cioè le truppe chiamate poi a votare nel segreto dell'urna per il Quirinale - continuano a preferire l'ex banchiere al governo come garanzia di stabilità. "Draghi va protetto dai giochi politici", ha ricordato ieri al Corriere.it Luigi Di Maio, per poi aggiungere: "Il partito dei franchi tiratori aumenta". Si moltiplicano inoltre le voci a favore del "congelamento" del quadro istituzionale, che prevederebbe la contestuale rielezione di Mattarella. "Sono preoccupato da una possibile sostituzione del premier a Palazzo Chigi - ammette il dem Adrea Marcucci - Io sono per un governo Draghi anche oltre il 2023".