✕

Giustizia, processo Open Arms: Salvini, Lo Voi e quella stretta di mano

Ancora un incrocio tra il leader della Lega e il magistrato che, la prossima settimana, sarà nominato dal Csm procuratore di Roma
2 minuti di lettura

'Questione di feeling...' cantavano Mina e Cocciante nell'ormai lontano 1985. E certo una 'questione di feeling' dev'esserci tra Matteo Salvini e il tuttora procuratore di Palermo, Franco Lo Voi. Prossimo però, quest'ultimo, a essere nominato dal Csm procuratore di Roma. Succede mercoledì prossimo, proprio come regalo di Natale. E come vince Lo Voi?  "Vince alla grande" assicura oggi una fonte super autorevole di palazzo dei Marescialli. E che succede proprio a pochi giorni dall'en plein? Torna, appunto, la singolare 'questione di feeling' tra l'ex ministro dell'Interno che proprio per mano di Lo Voi aveva ricevuto l'avviso di garanzia per il processo Open Arms, con tanto di accuse pesanti, sequestro plurimo aggravato e abuso d'ufficio per aver impedito lo sbarco di 107 migranti bloccati al largo di Lampedusa. Il processo è in corso, e giusto oggi Salvini, accompagnato dal suo avvocato Giu…

'Questione di feeling...' cantavano Mina e Cocciante nell'ormai lontano 1985. E certo una 'questione di feeling' dev'esserci tra Matteo Salvini e il tuttora procuratore di Palermo, Franco Lo Voi. Prossimo però, quest'ultimo, a essere nominato dal Csm procuratore di Roma. Succede mercoledì prossimo, proprio come regalo di Natale. E come vince Lo Voi?  "Vince alla grande" assicura oggi una fonte super autorevole di palazzo dei Marescialli. E che succede proprio a pochi giorni dall'en plein? Torna, appunto, la singolare 'questione di feeling' tra l'ex ministro dell'Interno che proprio per mano di Lo Voi aveva ricevuto l'avviso di garanzia per il processo Open Arms, con tanto di accuse pesanti, sequestro plurimo aggravato e abuso d'ufficio per aver impedito lo sbarco di 107 migranti bloccati al largo di Lampedusa. Il processo è in corso, e giusto oggi Salvini, accompagnato dal suo avvocato Giulia Bongiorno, è in aula. 

Era l'agosto 2018, quando Salvini, dalla sua stanza di ministro al Viminale, sventolò il foglio dell'avviso di garanzia per mostrare agli italiani come, pur facendo quello che riteneva il suo dovere per contrastare l'immigrazione clandestina, stava diventando una "vittima" dei magistrati. Eppure questo non gli impedì, neppure quattro mesi dopo, a gennaio 2019, di stringere proprio la mano di quel procuratore con un sorriso a tutta bocca. E altrettanto fece Lo Voi che partecipava a una cena organizzata dalla giornalista garantista Annalisa Chirico, animatrice dell'associazione 'Fino a prova contraria' e amica dello stesso Salvini. La foto è rimasta lì, a futura memoria. 

Adesso un'altra singolare coincidenza. Salvini riparla di Lo Voi, alla vigilia della sua scontata nomina. Succede a Palermo, proprio alla vigilia dell'udienza. Parla a un convegno e dichiara: "Il procuratore Lo Voi, che in aula a Palermo ha sostenuto l'accusa nel processo Open Arms, è stato promosso procuratore capo di Roma ma sicuramente non c'è nessun nesso. È un percorso professionale meritato e chiunque dica il contrario mente sapendo di mentire". 

"Percorso professionale meritato" dice Salvini  che per una volta non attacca un magistrato, come invece fa di solito. Che la carriera di Lo Voi sia fuori discussione è testimoniato dal suo curriculum. Come confermerà del resto mercoledì prossimo il Csm che chiude - con un voto previsto a larghissima maggioranza - la storia infinita del procuratore di Roma. Prima, il 23 maggio 2019, il voto della commissione per gli incarichi direttivi per Marcello Viola, il procuratore generale di Firenze. Poi, dopo l'esplosione del caso Palamara, Viola - citato nelle conversazioni dell'hotel Champagne tra Palamara, Luca Lotti  e cinque componenti in carica del Csm - finisce in soffitta, e il Consiglio superiore sceglie Michele Prestipino. Ma un anno dopo deve arrendersi di fronte alle decisioni della giustizia amministrativa - Tar del Lazio e Consiglio di Stato - che accolgono i ricorsi di Lo Voi e Viola. E siamo a oggi, al nuovo voto della commissione che fa marcia indietro sul 2019, solo un consenso per Viola e il via libera per Lo Voi.

Toga di Magistratura indipendente, come Viola, amico di Giovanni Falcone, a lungo pubblico ministero a Palermo, poi al Csm per la sua corrente, e ancora giudice a Eurojust scelto dall'ex ministro della Giustizia (siciliano e berlusconiano) Angelino Alfano. Il Csm gli affida la procura di Palermo nel 2014. L'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano impone il rispetto dell'ordine cronologico. E qualche maligno sostiene che questo abbia avvantaggiato Lo Voi. 

 

Corre per Roma, ma anche per il vertice della procura nazionale Antimafia. Ma stavolta il Csm chiude l'incastro, rispetta la cronologia, vota per lui a Roma. "È un percorso professionale meritato  - chiosa adesso Salvini - e chiunque dica il contrario mente sapendo di mentire". È tutto da vedere se questa frase possa giovare al magistrato che prossimamente prenderà possesso della procura più importante d'Italia sulla quale, prima di lui, è stato stabilmente seduto un altro siciliano, Giuseppe Pignatone.